Bariola entra in Consiglio ma il suo partito si mette di traverso: «Ha abbandonato la nave»

Il giovane consigliere che ha la tessera dem (e un incarico nella segreteria) non entra nel gruppo consiliare del Pd, che vota contro al suo ingresso in aula. Le dimissioni di Paolo Rizzi fanno arrabbiare Liberi e Lega. Cavalli: «L'ex consigliere Rizzi è un quaquaraquà»

Gianluca Bariola

Gianluca Bariola è il nuovo consigliere comunale, in sostituzione  del dimissionario Paolo Rizzi, il 31enne sarà l’unico componente in aula della lista “Con Rizzi la Piacenza del futuro”. Bariola decide così di non far parte né del gruppo “Piacenza Oltre” insieme a Roberto Colla (a cui aderiva Rizzi), né del Partito Democratico, partito a cui è iscritto e per cui ricopre un incarico nella segreteria provinciale. Il giovane ha optato per rappresentare la lista che gli ha permesso di entrare in Consiglio. La scelta è però andata di traverso al gruppo dem, che ha votato contro al suo ingresso in aula, sottolineando inoltre il ricorso del secondo dei non eletti Samuele Raggi, vittima di un errore burocratico che potrebbe avergli tolto 12 preferenze, utili a sorpassare Bariola e conquistare lo scranno a Palazzo Mercanti. Ai primi di ottobre si terrà in Tribunale a Piacenza un'udienza sulla questione. Al momento entra Bariola, poi si vedrà. 

Il capogruppo dem Stefano Cugini ha evidenziato il ricorso presentato da Raggi durante il suo intervento, prendendosela con l’atteggiamento del neo consigliere. «La coerenza è una merce rara che va recuperata in fretta – ha detto Cugini - per recuperare un po’ di quella credibilità che si è persa come partito. La base locale vorrebbe questa coerenza, che a livello centrale e nazionale si è un po’ smarrita. Tocca alle piccole periferie dare l’esempio. Abbiamo bisogno come l’aria di persone che dimostrano nel loro impegno quotidiano di metterci la faccia e credere nei valori del partito». Cugini non sembrerebbe intravedere queste caratteristiche nel neo consigliere. «Ci sono persone che non abbandonano la nave perché sentono suonare l’orchestrina del Titanic. Bariola era un candidato consigliere civico, poi ha aderito al Partito Democratico dopo le Elezioni Comunali ed è arrivato in breve tempo nei quadri del partito. Ci saremmo aspettati che fosse entrato nel nostro gruppo consiliare, per avere più frecce nel nostro arco per fare un’opposizione senza sconti, ma leale e basata sui fatti. Invece, per Bariola, questa non è la fermata del taxi. Prendiamo atto della sua scelta, d’ora in poi non ci saranno pregiudizi nei suoi confronti. Però vorrei fosse chiaro – ha concluso il capogruppo - che qui dentro ci sono 4 persone impegnate a rafforzare il Pd in un momento di crisi, distanti da logiche autoreferenziali. Un Pd che forse apparirà brutto, ma sincero. Chi ci ama, ci segua. Per questi motivi vorrei che fosse chiaro che c’è discontinuità dalla politica dei caminetti, il nostro voto contrario deriva delle ragioni etiche espresse».

Le parole di Cugini hanno colto di sorpresa la maggioranza. «Ci sono dei mal di pancia interni al Pd – ha espresso Filippo Bertolini di Fratelli d’Italia -, c’è malumore per una scelta del neo consigliere, che porta il partito a votare con incoerenza contro la surroga del consigliere. Significa che non si ritiene il neo consigliere idoneo ad entrare, che non ha i requisiti».

«Anche noi di Forza Italia – è il commento del capogruppo di Forza Italia Sergio Pecorara - non abbiamo salutato l’uscita di Rizzi dal Consiglio. Sono contento per l’approdo in Consiglio di Bariola, che ha un’esperienza nelle Circoscrizioni. È il quarto qua dentro che arriva da quelle esperienze dopo me, Fiazza (Pd), Bertolini (Fd’I)».

Ma ad infiammare il Consiglio non è stato solo l’arrivo di Bariola. Anche l’addio di Rizzi di sette giorni fa ha diversi malumori. Alcuni gruppi consiliari hanno contestato la decisione della settimana scorsi di Rizzi di lasciare la politica attiva dopo pochi mesi. «Nutriamo il massimo rispetto – ha detto Massimo Trespidi di Liberi - nei confronti della dichiarazione del Pd. Votiamo a favore della surroga. Però questa discussione apre una riflessione. La scorsa settimana non ci siamo uniti al coro sulle dimissioni di Rizzi. Ci è sembrata una “musica stonata” quella di Rizzi. Non può citare Bauman qui dentro e poi dichiarare fuori dal palazzo che “bisogna fermare questa deriva razzista e xenofoba” che c’è a Piacenza. Bisogna avere il coraggio delle proprie idee qua, doveva dirlo qua».

