Barcaiuolo (FdI): «Editoria locale in ginocchio, sostenere le testate online»

Il consigliere regionale chiede di prestare attenzione ai requisiti di assegnazione dei bonus a fondo perduto: «Abbiamo bisogno di un’informazione libera e puntuale»

«Bene l’idea della Regione di sostenere l’editoria locale, in seria difficoltà a causa dell’emergenza coronavirus, con contributi per un milione di euro. Ma si presti attenzione ai requisiti richiesti e alle modalità di erogazione dei fondi, perché altrimenti si rischia di “non centrare l’obiettivo”». È l’idea del consigliere regionale dell’Emilia-Romagna Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia), che ha presentato un’interrogazione alla Giunta per chiedere di rivedere i criteri di assegnazione dei bonus a fondo perduto e di sostenere in particolar modo gli editori online puri, che sono i “più svantaggiati” in questa situazione». «Nel 2018, con la legge regionale a sostegno dell’editoria locale, il bonus era subordinato a requisiti essenziali come le assunzioni a tempo indeterminato», spiega il consigliere. «Gli editori digitali, però, sono molto spesso rappresentati da piccole società nelle quali i soci sono gli stessi giornalisti che lavorano al giornale e difficilmente si trovano presso le piccole redazioni online del territorio giornalisti assunti a tempo pieno e indeterminato, perché troppo oneroso».

Per questo motivo Barcaiuolo propone che vengano valutati parametri differenti come l’iscrizione al Tribunale di competenza con la nomina di un direttore responsabile, l’iscrizione al Corecom, la presenza di una redazione e un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, un numero di pubblicazioni mensili che, per un quotidiano online, non può essere inferiore a 150-160 articoli. In particolare propone poi di aiutare le testate online “pure” (ovvero quelle che non sono versioni digitali di testate cartacee), attraverso contributi che non siamo “una tantum”, ma che possano essere garantiti per almeno tre anni consecutivi. «L’informazione libera e puntuale - rimarca Barcaiuolo - senza grossi gruppi editoriali alle spalle, ha necessità di essere sostenuta attraverso finanziamenti a fondo perduto. Ancora di più in questo momento di emergenza e di scarsa liquidità per le imprese, anche quelle editoriali. Un settore già in debito di ossigeno ma che, nonostante tutti i problemi, ha tenuto in piedi la filiera garantendo ai cittadini il diritto a una buona informazione durante uno dei periodi più duri della storia recente del Paese».

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