Barbieri: «Un nuovo scippo a favore di Parma. Si sono presi i documenti di Verdi»

Il candidato sindaco del centrodestra denuncia la presa in carico dell'Archivio di Stato di Parma di sedici cartelle e tremila fogli di appunti e corrispondenze di Giuseppe Verdi

Patrizia Barbieri

«Sedici cartelle di Verdi intestate ad altrettante opere di Verdi ed un'altra con circa tremila fogli di abbozzi musicali, appunti e corrispondenza sono stati trasferiti dalla villa del maestro a Sant’Agata di Villanova all’Archivio di Stato di Parma. «Ciò che il maestro aveva voluto conservare nel Piacentino, burocrati ministeriali hanno trasferito a Parma. È l'ultimo scippo perpetrato a carico del piacentino, che nelle sue voci istituzionali neppure protesta». È «il grido di dolore» che lancia Patrizia Barbieri, candidato sindaco al Comune di Piacenza per il centrodestra. Nell’auspicare che Sant’Agata sia chiamata ufficialmente Sant’Agata Verdi («trattandosi di frazione, basta una delibera di consiglio comunale») Patrizia Barbieri aggiunge che «se n’è andato il carteggio del cardinale Casaroli (prima a Parma e poi in Vaticano), se n’è andato l'archivio del cardinal Opilio Rossi così come se ne sono andate tante istituzioni. Piacenza sembra una città in demolizione e quel che è peggio, nella noncuranza di quella sinistra che governa la decadenza da quindici anni. Piacenza - conclude la Barbieri - deve avere un sussulto di orgoglio e ritornare ai tempi in cui si difendeva, conquistava credito, non restava supina ad ogni imposizione come quelle della Regione per l'area vasta o come per la Camera di commercio ed il 118, per dire solo delle ultime perdite. Piacenza ha bisogno di amministratori che la amino, anzitutto. E poi, che non si limitino a gestire la decadenza, ma vogliano vincerla».

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