Bilancio, le opposizioni: «Manca una visione di città, non si vede la svolta rispetto al passato»

In Consiglio comunale Pd, Liberi, Piacenza in Comune e Piacenza Più all’attacco del bilancio previsionale: «È in continuità con i precedenti, dove è il cambiamento? Solo interventi spot». L’assessore Passoni: «Impossibile intervenire sul welfare in sei mesi». Il sindaco: «Siamo zavorrati da situazioni precedenti, ma il documento è concreto»

Il bilancio previsionale 2018-2020, il primo redatto dalla Giunta Barbieri, è approdato in Consiglio comunale. L'assessore Paolo Passoni ha riportato anche in Consiglio quanto già emerso in commissione 1, dove era mancato il voto favorevole - all'interno della maggioranza - della Lega Nord, rappresentata da Nelio Pavesi. Le opposizioni, durante la seduta del 19 febbraio, si sono fatte sentire: per la minoranza è già ora di incominciare a giudicare l'operato dell'Amministrazione. La critica più ricorrente è stata quella di non avere modifiche strutturali all'impianto del bilancio, in particolare alla spesa per il welfare. In campagna elettorale la Giunta aveva promesso di mettere mano a questi capitoli di spesa. 

Il primo a criticare il documento è stato Massimo Trespidi di “Liberi”. «Non sono chiare le iniziative della Giunta – ha detto il capogruppo, che ha perso la consigliera Zanardi, finita nel Misto - per far quadrare il bilancio. Per questo bilancio basterebbero i tecnici, non vedo la mano dell’Amministrazione e di una maggioranza. Abbiamo solo “dichiarazioni d’intenti”, non si capisce cosa volete fare e non si vedono interventi strutturali. Abbiamo bisogno di tutta questa spesa per il sociale? Avevo capito che vi eravate impegnati per rivedere il sistema del welfare... Una Giunta di centrodestra dovrebbe inoltre evitare l’aumento della tassazione: invece nel bilancio è stato introdotta la tassa di soggiorno dal 2018 e l’aumento dell’Irpef dal 2019. Condivisibile invece l’aumento dei contributi alle università, ma solo se il Comune accerta che queste risorse servano a beneficio degli studenti, magari per abbattere le rette, soprattutto di quelle private: non certo per pagare gli stipendi degli insegnanti. Per efficientamento non si può pensare solo al taglio delle spese di rappresentanza e al taglio dei giornali: guardiamo piuttosto alle spese per la pulizia delle strade cittadine, che costano di più di quelle della città di Parma. La nostra città pulita non la è di certo, e Parma è più grande: eppure spendiamo più soldi». Per Trespidi l’Amministrazione non è ancora «pronta ad esibire la sua visione della città». «Anche se vendiamo le quote di Iren, cosa fareste di questi soldi? Li utilizzerete mica solo per asfaltare le strade…».

Parere negativo anche per Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune). «Questo è il primo vero banco di prova – ha detto l’esponente della sinistra - dopo i primi provvedimenti spot, che sono stati piaceri, sgambetti e vendette (l’uscita dalla rete Ready e dalla rete per la pace, Pulcheria, Festival del Diritto, Spazio4, la viabilità sul Corso, il disco orario in viale Dante, l’agevolazione per i proprietari di negozi sfitti). Scelte per soddisfare piccoli interessi, più che il frutto di un’azione politica. Il bilancio è lontanissimo dalle promesse elettorali fatte: sappiamo della poca disponibilità economica del Comune. È un bilancio sconfortante, in cui si fatica a capire quanti soldi vengono spesi sui singoli interventi: il Dup è un documento di 500 pagine di tabelle che racconta poco. Non trovo nulla di diverso dalla precedente Giunta: se fossi un elettore di centrodestra sarei deluso. Non vedo neanche citati i 107mila euro per l’unità cinofila, meglio così».

LE CRITICHE DEL PARTITO DEMOCRATICO

«Chi parla di cambiamento – è il commento di Giorgia Buscarini (Pd) - spesso vuole solo prendere il posto di chi sta amministrando o governando. Se questo bilancio doveva segnare una svolta rispetto a quel passato tanto criticato, questa operazione non è riuscita. È un bilancio in continuità». «Arriva un momento in cui occorre tirare una riga – ha dichiarato Christian Fiazza (Pd) -non lo diciamo noi, ma i cittadini. È tempo che questa Amministrazione passi dall’utilizzare i tempi verbali al futuro, ad impiegare quelli al presente. Ricordo poi le polemiche del centrodestra sulla tassa di soggiorno proposta da noi due anni fa, introdotta poi proprio da questa Giunta». Per Fiazza non è corretto vendere le quote delle società partecipate per «asfaltare, coprire buche o dipingere le strisce. Occorre progettualità e impegnarsi nel recupero della morosità». Giulia Piroli (Pd) ha criticato diversi provvedimenti come le scelte sugli spazi giovanili e la rivisitazione dell’esenzione per gli over 65. «Siete stati precipitosi in alcune decisioni». «Siamo un’opposizione che non fa sconti – è il parere del capogruppo Pd Stefano Cugini - ma non mette il bastone tra le ruote. Collaboriamo, ma dobbiamo essere critici. Questo bilancio è triennale, è il vostro, vi deve rappresentare e qualificare. La gente vi ha votato per quello che avete detto e ora presentate un bilancio privo di anima. Avete parlato a lungo di “bilanci in rosso”, “malagestione”, “conti non a posto”, “dissesto” per poi leggere che tutti i parametri sono in ordine e che il livello di tassazione è contenuto. Non vedo coerenza, perché si nota molta continuità con i precedenti bilanci".

