Bersani: «Sfidiamo i 5 Stelle sui loro temi, il Pd non può essere establishment»

Auditorium Sant'Ilario gremito per il confronto tra Pierluigi Bersani e Giulio Tremonti, organizzato dall'associazione "Alice"

Sant’Ilario gremito per il confronto tra Pierluigi Bersani e Giulio Tremonti, organizzato dall’associazione culturale “Alice”, che rappresenta la sinistra piacentina del Partito Democratico. A mediare il dibattito tra i due ex ministri sono stati i giornalisti Giorgio Lambri (Libertà) e Alessandro De Angelis (Huffington Post). Durante la serata si è parlato anche di lavoro. «È tornato il momento – ha detto Tremonti - della ricerca del giusto mezzo. Non si può regredire, ma neanche inseguire processi di rinnovamento. Ci sono investimenti finanziati dal pubblico che provocano altissimi costi sociali in una seconda fase, perché tolgono lavoro alla gente». «Quello che sta portando via nel mondo il lavoro – ha aggiunto Bersani - è la tecnologia, non gli stranieri. Non c’è più bisogno dell’uomo per determinate attività. È evidente che bisogna riflettere su queste rivoluzioni epocali, non si può rinunciare all’evoluzione ma neanche perdere il lavoro. Non possiamo sottrarci a finanziare il tema dell’innovazione, però chiediamoci cosa possono darci per creare altro lavoro».

Tremonti ha criticato la stagione renziana al Governo. «L’azione del governo in questi tre anni è stata un cimitero di riforme. Vi sembra normale cosa hanno fatto sulle banche? Forse è il caso di pensarci davvero. Abbiamo davanti problemi enormi, non dico come dopo la guerra, ma quasi.  Le riforme non sono state buone,  dalla scuola al Jobs act». L’ex ministro dell’economia ha indicato la sua legge elettorale preferita: «la più giusta è quella proporzionale, alla tedesca magari».

Pierluigi Bersani difende il governo Gentiloni. «Il governo è fatto per governare, è come una bicicletta. Se sta in piedi e pedala è giusto che vada avanti, altrimenti cade. Mettiamo che Gentiloni aggiusta un po’ la riforma della scuola, il Jobs act, le Province. Se il Governo inizia a occuparsi di cose reali, perché deve andare a casa? Renzi non può dire ancora “stai sereno” a Gentiloni. Non pensiamo al voto, pensiamo a governare. Pensiamo all'immigrazione, alle banche. Di cose da fare c'è ne sono». Secondo Bersani bisogna tornare a far eleggere deputati e senatori. «Il cittadino deve scegliere il suo rappresentante. Al referendum questo ha pesato. La gente vuole scegliere deputati e senatori. La forma del collegio piccolo è quella che garantisce meglio la rappresentatività. Non sottovalutiamo il Matarellum,  che ha compattato un sistema. Ci vorrebbe qualche correzione, ovviamente. Il Parlamento si deve impegnare, non dobbiamo aspettare i suggerimenti della Corte Costituzionale. Ragioniamo insieme».

Bersani ha parlato anche dei 5 Stelle. «Io avrei potuto governare con Berlusconi, ma c’era per me un problema di governabilità nel 2013. La sinistra sui 5 stelle ha un compito. Dobbiamo sfidarli, sui temi. Se sono arrivati al 25 per cento c’è qualcosa di fondo in loro che la sinistra non può dimenticare.  Non possiamo essere una forza d’establishment ma parlare il linguaggio di tutti, giovani compresi». «Metà degli italiani non va a votare – ha riflettuto Tremonti - e di quella metà ci sono tre fazioni divise. I numeri del Pd sono rimasti stabili in questi anni, l’area del centrodestra è rimasta uguale, il terzo blocco è esploso con il governo Monti. È stato quel momento di crisi che ha esasperato la situazione».

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