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In arrivo un aumento

Tarasconi: «I conti del Comune non tornano, aumenteremo l’Irpef»

L’annuncio su Instagram del sindaco: «Non a cuor leggero, però Piacenza aveva le aliquote più basse rispetto alle città vicine»

«Al momento i conti del Comune di Piacenza non tornano. Per coprire le spese che ci sono, non ci sono sufficienti entrate. Quindi non a cuor leggero abbiamo iniziato a studiare i numeri. Inizialmente ci siamo detti proviamo a vedere cosa possiamo tagliare. Non è sufficiente». Con questo preambolo, in un video pubblicato su Instagram nella serata di sabato 4 febbraio, il sindaco Katia Tarasconi ha annunciato la volontà di aumentare l'addizionale comunale Irpef a partire dal 2023.

Proprio in queste settimane l’Amministrazione sta lavorando al bilancio previsionale. «Andiamo a tagliare dei progetti per la città come quelli del Pnrr?», è la domanda retorica del sindaco nel video, per giustificare l’aumento dell’addizionale che sembra ormai scontato. «Anche il Comune si è trovato, come le famiglie, con più spese. La decisione era tra tagliare o aumentare le aliquote. Abbiamo visto che Piacenza è la città dell’Emilia-Romagna con le aliquote più basse. Ha aliquote più basse anche rispetto a Cremona, Lodi e Pavia».

Il sindaco ha ricordato anche gli attuali importi, che non vengono ritoccati da anni. «A Piacenza fino a 11mila euro di reddito non si paga l’Irpef. Da 11mila a 15mila si paga lo 0,42. Da 15mila a 28mila lo 0,52, tra 28mila e 50mila lo 0,68, oltre i 50mila euro di reddito lo 0,80. La scelta è sul futuro e di come vogliamo improntare l’azione di questo comune e non rinunciare ai progetti senza tagliare i servizi».

Cremona e Parma hanno un’Irpef di 0,80 per tutti, oltre i 12mila euro di reddito. Il Comune sta facendo alcune simulazioni sugli eventuali aumenti. «Un reddito da 1400 netti al mese - è l'ipotesi di Tarasconi - pagherà 19 centesimi al giorno in più, 5 euro al mese, poco più di 60 euro all’anno. Sono molti? Non sono moltissimi. È certamente antipatico chiedere un aumento, però è necessario, perché i conti non tornano. Volevo dirlo io, mettendoci la faccia. Non è una cosa simpatica, però credo sia necessario essere trasparenti e spiegare».  

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