Mercoledì, 17 Luglio 2024
Parla l'ex ministro

Bersani lancia un appello alla sinistra: «Anacronistiche le divisioni»

Bersani alla festa di ApP si è rivolto alla sinistra e al Pd: «La destra non scherza, dobbiamo reagire con buon senso. Aspettiamo che vengano con i manganelli per parlarci tra noi?»

«Chi meglio di Pier Luigi Bersani può parlare da federatore della sinistra?». Alla considerazione d’esordio di Sergio Dagnino, presidente di Alternativa per Piacenza, hanno poi fatto seguito le parole dell’ex segretario del Pd, grande ospite della prima delle sue serate - alla cooperativa Infrangibile - della forza politica di sinistra, che a Palazzo Mercanti è all’opposizione dell’Amministrazione Tarasconi e del centrosinistra. Intervistato dalla giornalista Elena Caminati, Bersani ha sottolineato che «a sinistra c’è ancora vita», nonostante l’astensionismo. «Chi pensa di star bene o benissimo va a votare al 70 per cento, chi sta male o malissimo va a votare al 30 per cento. L'astensionismo me lo spiego così. Il cuore del problema sta in questo».

Durante il suo intervento l’ex ministro ha ancora una volta concentrato la sua attenzione sulle divisioni del “campo largo”. «L'area progressista raggiunge sempre gli obiettivi. Quando vuole vincere ce la fa, quando vuole perdere, idem. Come e quando si vince? Quando c'è generosità nella candidatura e nel programma. Se c'è da fare qualche passetto indietro, bisogna farlo, magari dando spazio ai giovani. A Conselice di Ravenna abbiamo preso uno studente di 25 anni impegnato nell’associazionismo e abbiamo vinto. Se guardiamo al panorama nazionale noi siamo di più della destra, dobbiamo solo dare un profilo programmatico al “popolo del 25 aprile”».

Già, però la destra di Governo non perde consensi in termini percentuali e rimane maggioranza del Paese. «La mucca nel corridoio è arrivata, d’altronde l’avevo vista molti anni fa, quando nei comuni delle vallate liste civiche mascherate erano in realtà liste di “destra destra”. Se la destra si radica dai territori poi si fa fatica a tirarla via. Perché volano basso, applicano le solite ricette. E diventano aggressivi nelle campagne elettorali». «La narrazione della destra in Italia tiene. In Europa – ha proseguito Bersani - fanno passettini avanti, il problema degli ultimi tempi è che hanno toccato l'asse franco-tedesco e questo mi preoccupa di più che non la rielezione di Trump negli Usa. La situazione della Germania è preoccupante. Da noi invece sento una voglia di rivincita di missini e post fascisti che mai si dichiareranno antifascisti, non vogliono tradire».

La giornalista Caminati ha giustamente ricordato che a Piacenza la sinistra “massimalista” di ApP non va molto d’accordo con il centrosinistra di Tarasconi che guida la città dal 2022. «Vorrei dire col cuore in mano - la riflessione di Bersani al riguardo - che sono anacronistiche queste cose qui. Aspettiamo che vengano i manganelli o mettiamo a parlarci? E lo dico anche al Pd. A Gubbio una volta il Pd al ballottaggio se la vedeva con Rifondazione Comunista. Oggi al ballottaggio vanno due liste di destra perché “siamo spaccati in quattro”. E siamo al ballottaggio anche a Perugia. Dobbiamo reagire con buon senso a tutto ciò. Come lo dico da ApP, lo dico dappertutto. Gli avversari non scherzano. Questa destra non potrà mai staccarsi da quel mondo. Non vogliono e non possono venire via da quelle idee. La Meloni ha giustificato persino l'aggressione in aula al parlamentare del Movimento 5 Stelle Leonardo Donno con le stesse parole con il quale si giustificava lo squadrismo una volta. Proprio nei giorni nei quali si commemoravano i cento anni dall’omicidio di Giacomo Matteotti». La seconda e ultima serata della festa di "Alternativa per Piacenza" si svolgerà sempre alla coop Infrangibile, sabato 22 giugno alle 19.15, con un dibattito sulla condizione femminile nel mondo del lavoro. 

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