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Asp, presentato un piano di risanamento “prudente” per diminuire il disavanzo

Audizione in commissione 1 e 3 per l'amministratore unico di Asp "Città di Piacenza" Marco Perini a due mesi dall'internalizzazione dei posti letto del Vittorio Emanuele. Presente anche il direttore Bocchi. Colosimo: «Perché non ci è pensato prima a risanare?». Quagliaroli: «Non dimentichiamoci delle responsabilità del passato»

Lo scorso 8 aprile il consiglio comunale sancì l’internalizzazione dei servizi dell’Asp – azienda servizi alla persona – “Città di Piacenza” che ha in gestione il Vittorio Emanuele. Un emendamento approvato in aula impose di produrre un piano di risanamento e di illustrarlo alle commissioni 1 e 3. Nel pomeriggio del 24 giugno l’amministratore unico di Asp, il dottor Marco Perini, ha perciò illustrato – in un’audizione - la situazione attuale dell’azienda, che proviene da un 2014 non certo facile. «Lo sforzo in questi 60 giorni – ha illustrato Perini - è stato quello di produrre un documento che risponda a un risanamento. Vogliamo garantire la qualità dei servizi e migliorare il rapporto con il personale che collabora. Abbiamo analizzato ciò che ci aspettiamo di avere come entrate e uscite nei prossimi anni, riprendendo alcuni dei dati dello studio dell’Università di Modena e Reggio Emilia voluto dall’Amministrazione. Il 2014 - anno in cui abbiamo registrato un disavanzo di un milione e 337mila euro - è stato il nostro punto di riferimento per questo piano di risanamento. Lo scopo di Asp non è fare utili, ma non possiamo continuare con le perdite: c’è una logica di prudenza nei nostri 25 progetti che presentiamo. Perciò consideriamo con il numero “0” tutte le voci di cui non possiamo quantificare le entrate dei prossimi anni».

«Nel 2015 ci aspettiamo un miglioramento di 337mila euro: chiuderemo con un disavanzo di un milione di euro. Nel 2016 ci aspettiamo 573mila di perdite, nel 2017 526mila euro, chiudendo in questo ultimo anno con un miglioramento – rispetto al 2014 – di 810mila euro. Teniamo presente che mancano all’appello quei progetti – anche rilevanti – di cui però non conosciamo gli effetti economici. L’ex albergo “Pensionati” da ristrutturare sarà funzionale entro la fine del 2017: io vorrei poter tagliare il nastro prima, e questo progetto non è calcolato in queste stime, ma contiamo di ricavare da qua 150-200mila euro di entrate all’anno.  L’albergo ci costerà 6 milioni di euro».

«Il patrimonio di Asp non né enorme, né piccolo. Abbiamo fondi agricoli: potremmo alienare alcuni di questi insieme ad altri immobili. Potremmo indebitarci con le banche con un mutuo di venti-trent’anni. Potremmo recuperare un milione di contributi a fondo perduto da Regione o Fondazione che potrebbero darci una mano, a tal proposito c’è già stato qualche contatto con quest’ultima».

La casa “Santa Chiara”, la comunità di recupero per minori stranieri non accompagnati e l’area disabilità sono i progetti più imminenti. «Si concretizzeranno entro la fine del 2015, le spese sono già state contabilizzate e invece – sempre per la logica già citata in precedenza – le entrate che prevediamo no. I 500mila euro di perdita – alla luce di queste considerazioni - non sono perciò strutturali. Il disavanzo 2014 nasce da quei 7-8 mesi in cui Asp gestiva direttamente solo 108 posti al Vittorio Emanuele».

«Nel 2015 abbiamo recuperato risorse per oltre centomila euro aumentando l’efficienza dei servizi. Rivedere i contratti con i fornitori in essere è stato un altro modo per efficientare, ed è un’operazione ancora in corso d’opera: da qui possiamo ricavare altri 150mila euro di risparmi. Tra i risparmi anche migliaia di euro derivanti di risparmi energetici».