Rizzi è finito nel mirino soprattutto della Lega. Il capogruppo Stefano Cavalli ha contestato l’uscita di scena del consigliere di “Piacenza Oltre”. «Ci sono uomini – ha dichiarato il portavoce del Carroccio citando Leonardo Sciascia - omuncoli o quaquaraquà. L’uscita di Rizzi è da quaquaraquà. Esce da quest’aula e insulta un gruppo consiliare come quello della Lega che si è comportato sempre in modo corretto. Ci sono cose che ci dividono dalla minoranza, ma ci deve essere rispetto. Comunque non condivido il ragionamento di Cugini, più adatto a una sede del Pd che al Consiglio comunale. I panni sporchi di partito vanno lavati altrove».

Il Movimento 5 Stelle sull’abbandono di Rizzi ha fornito un ulteriore precisazione. «Dopo le mie parole dello scorso Consiglio – ha detto Andrea Pugni - devo aggiungere che forse non doveva abbandonare in un momento in cui c’è bisogno della sua presenza. Ma non voglio infierire a livello personale».

A difendere invece Bariola dagli attacchi del Pd ci ha pensato il collega “arbitro” Roberto Colla di “Piacenza Oltre”. «In coerenza – ha espresso Colla - voto favorevolmente all’ingresso di Bariola. Ci conosciamo da tempo e non è che si è invitato da solo qua dentro. Ha preso i voti e non sarà questo consesso che deciderà se avrà titolo per rimanere dopo il ricorso di Raggi. Tra l’altro è un giovane che darà linfa alla realtà del centrosinistra. Ci sono rimasto male per l’intervento di Cugini che non condivido. La domanda è che forse Bariola non sarebbe mai stato accettato dal suo gruppo consiliare».

Luigi Rabuffi di Piacenza in Comune ha dato il suo benvenuto al neo consigliere. «Fare opposizione richiede impegno e sacrificio, e spesso la propria voce non viene ascoltata dalla maggioranza, che è stata più votata alle scorse Elezioni». «Cugini – ha aggiunto Michele Giardino di Fi - non può dare suggerimenti su una questione che verrà decisa dalla magistratura».

Una situazione più o meno analoga a quella di Bariola l’ha vissuta Gloria Zanardi del Gruppo Misto. Zanardi, da diversi anni esponente di Forza Italia a livello provinciale, non fa parte del gruppo degli azzurri in Consiglio comunale, dopo essersi candidata con Massimo Trespidi alle Elezioni del 2017. «Anche io sono rimasta stupita da alcune dichiarazioni dell’ex consigliere Rizzi, incoerente tra ciò che faceva qua dentro e ciò che diceva fuori. Sono convinta che il discorso di Cugini sia più da sede di partito. Non sempre avere una tessera di partito significa entrare a far parte del Consiglio».

Così Bariola è entrato a far parte del Consiglio: contro la surroga di Rizzi hanno votato i tre consiglieri dem presenti al momento del voto: Buscarini, Cugini e Fiazza. A favore tutto il resto di Palazzo Mercanti. 

IL NEO CONSIGLIERE BARIOLA: «IL PD E’ MANCATO DI RISPETTO ALLA LISTA, AGLI ELETTORI E AL SOTTOSCRITTO»

Bariola, a margine della seduta di oggi, ha commentato la reazione del Pd al suo ingresso a Palazzo Mercanti come sostituto di Rizzi. «Sono molto amareggiato del voto contrario espresso dal gruppo dem, che probabilmente confondono il piano personale da quello politico. Sono iscritto al Pd e sono nel direttivo cittadino, ma sono stato eletto in Comune con una lista civica. E al tempo delle Elezioni Comunali la lista civica non rappresentava di certo un ascensore né una possibilità di grande rilievo».  «Da parte loro è mancato il rispetto nei confronti. Votare contro al mio ingresso significa andare contro i 1652 voti della lista civica che ha espresso dinamismo e generosità da parte di tanti giovani. Significa votare contro i 134 elettori che mi hanno scelto e a cui andrà spiegato questo fatto. Se queste sono le modalità con le quali alcuni rappresentanti del Pd – con incarichi decennali nel partito e nelle passate Amministrazioni – accolgono le nuove generazioni, ne prendo atto. La loro scelta risponde a una chiara strategia di chiusura e di autoreferenzialità che si basa più sui rapporti personale che non sui progetti e le idee».

«Sembra che allo status quo del centrosinistra – rincara la dose il neo consigliere - in Consiglio comunale non sia gradito il rinnovamento. Il voto contrario del Pd smentisce le loro dichiarazioni, perché contribuisce a mettere un’ombra sulla mia onorabilità, correttezza e credibilità. Siamo proprio sicuri che questi rappresentino al meglio il centrosinistra piacentino?». Bariola risponde a distanza anche alle considerazioni del secondo dei non eletti Samuele Raggi. «Chi ha fatto ricorso al Tar di Parma è stato lui, ma il giudice ha bocciato la procedura del suo ricorso. Bisogna chiedere conto al suo avvocato di questo, non a me. Ma la legittimità del suo ricorso non è mai stata messa in dubbio: se il giudice civile gli darà ragione, non c’è alcun problema a rispettare la decisione. Mi dispiace che per una questione tecnica io sia stato attaccato personalmente da un ex consigliere senza alcuna ragione. Il suo comportamento mi ha amareggiato. Spero che la questione personale sia conclusa, o mi riservo di difendere la mia onorabilità nelle sede e nei luoghi opportuni».

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