«La prossima Amministrazione dovrà prendere delle scelte non più rinviabili»

Il dibattito sul bilancio in consiglio comunale. Il centrodestra attacca le scelte politiche sul welfare. La replica dell'assessore Gazzola: «Abbiamo garantito la coesione sociale, in questa città non ci sono le tensioni sociali di altre realtà»

Dosi e Gazzola (repertorio)

È tempo di bilancio – e ovviamente di scontro tra maggioranza e opposizione - in consiglio comunale. L’assessore Luigi Gazzola ha ricordato durante la seduta del 20 marzo i punti salienti e il quadro attuale dei conti del comune, già emersi durante l’approvazione in Giunta e in Commissione. «L’intenzione – ha aggiunto l’assessore - è di non ritoccare la Tasi nel 2017, stiamo aspettando la decisione di Atersir al riguardo. L’azione energica di recupero dell’evasione comincia a dare i suoi frutti. Dai 420 euro del 2012 di indebitamento pro capite siamo passati ai 228 euro di oggi: nel 2019 scenderemo a 168 euro».

Il centrodestra si è fatto sentire: questo è l'ultimo bilancio presentato dalla Giunta Dosi. «In questi 5 anni – ha esordito Marco Tassi (Pdl) - non c’è stato ascolto per le idee della minoranza». Tassi ha ricordato, a detta sua, alcuni nodi ed errori dell’Amministrazione: la viabilità rivoluzionata, la richiesta dell’Esercito per le strade, i corsi di arabo, la piscina, smog, parcheggi, aree militari, Borgo Faxhall - «immobile invendibile» -.

Mirta Quagliaroli del Movimento 5 Stelle ha invece citato il parcheggio di piazza Cittadella, «simbolo dell’incapacità di valorizzare le proprie bellezze», così come la costruzione dell’ex Enel. «Sul sociale – ha proseguito -, non è arrivato nessun messaggio di speranza sui giovani: si è puntato solo su anziani e logistica. Così come ci sono stati problemi nei rapporti con Iren. Sul bilancio c’è poco da dire».

«Dovevano essere i migliori della nostra vita – ha ironizzato Massimo Polledri (Lega Nord) - invece assistiamo allo smantellamento del welfare comunale. Il Re è nudo, i piacentini sono in mutande. Non è solo colpa del sindaco, ma del governo di centrosinistra a Roma. Questa Amministrazione doveva dare speranza ai giovani e non l’ha fatto: ci sono state riduzioni di risorse forti ovunque. Quest’anno il bilancio tiene: il prossimo anno regge con l’aumento dell’Irpef da 7,8 milioni a 11,3. Poi nel 2019 saranno “lacrime e sangue”: è inutile tagliare l’Imu per poi tagliare anche gli asili. La spesa sociale è passata da 26 milioni e 100mila euro a 23,6 milioni».

«Ha ricordato il ruolo dell’Amministrazione di centrosinistra – ha detto Carlo Pallavicini (Sinistra per Piacenza) - negli anni dei due mandati Reggi, «un modello di governo cittadino in contrasto con l’epoca berlusconiana. Nei tre mandati ci sono state alcune cose buone».

Intervento fiume quello di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), che ha puntato il dito contro la «mancanza della politica, che si vede nella gestione del bilancio così come nei rapporti con Iren».

«Non avete aumentato l’Irpef – ha proseguito - a inizio del mandato, e ora consegnate gli aumenti alla prossima Amministrazione dalla quale non si può scappare. Buttate sugli altri l’aumento delle tasse». Foti ha sottolineato il piano delle alienazioni del Comune per far fronte ai problemi di cassa.

«La vendita dell’immobile di via Taverna a 2 milioni è plausibile, meno quello di via Beverora a 5 milioni  e 400mila euro». Foti ha contestato l’approccio dell’Amministrazione, lontano dai dettami del passato del centrosinistra. «Parliamo delle spese milionarie degli anni precedenti? O qua sono tutti muti, ciechi e sordi? Una volta il centrosinistra si vantava di non usare gli oneri di urbanizzazione per coprire la spesa corrente. E oggi utilizza 1,6 milioni per toppare il bilancio.

