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«Bilancio prudente, non tiene conto della crisi». Il centrodestra: «Siamo stati responsabili»

Le critiche al bilancio. Trespidi: «I soldi ci sono, ma manca una visione». Raggi: «Più prudenti di Dosi». Monti: «Non si prende atto che è cambiato il mondo». Cugini: «Si fa passare la manutenzione per straordinaria». Fiazza: «Serve altro ora». L’assessore Passoni: «Da voi mera propaganda»

Come ha accolto il bilancio 2021 la minoranza di Palazzo Mercanti? Nel corso della seduta (in streaming) del 15 marzo, sul documento presentato dall’assessore Paolo Passoni si sono scagliati quasi tutti i consiglieri delle forze d’opposizione, più o meno con i medesimi giudizi.

Massimo Trespidi (Liberi) lo ha confrontato con il passato. «È il quarto bilancio della Giunta Barbieri, l’ultimo prima della fine. Lo voglio paragonare all’ultimo di Dosi, nel 2016». Alla voce tributi Dosi siglava 107 milioni, oggi sono 113. Le spese correnti furono 98, oggi 113.  «Piangete continuamente lacrime di coccodrillo che sono ingiustificate. Eppure con questi soldi in più avete tirato a campare per un mandato, sostenendo che non c’erano mai. È mancato coraggio amministrativo e una visione politica. Mentre l’assessore al welfare Sgorbati parla di crisi socio-economica e povertà voi rimanete fermi e non intervenite. Non tenete i tesoretti nei cassetti, non accantonate. Il ragioniere fa così, la politica dà degli obiettivi e degli indirizzi. Le priorità sarebbero il Laboratorio Pontieri, l’ex Acna, l’ex ospedale militare, la Pertite. Chi dice che siete una Giunta di sinistra – Corrado Sforza Fogliani, nda - non ha tutti i torti, non avete cambiato molto le cose».

«Doveva essere un’Amministrazione in discontinuità con la precedente – è la valutazione di Samuele Raggi (Pc del futuro) -Samuele Raggi-8 invece la Giunta si è dimostrata ancora più prudente di quella di Dosi. Mancano coraggio e progetti a lungo termine, non ne è stato fatto uno, visto che la trasformazione del Laboratorio Pontieri in campus scolastico è comunque una proposta della Provincia. Asfaltare e cementare è l’unica cosa che riesce a questa Giunta, che intensificherà questi interventi a ridosso delle elezioni. Però il verde è un buco nero che assorbe risorse senza vedere miglioramenti. Non siamo pronti per il Recovery Fund

«Questo mandato – è il giudizio di Luigi Rabuffi (Pc in Comune) - non verrà ricordato per aver cambiato la vita in meglio dei piacentini, ma più per i furbetti del cartellino o per la vicenda Caruso. Sono arrivati milioni di euro per Piacenza, ma i piacentini non se ne sono accorti». «Asfaltare marciapiedi e strade non sono opere che cambiano il volto di Piacenza – è l’osservazione di Giulia Piroli (Pd). La manutenzione del verde è un pozzo di San Patrizio. È un bilancio a vista, senza caratterizzazioni, non si capisce l’orientamento politico dell’Amministrazione. Ricordo sempre la richiesta di Borgotrebbia di riavere l’asilo». «Dopo 15 anni all’opposizione – è la critica di Sergio Dagnino (M5s) - ci aspettavamo un altro piglio dall’Amministrazione. I soldi per il Covid sono arrivati e tanti, come promesso da Conte quando venne a Piacenza, nonostante i dubbi del centrodestra. Molto timido il tentativo da 20mila euro di baratto amministrativo. A sentire parlare il centrodestra, viviamo in due città diverse».

Perplessità anche da Mauro Monti (Liberi). «Lo scorso bilancio lo discutemmo a fine gennaio 2020. È cambiato il mondo daMauro Monti-8 allora e questo bilancio non sembra prenderne atto. Ad esempio sulla scuola, sulla formazione, su tutto quello che avviene a distanza. Ma anche su ex ospedale militare, Pertite, li ritroviamo da tempo nei bilanci senza concretezza. Mancano ancora i passaggio di proprietà». «Il centrodestra – è l’intervento del capogruppo del Pd Stefano Cugini - vuol far passare la manutenzione per azione straordinaria. Non c’è un progetto che sia vostro, è tutto fermo al palo. Eppure tanti soldi così non si erano mai visti. E siete qui a magnificare la grandezza delle piccole cose, dell’asfalto sotto casa dei cittadini. È un bilancio fatto dagli uffici e non dalla politica».