«Il progetto del “Pensionato albergo” – ha spiegato Cristiana Bocchi, direttore di Asp da due mesi - non è quantificabile ne nostro piano. I servizi saranno per 100 posti letto in più (30 posti per “Casa residenza anziani” convenzionati, attualmente distribuiti fuori dal Distretto “Città di Piacenza”). Le camere saranno a due letti o singole e offriremo servizi di cure intermedie per evitare i ricoveri ospedalieri. È un servizio che stiamo studiando con l’Ausl. Sperimenteremo anche un nuovo servizio per utenti disabili-anziani, che manca completamente a Piacenza. Un disabile fino ai 65 anni è definito “ragazzo disabile”, da questa età viene coinvolto in questo progetto che presenta caratteristiche particolari: una via di mezzo tra una Casa Protetta a una struttura per disabili. Il servizio partirà verso novembre 2015, una volta finiti i lavori di ristrutturazione partirà insieme a una Cra privata da 18 posti temporanei».

All’Asp è affidata anche la gestione dei minori stranieri non accompagnati. «Ci è stato dato questo servizio, potremmo programmarlo e svilupparlo in autonomia. Dal prossimo anno avremo tre comunità di diversa accoglienza». «Dall’ala Est – ha aggiunto Perini - contiamo di avere entrate nel triennio per 170mila euro, la reinternalizzazione del Cra ne porta in dote 295mila. Sono ipotesi di sviluppo, le stime che abbiamo fatto sono prudenti. Questa è la strada del risanamento, tutto ci fa dire che stiamo andando per il meglio».  

Ai consiglieri comunali non è arrivato in tempo il piano, ultimato solo nella giornata di ieri. Gli intervenuti hanno rimarcato l’impossibilità di entrare nel dettaglio delle singole voci economiche. «Vorrei sapere tutti gli sprechi – ha preso la parola Marco Colosimo (Piacenza Viva) - e le spese inutili di questi anni, visto che riuscite a recuperare improvvisamente così tante risorse. Giusto fare un piano di risanamento, ma perché non ci si è pensato prima?». «Mettere nero su bianco – ha detto in aula Paolo Garetti (Lista Sveglia) - su un documento è una novità per l’Asp – e anche per altre realtà comunali. Così possiamo nei prossimi anni confrontarci in modo trasparente. Non consiglio di vendere proprio in questo momento di crisi il patrimonio immobiliare dell’azienda». «Mi ero astenuta in consiglio comunale – è l’intervento di Maria Lucia Girometta (Forza Italia) - proprio per vedere questa relazione. Mi pare che sia positivo il piano di sviluppo». Lucia Rocchi (Moderati) ha rimarcato la “saggezza” del piano di risanamento, oltre a condividere l’atteggiamento prudenziale dei nuovi vertici di Asp. “Un plauso alla trasparenza e alla serietà del piano” è stato espresso dal capogruppo 5 stelle Mirta Quagliaroli. «La relazione è ben abbozzata. Ci sono però delle responsabilità nel passato e non vanno dimenticate. Stiamo cercando di risanare delle cose che sono andate molto male: i responsabili dovrebbero pagare».  

«Io mi ricordo la battaglia in consiglio di due mesi fa – l’intervento di Guglielmo Zucconi (Misto) –e perciò va apprezzato il coraggio dell’Amministrazione e della gestione. Cerchiamo di andare avanti su questa strada: ci sono state lotte in consiglio e ora abbiamo risultati». Giovanni Botti (Pdl) ha sottolineato la diminuzione dello stipendio di amministratore unico e direttore. «Potreste rinunciare anche ai soldi che date al Comune per le consulenze…». Botti ha chiesto un chiarimento sull’aumento delle tariffe per i 108 posti Cra già in mano ad Asp. Da luglio 2015 i 108 posti vedranno infatti aumentare la tariffa giornaliera di 85 centesimi al giorno.  

«Vogliamo fare al meglio delle nostre possibilità. Asp è di proprietà del Comune – ha replicato ai consiglieri ancora Perini -, e il nostro compito come dirigenti è portare l’azienda sulla buona strada. Il Pensionato Albergo è ancora in una fase embrionale. Nel 2014 abbiamo venduto due fondi agricoli per 3 milioni di euro totali, e abbiamo diversi immobili sfitti in città. Delle gestioni passate bisognerebbe chiedere a chi c’era. Ci siamo trovati con entrate non adeguate, e solo dal 2014 si è messo mano a tante situazioni anti-economiche. Sono sicuro che da domani si inizieranno a fare i conti ancora meglio, grazie al lavoro di questi mesi».

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