Antonio Levoni (Liberali Piacentini) ha invece difeso la Giunta. «Non si è mai visto un sindaco dal 1998 a oggi che, in poco tempo, – ha detto Levoni - abbia dovuto affrontare così tanti problemi, come la mancanza di un comandante della municipale, il cambio del segretario generale e del dirigente dei lavori pubblici, oltre all’inchiesta sui dipendenti. Non potete pensare che in poche settimane il sindaco sia in grado di trovare determinati spazi finanziari. Invito tutti a pensare alla vicenda Mangiarotti, per cui ci siamo trovati costretti – non per colpe nostre - a spendere oltre 200mila euro per una vicenda giudiziaria, o i 90mila euro per la Caritas che abbiamo tirato fuori  noi per mancanze vostre. Qua si è iniziata un’opera di efficentamento che vede calare i contributi verso alcuni. Intanto non abbiamo alzato le tariffe e qualcosina è stata tolta ai negozi sfitti». Levoni ha lanciato un appello all’opposizione: «Volete fare squadra? Allora dimostratelo con i fatti invece di fare queste valutazioni critiche».

Secondo Andrea Pugni (Movimento 5 Stelle) sarebbe auspicabile accendere qualche mutuo, piuttosto che vendere gli immobili di proprietà del Comune. «Sono stati sistemati un po’ i numeri del bilancio, bisognava aggiustare i conti. Ci aspettiamo in futuro più risorse sugli investimenti». Per Pugni è importante anche il taglio delle consulenze e il recupero dei crediti.

«Mi aspettavo più connotazioni politiche – è il commento di Gloria Zanardi (Gruppo Mistro) - negli atti e negli interventi dell’assessore Paolo Passoni. Comprendo che ci sia un quadro normative e contingenze economiche che vincolano il bilancio comunale, però ritengo che ci siano margini per operare. Questo bilancio poteva avere più coraggio per dimostrare un cambio di passo. Mi riferisco a welfare e efficentamento delle spese. Devono emergere le progettualità e le strategie dell’Amministrazione per far vedere che il vento è veramente cambiato a Piacenza».

«Sono contento che a Cugini – è l’intervento del capogruppo della Lega Nord Stefano Cavalli - non piaccia il bilancio. Questa nave del centrodestra, con un grande comandante come il sindaco Barbieri, sta lasciando il porto. Per l’aumento dell’Irpef ne parleremo, comunque ci impegneremo per evitarlo. Questo bilancio intanto si basa sull’efficienza degli uffici, c’erano tante sacche su cui siamo intervenuti. Dobbiamo fare un programma serio di investimenti per far ripartire la città, non possiamo certo vivacchiare di rendita. Comunque i “gioielli di famigli”, ovvero gli immobili del Comune, possono anche essere venduti».

«Non vediamo cambiamenti di strategie – è il parere di Paolo Rizzi (Piacenza Più) - attendiamo con pazienza che ci venga detto cosa s’intende fare. A partire dall’ambiente, che sta vivendo una brutta situazione. Siamo preoccupati, qua si sta godendo di progetti importanti già avviati».

LE REPLICHE DEL SINDACO E DI PASSONI

Anche il sindaco Patrizia Barbieri è intervenuta nel dibattito generale. «Siamo stati accusati – ha replicato il primo cittadino - di fare interventi spot, invece gli spot li ha fatti la minoranza quando ci accusa di “non avere anima”. Questo è un documento concreto, l’unico che si poteva presentare vista la pesante eredità ricevuta. Dire dopo otto mesi che "non abbiamo progettualità" è riduttivo e falso. Siamo “zavorrati” da tante situazioni interne al Comune problematiche. A chi ci critica per le frazioni ricordo che siamo stati i primi a occuparci dei progetti di ambientalizzazione di Gerbido e Mortizza. Siamo una sana manovalanza di gente che si sta rimboccando le maniche per uscire dal pantano, ma in due giorni non si può cambiare il mondo. Per quanto riguarda le critiche per i bus e l’esenzione degli over 65, posso ammettere che abbiamo commesso degli errori nella comunicazione del provvedimento, ma rivendichiamo la scelta presa. Mi pare comunque presto per un giudizio sul nostro operato: saranno i cittadini fra cinque anni a tirare le somme».  Il dibattito sul Consiglio comunale riprenderà nei prossimi giorni: nella seduta del 19 febbraio l’ultimo a parlare è stato l’assessore al bilancio. «Non si può intervenire su un settore così delicato come il welfare – è la replica dell’assessore Paolo Passoni - in sei mesi, soprattutto se ci sono dei contratti in corso. Laddove i contratti sono scaduti, abbiamo già dimostrato di intervenire: l’esempio è Spazio4. I cittadini si aspettano soprattutto che noi sistemiamo le infrastrutture, le strade. Lo stesso Trespidi da presidente della Provincia fece la stessa cosa all’inizio del mandato. Il nostro marchio di fabbrica in questo bilancio si vede: con i quattrini si mettono a posto le infrastrutture, poi verrà il tempo dei grandi investimenti».

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