A difendere l’operato della Giunta ci ha pensato per primo Giancarlo Migli (capogruppo Fd’I). «Bilancio articolato come ha detto Passoni, a cui l’opposizione risponde con quasi 300 emendamenti, la maggior parte ostruzionistici, perché si chiede correggere virgole e i refusi del bilancio. È una rappresaglia dopo che hanno fallito sull’ospedale. Non abbiamo messo le mani nelle tasche dei piacentini. Siamo stati responsabili, non abbiamo messo a rischio l’ente. Siamo stati pronti quando sono arrivate le risorse dal Governo, lo saremo anche per il Recovery Fund. Noi avevamo ricevuto brutte eredità, non vogliamo lasciarle a chi verrà dopo di noi». Lorella Cappucciati (Lega) ha sottolineato i 44 milioni di investimenti e la cura e l’attenzione per la manutenzione per tutte le opere pubbliche. «Bilancio concreto in un periodo difficile – ha aggiuntoGiancarlo Migli-4Francesco Rabboni (Fi) che ha difeso la vendita delle quote Iren. «Con quei soldi abbiamo rimesso a posto vie che non venivano toccate da anni dal Comune». «Non abbiamo aumentato le tasse a differenza di altri, gli interventi li abbiamo sempre fatti anche lontano dalle campagne elettorali», è l’intervento di Marvin Di Corcia (Lega). «Amministriamo con saggezza e trasparenza, come farebbe il buon padre di famiglia», è il parere di Sergio Pecorara (Misto). «Non abbiamo fatto nessuna opera? Solo quello che ha fatto la Sgorbati con i servizi sociali – è passato al contrattacco il capogruppo della Lega Carlo Segalini - è un’opera grandiosa. O Papamarenghi con i centri estivi quest’estate. Abbiamo dimostrato responsabilità nei confronti dei cittadini in una fase difficile». «Mai promesso di fare grandi opere – ha rammentato Nicola Domeneghetti (Fd’I) - ma migliorare la macchina comunale senza gravare sulle tasche dei cittadini e l’abbiamo fatto». Ivan Chiappa (Fi) ha elencato tutte le cose fatte negli ultimi mesi, mentre Michele Giardino (Misto) lo ha definito un «bilancio perfetto dal punto di vista tecnico, ma non si nota il taglio della spesa. Sarebbe un bel gesto del Comune tagliare ancora le tasse ai commercianti».

Anche secondo Christian Fiazza (Pd) «Sembra proprio di vivere in due città diverse perché a sentire il centrodestra non c’è stato alcun intoppo negli ultimi 4 anni. Comunque nell’ultimo anno è cambiato tutto e gli obiettivi per cui eravate stati votati nel 2017Christian Fiazza-16non sono più la priorità. Bisogna ora rispondere alle esigenze socio-economiche causate dalla pandemia. Mentre i piacentini sono in difficoltà la Giunta è intenta a pensare al decoro urbano e agli ornamenti». Piccata la replica di Roberto Colla (Pc Oltre). «Basta continuare a parlare del passato, non rinfacciamoci chi è stato più bravo. Il centrosinistra prima di perdere ha governato per più mandati, qualcosa avrà fatto per farsi rieleggere. Se proseguiamo così possiamo tirare fuori come è stata gestita la neve o il verde dalla Giunta. Comunque questo bilancio è poco coraggioso perché non affronta il cambiamento epocale del Covid». Per Andrea Pugni (M5s) è un «bilancio sobrio, in linea la sobrietà del sindaco. Non creerà difficoltà a chi verrà dopo. Ma non rilancia la città, si sta molto sulla difensiva. Una cosa è certe: questa maggioranza non piace più alla gente, non siete stati sufficienti». «Lo decideranno i cittadini con il voto tra un anno e a quanto pare Trespidi e non solo sono già in campagna elettorale», gli ha risposto Bertolini (Fd’I).

Nella replica finale l’assessore Passoni ha perso il suo tradizionale aplomb per respingere al mittente le critiche. «Ringrazio i consiglieri di maggioranza – ha concluso il dibattito - che hanno letto molto bene il bilancio, altri non l’hanno fatto. Dall’opposizione ho sentito mera propaganda. Come si può dire che l’Amministrazione non affronta l’emergenza Covid? Dovrà essere il Governo a far partire le risposte per l’emergenza, tutti i comuni d’Italia stanno aspettando le scelte nazionali. Come possiamo anticipare noi le misure del Governo? Dovevamo essere noi a far partire il rilancio già nel 2020? Dovevamo garantire i servizi essenziali…».  

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