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Bersani riparte dalla pompa di benzina: «Il Bersani più vero è quello bettolese»

Il leader del Pd ha inaugurato la campagna per le primarie dall'area di servizio e dall'officina meccanica della sua famiglia. Circondato da parenti e amici, poi il discorso in piazza Colombo: «Qui feci il mio primo comizio da giovane»

Il comizio di Pierluigi Bersani in piazza a Bettola (foto Bisa)

«Senza radici foglie nuove non se ne fanno». Per questa ragione, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha deciso di partire dal suo paese natale, Bettola, per iniziare la sua personale campagna elettorale in vista delle primarie del partito. «Nel decidere quale Bersani presentare - ha spiegato il leader del Pd - ho pensato che il Bersani più vero era questo, quello che qui è nato e ha vissuto tra il distributore di benzina e l'officina di mio padre. Un vero ritorno alle radici perchè il Paese ha bisogno di foglie nuove ma le foglie nuove possono venire solo se ci sono le radici».

«Quello che è stato è stato - ha sottolineato Bersani - ma quello che è importante è dire quello che si è, e per questo ho voluto partire proprio da Bettola. La mia seconda tappa la farò al Cern di Ginevra dove c'è tanta intelligenza italiana e che è stato fondato da un mio compaesano, Edoardo Amaldi che era nato a pochi chilometri da qui, a Carpaneto. Poi la tappa successiva mi vedrà attraversare la famosa galleria della Gelmini per andare a L'Aquila».

Tornando alle sue radici, Bersani ha ricordato il primo comizio tenuto proprio qui a Bettola davanti al bar della piazza in una giornata di mercato: «C'era un sacco di gente ma ad ascoltarmi solo una ventina di persone. Avevo addosso una ansia particolare perché era il mio primo comizio ma soprattutto perché dopo, attraversando il ponte, avrei dovuto fare ritorno a casa e sentire cosa mi dicevano i miei. Io però ho avuto coraggio e auguro che anche i giovani d'oggi ce ne mettano un po'. Hai visto mai -ha concluso Bersani- che fai un comizio qui e poi diventi segretario del Pd?».

«Tutte le mattine mi fanno un prelievo e mi misurano il tasso di montismo». Con questa battuta il segretario del Pd ha voluto sottolineare come quotidianamente gli venga richiesto un parere sul governo Monti e sul futuro del premier. «Monti lo abbiamo voluto noi e lui deve affrontare tutti i giorni delle pesanti eredità lasciategli dal precedente governo». Bersani ha poi ricordato che «se le ultime volte noi non avessimo dato la fiducia rompendoci anche le gambe per votarlo, hai voglia a sostenerlo perché la destra, di fatto, è scomparsa. Noi sosteniamo questo governo - ha aggiunto - anche davanti a scelte che a volte non condividiamo. Qualche volta dobbiamo ingoiare qualche boccone amaro ma però - ha concluso - abbiamo promesso lealtà e sarà sempre così».
(Fonte AdnKronos)

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