Bergonzi (Pd): «Barbara Balzerani offende ogni italiano»

Il parlamentare piacentino commenta l’infelice uscita dell’ex terrorista sul quarantesimo anniversario dell’omicidio di Aldo Moro

Marco Bergonzi

«“Chi mi ospita all’estero per i fasti del quarantennale?” .Corriere della Sera (di lunedì scorso): devo rileggere queste parole – scrive l’onorevole del Pd Marco Bergonzi - perché alla prima non riesco a crederci. Ma è proprio così, al peggio non c’è mai fine e quindi siamo costretti all’affronto di chi, con sfrontatezza e dileggio, osa definire fasto il 40º anniversario dell’assassinio degli agenti della scorta di Aldo Moro, cui seguirà quello del Presidente Moro, trucidato a sangue freddo da spietati terroristi. Barbara Balzerani, presente quel giorno in via Fani,  non ha pietà né vergogna. Persino nella preistoria era presente se non il culto, perlomeno il rispetto per i defunti, in questo caso a farsi beffe di chi non c’è più è addirittura chi ha partecipato a strappare le loro vite. Ma l’offesa feroce, lo sfregio profondo, non è solo nei confronti delle vittime, ma anche di ciascun Italiano perbene.

In questo Paese c’è stato un “prima” ed un “dopo Moro”, perché la strage di Via Fani è stato uno spartiacque della nostra storia recente; ha sconvolto, prostrato e gettato nell’incertezza la nostra comunità nazionale, ha addolorato e fatto piangere milioni di Italiani, ha infuso il rigetto , la voglia di opporsi e di combattere, grazie alle quali il Paese intero reagì, facendo si che si arrivasse alla sconfitta del terrorismo. Barbara Balzerani dileggia e calpesta tutto ciò, in lei non vi è il minimo rispetto anche solo per i familiari delle vittime, per l’ergastolo del dolore cui lei e compagni li hanno condannati; un ergastolo per il quale non sono previsti i benefici della legge Gozzin,i di cui la Balzerani ha usufruito, ma il cui “fine pena” è davvero MAI.

E l’insulto di quelle parole investe naturalmente in primis quelle vite innocenti, falciate dai loro proiettili, vite che terroristi assassini come lei hanno deciso che non dovevano essere vissute, persone che non hanno potuto veder crescere i propri figli o i propri nipoti, che non sono potute invecchiare accanto a coloro che amavano, perché gente come la Balzerani glielo ha negato. Oggi a quei crimini efferati aggiunge l’offesa e la totale mancanza di rispetto e si appresta a celebrare il 40º come un “fasto” di cui gioire. Non riesco ad immaginare un esempio peggiore. I benefici dovrebbero esserci per chi comprende la gravità del gesto, non per chi lo ricorda per dileggio». 

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