«Basta essere il bancomat della Ricci Oddi», a pochi giorni dal Klimt il Comune vicino a sfilarsi

La galleria non accetta la partnership dell’ente comunale, che ha messo 250mila euro. Papamarenghi: «Mai coinvolti nel progetto di rilancio della galleria per il ritorno del Klimt». Ferrari, presidente della Ricci Oddi: «Abbiamo fatto le cose in fretta per mostrare il quadro»

Il 15 ottobre verrà svelato il progetto per quanto concerne gli eventi legati al ritorno del quadro di Gustav Klimt alla galleria d’arte moderna “Ricci Oddi”. Il 28 novembre dovrebbe essere aperta al pubblico la mostra, fulcro del rilancio della galleria. Ma nel percorso di avvicinamento verso la riapertura, la Ricci Oddi rischia di aver perso lungo il suo cammino il Comune di Piacenza. E, soprattutto, il suo contributo da 250mila euro (fondi provenienti dalla Regione e poi girati al Comune).

«Lo scorso dicembre – ha informato in commissione 3 l’assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi - è stata ritrovata la tela dopo 22 anni dal furto. Alla luce di questo tutte le risorse economiche disponibili sono state messe per un intervento di valorizzazione della tela, per dare una grande visibilità al ritratto e alla galleria Ricci Oddi. Per il nostro bilancio è una cifra importante quella di 250mila euro». Qualcosa, però, si è rotto nel rapporto tra le due realtà. Il Comune di Piacenza lamenta di non aver condiviso neanche in minima Jonathan Papamarenghi-11parte questo progetto di rilancio. Non solo, la galleria ha rifiutato la collaborazione-partnership dell’ente per la mostra del Klimt. Le perplessità di tutti i consiglieri comunali sono emerse durante il corso della commissione. 

«Stiamo ancora lavorando al progetto – ha spiegato Ferrari ai consiglieri - che verrà svelato alla stampa la prossima settimana, il 15 ottobre, in una conferenza stampa. Il 28 novembre la galleria aprirà al pubblico per permettere la visione del Klimt. Vi chiedo di pazientare per i dettagli». «Vorremmo che il Klimt – ha proseguito - smuova la situazione della galleria. La galleria è un patrimonio della città, se funziona ne giova la città e il Comune. Va riscoperto questo luogo da parte dei piacentini, prima di attrarre i visitatori da fuori. Questa riscoperta culturale deve essere promossa per un tempo abbastanza lungo: la mostra deve valorizzare il quadro e il resto della galleria. Non possiamo limitarci a un evento solo. Tutti gli enti istituzionali del Piacentino possono partecipare. Anche una serie di realtà possono essere integrate nel nostro percorso, come Palazzo Farnese».

Delusi i consiglieri comunali, che si aspettavano di conoscere molti più dettagli. Il Comune è chiamato a stanziare i soldi alla cieca e questo non va giù nè all'Amministrazione, nè ai consiglieri. Tante le considerazioni critiche nei confronti del comportamento della Ricci Oddi e del suo presidente. Poche le risposte e i chiarimenti arrivati da Ferrari, che si è riservato di rispondere «tramite un comunicato stampa» alle osservazioni di Massimo Trespidi.

IL PRESIDENTE: «VOLEVAMO MOSTRARE IL QUADRO IL PRIMA POSSIBILE»

Dopo essere stato attaccato su tutti i fronti, il presidente Ferrari ha provato a dire la sua. «Il Klimt è stato ritrovato il 10 dicembre – ha Massimo Ferrari-2spiegato - e riconosciuto autentico il 17 gennaio. A marzo è arrivato il Covid: siamo rimasti chiusi fino al primo giugno. Abbiamo saputo a maggio che sarebbe stato disponibile per il mese successivo».

«Qua sono stato attaccato personalmente – ha rilevato l’architetto -. Ci siamo confrontati con l’avvocato Giovanni Giuffrida (rappresentante del Comune nel Cda, nda) - sul rilancio della galleria, con idee diverse, ma con rispetto. Non si può dire che ci siamo mossi in autonomia. Il progetto è stato studiato a settembre con dei curatori. Lo sappiamo bene che il Comune mette i soldi, ma c’è un Cda che va rispettato. Voglio prima presentare a loro il progetto, poi parlarne con la stampa. Non ho problemi a dire che economicamente l’ente ci ha sostenuto per il progetto e per l’impianto di climatizzazione. Poi il resto l’ha fatto tutto la galleria. Papamarenghi e il sindaco sono sempre stati avvisati. La dirigente del Comune Antonella Gigli ha partecipato al progetto».

«Volevamo mostrare alla città – ha proseguito il presidente - il prima possibile il quadro, nei tempi possibili dopo la pandemia. Il Cda è il luogo in cui verrà reso pubblico il progetto, è una forma di rispetto. Gli esperti della Fondazione Klimt verranno a vedere il quadro di persona, li abbiamo contattati. Il mio mandato scade il 14 dicembre, il sindaco deciderà se riconfermarmi. Ho lavorato con due sindaci diversi, Dosi e Barbieri.

Ferrari ha però incassato la smentita dalla dirigente alla cultura del Comune capoluogo. «Non ho minimamente partecipato al progetto – ha detto la stessa Antonella Gigli, presente in aula - non ho ricevuto alcunché da Ferrari e dalla galleria. Ho solo ricevuto un prospetto economico. Sono stata citata impropriamente in questa sede». «Se mi sono espresso male – ha detto ancora Ferrari – mi scuso».  

«Riunione completamente inutile – ha osservato ancora Massimo Trespidi (Liberi) – perché non è emerso nulla. Papamarenghi parla di Antonella Gigli-5un “progetto autonomo” della Galleria, il Comune ha ricevuto solo una scheda sommaria. Ferrari quando fu scelto come presidente avrebbe dovuto creare un clima di armonia tra Comune e galleria, cosa che non c’è. Chiederò al sindaco la revoca del suo mandato».

PAPAMARENGHI SCARICA IL PRESIDENTE

«La dottoressa Gigli – ha ripreso la parola l’assessore Jonathan Papamarenghi - ha precisato di aver solo dato un consiglio su una scheda economica del progetto, ma non ha mai partecipato. Ferrari annuncia la possibilità di interagire con alcune sale di Palazzo Farnese, ma non sappiamo nulla neanche di questo. Spero che il dialogo con la Fondazione Klimt non sia privo di fondamento come le altre cose annunciate. Non c’è stata condivisione su nulla. Aspettarsi dal Comune che questo funga da Bancomat non è condivisione».

Il progetto per il Klimt può contare su un budget da 600mila euro. «Beh, 250mila sono nostri, 30mila della galleria (e sono sempre nostri) – è il rilievo di Papamarenghi - e il resto sponsorizzazioni private. Si dà per scontato che il Comune dia i suoi soldi, ma se noi non condividiamo il progetto…».

«All’epoca delle critiche della Lega non ci fu un cambio di passo, ma ora non possiamo attendere comunicati stampa o conferenze della galleria per sapere il da farsi. Stiamo parlando di soldi dei cittadini il cui impiego va giustificato. Difficilmente ci si può aspettare che in queste condizioni il Comune faccia l’ufficiale pagatore. Mancano due mesi per una cosa per cui ci vorrebbe un anno di preparazione. Se non ci spiegate ora il progetto non daremo un soldi».

La commissione si è chiusa con queste parole del presidente Carlo Segalini (Lega): «Non tutte le ciambelle vengono con il buco. Questa è un buco senza neanche la ciambella».  

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