Barbieri: «Lasciamo le idee politiche fuori dalla Provincia». I sindaci del centrodestra: «Noi dimenticati per 4 anni»

Approvato all’unanimità il bilancio previsionale 2019 della Provincia. Il presidente Barbieri chiama tutti i sindaci a condividere la responsabilità dell’ente. Dal centrodestra piovono critiche all’operato di Rolleri e Calza. La vecchia Amministrazione: «Dopo la Delrio è cambiato tutto, ma non abbiamo dimenticato nessun comune»

Patrizia Barbieri (presidente) e Francesco Rolleri (ex, in carica fino al 31 ottobre)

«Siamo chiamati ad avere una visione d’insieme del territorio e valutare le sue priorità, lasciando fuori dalle stanze della Provincia le idee politiche». Il presidente della Provincia Patrizia Barbieri, durante l’assemblea dei sindaci, loda l’impegno del predecessore Francesco Rolleri e della sua vice Patrizia Calza (centrosinistra) e lancia un appello ai colleghi sindaci. Ma la sua ad oggi è una voce fuori dal coro del centrodestra piacentino, che dà un giudizio differente degli ultimi anni dell’ente provinciale. Molti sindaci lamentano di essere stati bistrattati nel corso dell’ultimo quadriennio. L’appello di Barbieri è stato accolto solo per quanto concerne il voto sul bilancio previsionale 2019/2021 - approvato all’unanimità dall'assemblea dei sindaci in tempi record -, non nei contenuti, perché è stata lunga la sequela di critiche all’operato della precedente Amministrazione. Barbieri ritiene di aver presto in mano un testimone solido. «Siamo una delle poche province – ha spiegato la presidente, eletta lo scorso 31 ottobre - ad avere il bilancio previsionale prima della fine dell’anno. Sappiamo bene che ci sono altre priorità, oltre a quelle indicate nel bilancio a firma Rolleri. Quelle contenute qua sono le opere di più stretta urgenza, che hanno il massimo della priorità» Nel bilancio ci sono spese di manutenzione ordinaria per strade e scuole per 2 milioni e 850mila euro, 150mila euro per i contributi per il funzionamento del servizio scolastico (l’anno scorso era zero) e 159mila euro per il piano di fabbisogno del personale (l’ente tornerà ad assumere dipendenti dopo dieci anni)». Oltre ai già annunciati 15 milioni di euro per la viabilità e otto milioni per le scuole. 

«Nessun’altra provincia della regione – ha sottolineato il direttore generale Vittorio Silva - ha già iniziato il percorso per l’approvazione del bilancio, pare che siamo i primi a livello nazionale a farlo. Le spese per il personale sono rimaste uguali, però abbiamo perso i 18 dipendenti del Centro dell’Impiego, ora di competenza della Regione. Aumentiamo le manutenzione stradali e manteniamo le spese scolastiche. Sono tutte boccate d’ossigeno, così come le risorse per aumentare il personale».

GLI INTERVENTI DEI SINDACI

I sindaci del centrosinistra hanno accolto in maniera positiva il messaggio della presidente. «Questo è un approccio di lavoro – ha detto Giuseppe Sidoli (Vernasca) - che apprezzo molto, Barbieri con i suoi primi atti sta dimostrando di essere la presidente di tutti. La riforma delle Province è sciagurata, dobbiamo rimanere uniti per contrastare questo assetto e risolvere i problemi. Se siamo in grado di fare un bilancio sano significa che le Giunte provinciali degli ultimi vent’anni hanno lavorato bene e non hanno lasciato debiti come le altre Province italiane». «In un momento di sfiducia – ha preso la parola Patrizia Calza (Gragnano) - nei confronti della politica, i piacentini possono trovare conforto nell’ente Provincia, tra i più virtuosi in Italia. Questo è il prodotto della fatica di questi anni, dell’impegno delle Giunte precedenti. Da 27 milioni di euro a 13 milioni di spese per il funzionamento dell’ente è un grande risultato di questi anni di risparmi».

IL CENTRODESTRA ALL’ATTACCO

Più polemici i sindaci del centrodestra, che hanno una visione differente degli ultimi anni della Provincia. «Il Governo – ha tuonato Roberto Pasquali (Bobbio) - deve tornare a fare eleggere i rappresentanti della Provincia ai cittadini tramite elezioni. Torniamo all’elezione diretta, è ora di finirla che gli altri enti hanno il deficit, perché noi da virtuosi prendiamo gli stessi soldi loro. Siamo stati bravi ok, però occorre fare un passo avanti. Le Province meritano i soldi che servono. Mandare in prepensionamento dei dipendenti e poi assumerne altri non mi sembra una gran mossa». Gabriele Girometta, sindaco di Cortemaggiore, non ha condiviso l’approccio del presidente Barbieri. «Se questo non è un consesso politico – ha rilevato nel suo intervento polemico - spiegatemi perché c’è una maggioranza e una opposizione in Provincia. Io sono un sindaco penalizzato in questi anni, risorse già stanziate da Trespidi non sono poi arrivate in questi anni. Vedremo se questo sarà un circolo Anspi o ancora un’assemblea politica».  

«Chiariamoci subito – ha osservato Raffaele Veneziani (Rottofreno) – su quale Provincia vogliamo avere, magari prima delle Elezioni Provinciali. Noi sul territorio abbiamo tenuto, mettendoci la faccia». Calza ha provato ancora ad aggiungere che «nessun comune è stato dimenticato in questi anni». Non la pensa così il primo cittadino di Ferriere Giovanni Malchiodi. «Il mio Comune ha ottenuto 4 milioni di euro, ma perché c’è stato l’alluvione. Per correttezza devo dire che alcune nostre strade neanche in Bangladesh le hanno. E abbiamo una caserma dei carabinieri di proprietà della Provincia inagibile». Lamentele anche da Roberta Battaglia (Caorso) e Lucia Fontana (Castelsangiovanni)

Francesco Rolleri (Vigolzone ed ex presidente, fino a due mesi fa) ha ovviamente difeso il suo operato. «Abbiamo già subito un durissimo attacco, io e Calza, nelle ore successive all’incidente stradale mortale di San Giorgio. Lo rispieghiamo ancora: prima della riforma Delrio c’erano determinate entrate e dal 2014 queste non erano più confermate. Chi dice che c’erano opere già finanziate dimentica che il piano delle opere pubbliche di Trespidi è stato completamente rivisto, da 20 milioni potenziali siamo passati ad avere un piano di opere da tre milioni di euro, non di più. Qualcuno si dimentica che c’erano i manichini dei dipendenti provinciali con il cappio al collo fuori dalla sede, questa era la situazione del 2014. Sono amareggiato per come questa verità storica venga modificata».

Il bilancio è stato poi votato all’unanimità. «La Riforma delle Province - ha concluso il dibattito il presidente Barbieri - non è tanto una questione solo del Governo, è la Regione che vuole assorbire diverse funzioni nostre. Si sono presi diversi temi e hanno accentrato funzioni come caccia, agricoltura, ambiente e così i cittadini hanno meno risposte. Ringrazio per questo gesto, il voto di oggi dimostra che abbiamo dei sindaci seri».

 

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