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Bergonzi (Pd): “Riconoscere la fibromialgia come patologia invalidante”

L’onorevole Marco Bergonzi (Pd) è il secondo firmatario della proposta di legge

Il riconoscimento della fibromialgia quale patologia invalidante è l’obiettivo di una proposta di legge della quale l’onorevole Marco Bergonzi (Pd) è il secondo firmatario.  Intitolata “Disposizioni per la tutela delle persone affette da fibromialgia, da encefalomielite mialgica benigna (CFS) e da Sensibilità Chimica Multipla (MCS)”, la proposta di legge parte dalla constatazione che in Italia la sindrome fibromialgica colpisce circa 2-3 milioni di persone, che in sei casi su sette sono donne in età giovanile. I sintomi principali sono dolore muscoloscheletrico diffuso e presenza di specifiche aree dolorose alla digitopressione, ma anche affaticamento costante, rigidità generalizzata, sonno non ristoratore, mal di testa, vescica iperattiva, ipersensibilità al freddo, “fenomeno di Raynoud” (sindrome delle gambe senza riposo), intorpidimento e formicolio atipico, prurito, scarsa resistenza all’esercizio fisico e generale sensazione di debolezza. Sovente si registrano anche astenia, insonnia e risvegli notturni, disturbi cognitivi, dolori addominali, colon irritabile (60%) e molti altri disturbi.  “Spesso - osserva Bergonzi - anche solo uno di questi sintomi limita fortemente chi ne soffre nella capacità di eseguire attività normali ed ha riflessi nell’inserimento nel mondo del lavoro e nelle stesse relazioni sociali. Benché siano passati 25 anni dall’inserimento da parte dell’OMS della fibromialgia nel Manuale di classificazione internazionale delle malattie, in Italia essa non è ancora riconosciuta come malattia invalidante: colmare questo ritardo ne consentirebbe l’inserimento tra le patologie che danno diritto all'esenzione dalla partecipazione al costo per le correlate prestazioni sanitarie. Non solo: comporterebbe anche l'individuazione sul territorio nazionale di strutture sanitarie pubbliche idonee alla diagnosi, che - essendo difficile - rischia, se non è tempestiva, di condurre ad un percorso nosocomiale lungo anni, nonché di centri di ricerca per lo studio di tale sindrome”.   Anche se non esiste una cura specifica, la fibromialgia - in quanto malattia cronica - richiede trattamenti multidisciplinari a lungo termine: “Essendone la caratteristica principale il dolore, i malati di fibromialgia e di encefalomielite mialgica benigna dovrebbero - conclude Bergonzi - rientrare pienamente nella categoria delle persone che necessitano di terapia del dolore e dei livelli essenziali di assistenza. La Costituzione sancisce il diritto alla salute ed è quindi dovere della politica recepire le istanze e i bisogni di queste persone e prevedere che lo Stato, nelle sue articolazioni, garantisca - anche ai tanti piacentini che ne sono affetti - le risposte più efficaci dal punto di vista clinico, sociale e relazionale”.

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