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Matteo Rancan e Gianluca Argellati (foto di repertorio)

Matteo Rancan e Gianluca Argellati (foto di repertorio)

Argellati e Rancan: «Sul deflusso minimo vitale l’autorità del Po smentisce la Regione»

«La Regione deve rivedere il metodo di calcolo standard del Deflusso minimo vitale prestando attenzione alla specificità idrologica, morfologica e agroambientale dei diversi territori»

«L'Autorità distrettuale del Fiume Po ha sconfessato la Regione sul deflusso minimo vitale, dichiarando che “a fronte di crisi idriche ripetute, non più a carattere imprevedibile e straordinario, i tempi di risposta da parte degli Enti competenti (Regioni) e i conseguenti provvedimenti da adottare per autorizzare la deroga al Deflusso Ecologico, debbano diventare quanto mai tempestivi, assicurando l’adattamento necessario per gli eventi di scarsità idrica e siccità che possono manifestarsi anche nel bacino del fiume Po. Per queste ragioni l’Autorità Distrettuale del Fiume Po sta individuando, insieme a Regioni e portatori di interesse, le aree definite “a ricorrente crisi idrica” dove saranno riviste le attuali modalità con cui gli Enti concedenti (ovvero le stesse Regioni) rilasciano attualmente le deroghe al DMV/DE». Il capogruppo regionale della Lega Emilia-Romagna, Matteo Rancan, ed il primo cittadino di Vigolzone, Gianluca Argellati, citano una nota dell'Autorità del Po per rivendicare la necessità che «la Regione si attivi immediatamente, in deroga alle disposizioni finalizzate a garantire il deflusso minimo vitale (Dmv) nei fiumi, al fine di consentire i prelievi d’acqua necessari a concludere la stagione irrigua per le colture che abbisognano d’acqua».

Sul tema la Lega aveva presentato una Risoluzione alla Giunta regionale, a prima firma del capogruppo Rancan, che, però, la maggioranza aveva respinto. «La Regione – ribadisce Rancan – deve rivedere il metodo di calcolo standard del Deflusso minimo vitale (Dmv) e procedere a una riformulazione che consenta di porre maggiore attenzione alla specificità idrologica, morfologica e agroambientale dei diversi territori regionali, oltre che alle locali necessità di approvvigionamento idrico per l’agricoltura». «E' inaccettabile e incomprensibile che qualcuno al di fuori dei territori decida di creare un danno sia all'agricoltura, di questo passo in Valnure si rischia l'azzeramento delle produzioni, sia dal punto di vista ambientale e della salute pubblica, giacché si sa che, laddove ristagna l'acqua, l'insorgenza di patogeni pericolosi, è molto alta. Senza contare i danni creati alla fauna ittica dei rivi, che è ancora una delle poche autoctone del territorio», attacca il primo cittadino di Vigolzone. «Pertanto, in un momento di grave crisi economica come quello attuale che colpisce anche il settore agricolo – conclude Argellati, - il governo regionale ha il dovere di tutelare, oltre che l’ambiente, anche l’economia del territorio e quindi le produzioni agricole e agroindustriali e il contesto sociale e occupazionale».

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