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Verso le elezioni

Tagliaferri: «Auspico un'intesa con i Liberali, la porta di Fd'I è sempre aperta»

Giancarlo Tagliaferri da consigliere regionale traccia il bilancio 2021 della sua attività a Bologna e bacchetta Bonaccini nella tradizionale lettera al governatore. Sulle imminenti elezioni comunali: «Il centro destra è molto compatto e meno diviso rispetto a quanto accade dall’altra parte dove i coltelli volano molto affilati»

Duplice veste: quella di consigliere regionale in quota Fratelli d’Italia che traccia il bilancio del 2021 e quello di capolista della lista del partito che alle prossime elezioni comunali sostiene Patrizia Barbieri. E’ Giancarlo Tagliaferri che nella mattina del 30 aprile alla sede in via Stradella ha ripercorso l’anno 2021 e ha rendicontato quanto fatto a Bologna «perché lo ritengo, per un politico, molto importante». Con lui Filippo Bertolini, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia: «Intensissima attività politica che conferma il grande impegno di uomo dalla lunga esperienza politica e amministrativa al servizio del partito e della comunità». Presente a tutte le assemblee e commissioni in un anno, il 2021, tra interpellanze, interrogazioni, ordini del giorno e risoluzione si arriva a quota 395 atti. «Tutto quello che ho portato in Regione mi viene direttamente, sotto forma di segnalazioni, dai cittadini. Sono stati anni intensi che mi hanno coinvolto a tempo pieno per la tutela della cittadinanza», dice.

ELEZIONI COMUNALI – Sulla spaccatura del centro destra circa la candidatura a sindaco, con relativa lista, di Corrado Sforza Fogliani, dichiara: «Non credo a particolari segnali di indebolimento dello schieramento, penso che ognuno abbia la volontà e la possibilità di fare ciò che crede. Diciamo che la porta di Fratelli d’Italia è sempre aperta per eventuali accordi che possono poi intercorrere. Il centro destra è molto compatto e meno diviso rispetto a quanto accade dall’altra parte dove i coltelli volano molto affilati. Mi auguro che ci possa essere presto un’intesa anche con i liberali. Io spererei che avvenisse anche domani mattina, ma chiaramente mi auspico fortemente che avvenga o prima o dopo il 12 giugno (per l'eventuale ballottaggio, nda)».

LA LETTERA A BONACCINI - Come ogni anno ha scritto una lettera al presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella quale lo “bacchetta” su quelle che chiama “non azioni” che «spesso hanno alimentato il sospetto di una terra lasciata a se stessa, dove il Pd, conscio del suo ruolo subalterno, fa finta che Piacenza non faccia parte dell'Emilia-Romagna. Il primo consiglio che le suggerisco è proprio un bel ripasso di geografia: la nostra Regione va da Piacenza a Rimini e non, come vorrebbe lei ed il Pd, da Reggio Emilia a Ravenna». E ancora: «Se si leggono tanti provvedimenti in quest'ottica dualistica, forse si riesce a capire il taglio dei fondi PNRR per la sanità piacentina, le tante prestazioni sanitarie da recuperare lasciate a se stesse o l'abbandono, di fatto di un minimo di copertura sanitaria per le zone del nostro appennino. E per favore, caro Presidente, cerchiamo di finirla con la favole delle Case della Salute».

«Ormai – dice - anche i bambini hanno capito che sotto tale formula si nasconde un'enorme diminuzione dei servizi essenziali garantiti, soprattutto nelle zone più remote e disagevoli della nostra terra. Cosi come si stanno definendo, le case della salute sono poco più che dei ritrovi, dei circoli Arci del tutto prive di servizi degni di nota per le comunità che sempre più di frequente devono intasare i pronto soccorso nella speranza di ottenere prestazioni sanitarie adeguate. Senza voler commentare il "giochino" dell'ulteriore colore con cui si pretende di dare una risposta burocratica alle epiche file presso i punti di primo soccorso, possiamo soffermarci sulla vera e propria rotta della sanità nelle zone montane dove, molto semplicemente, la Giunta regionale propone, per il loro rilancio, il divieto di ammalarsi. Magari il disinteresse per il territorio piacentino si limitasse solo alla sanità, fosse cosi saremmo in una situazione quasi idilliaca».

«Caro governatore, la sua lontananza dalla nostra città viene certificata anche da una viabilità precaria che pretende di cristallizzare nella sua atti dimensione assolutamente insoddisfacente. E mentre anche il centrosinistra piacentino chiede la quarta corsia dell'Autostrada, la Regione propone per il suo Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT) soluzioni fantasmagoriche e inconcludenti che favoleggiano di collegamenti sostenibili bici, monopattino e trasporti pubblici locali con linee ferroviarie del tutto immaginarie e inesistenti per collegare la nostra città con l'intero mondo, Un insieme di parole roboanti, quindi, per nascondere il nulla assoluto come da tempo ci abitua il "perfetto" Partito Democratico. E intanto le nostre zone vengono addirittura escluse dai progetti Unesco con evidenti ricadute naturalistiche e turistiche per il periodo preistorico, mentre nelle nostre scuole non viene garantito neppure il diritto alle scuole serali per mancanza di docenti, il nostro territorio assomiglia sempre di più alla zona rossa per la peste suina che affligge le nostre montagne. In sintesi sembra che si voglia stendere una striscia di contenimento intorno alla nostra zona per delimitare la debacle della sinistra, facendo semplicemente finta che Piacenza non sia Emilia-Romagna».

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