Ci consegnate un bilancio rigido. Si è avuto paura di fare delle scelte politiche in questi anni nel sociale, anche per non intaccare quelle cooperative che erano ben rappresentate nella vostra maggioranza. State arrivando a una china che porterà alla lotta di classe. I prossimi anni i servizi sociali saranno massicciamente utilizzati dagli stranieri : se non si fanno distinzioni, si va verso il parassitismo. Ci si chiede perché non ci sono candidati nei piccoli comuni della provincia: perché i bilanci sono ingessati, c’è delusione, non si può intervenire. E soprattutto non ci sono più giovani candidati che hanno iniziato a fare politica dai tempi della scuola: chi si muove lo fa solo per l’ambizione di fare il consigliere.  Non si può liquidare un bilancio così come sia l’ultimo giorno di scuola. C’è una caduta di tensione. La politica non è una cosa da “quattro amici al bar”. La prossima Amministrazione dovrà prendere delle scelte non più rinviabili. Questa è la stagione del realismo nelle istituzioni, nella politica, nella società e anche in questo comune».

«Dobbiamo essere orgogliosi – ha difeso il bilancio il capogruppo Pd Claudio Ferrari - di sostenere un’Amministrazione che presenta un bilancio in equilibrio. A Piacenza forse non è una sorpresa, perché ci siamo abituati. Ma non mi sembra una cosa da poco avere un bilancio sano. Siamo passati da anni di abbondanze a periodi del genere, e ci è toccato diminuire le spese. È toccato al centrosinistra». «L’Amministrazione – ha osservato Giovanni Castagnetti (Piacentini per Dosi) è stata coraggiosa di fronte a una situazione sempre più gravosa».

L’assessore Gazzola ha poi replicato agli interventi. «C’è chi vede la città in un modo e chi in un altro. Quelle dell’opposizione sono osservazioni politiche. Sulla mancanza di progettualità per i giovani non condivido: di cose se ne sono fatte, come Spazio2, Spazio4, Urban Hub. Sono sopraggiunti dei problemi perché siamo in tempi di magra, si fa fatica a sfalciare l’erba, a tappare una buca. È difficile spiegare ai cittadini che con le tasse che pagano non si riesce comunque a fare determinate cose che in passato si facevano. Non abbiamo le risorse e spesso anche il potere. Oggi sono più un ragioniere che un politico».

«L’autonomia finanziaria – ha continuato l’assessore - non sappiamo più cosa sia, soprattutto se possiamo sostituire solo il 25% dei dipendenti che vanno in pensione. Non abbiamo margini di manovra, i comuni non devono aspettarsi più nulla da nessuno, dobbiamo arrangiarci. In questi anni abbiamo vissuto un periodo di transizione, una fase di passaggio successiva all’emergere della crisi del 2008. Abbiamo accompagnato questa città nel modo migliore possibile, garantendo una coesione sociale e aiutando chi sta più in difficoltà. Una città che ha delle difficoltà, ma che non conosce le tensioni che altre realtà stanno affrontando. Il numero di stranieri è aumentato, ma sono quelli che ci pagheranno le pensioni fra qualche anno. Non possiamo chiuderli in una cantina a vivere dopo il lavoro, hanno bisogno anche loro di servizi». «Non è vero che tagliamo sugli asili – Gazzola ha replicato così a Polledri - ne abbiamo giusto aperto uno venti giorni fa (l’asilo internazionale di via Sbolli, nda). Con questo bilancio mettiamo nelle condizioni giuste la prossima Amministrazione, un bilancio che potrà essere applicato subito, ma si potrà invertire la rotta.

Mi rendo conto che si fa fatica a trovare le persone giuste per il futuro di Piacenza. Qua è finita, non c’è trippa per gatti. Si tratta di mettere in campo le competenze necessarie per fare scelte difficili. È finito il tempo delle deleghe, è venuto quello della responsabilità. Ci vuole una riforma delle nostre coscienze». 

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