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Blocco studentesco: «Italia resta in piedi (ancora)»

“Italia Resta in piedi!”, questo il motto lanciato dalle gigantografie affisse in centinaia di città italiane

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

“Italia Resta in piedi!”, questo il motto lanciato dalle gigantografie affisse in centinaia di città italiane dai militanti Blocco Studentesco, per protestare goliardicamente contro il finto buonismo e l’ipocrisia di questi europei.

«L’azione nasce come risposta scanzonata – inizia la nota del movimento - all’estrema politicizzazione di questo Europeo di calcio e abbiamo deciso di farlo con lo stile che ci contraddistingue. Nello specifico è una risposta al giocatore prono e con il pugno alzato dell’artista Harry Greb, di cui risulta molto emblematica la frase riportata ovvero "la cosa giusta da fare"».

«Per noi è proprio questa la "cosa giusta da fare" – prosegue la nota - perché il rispetto può nascere solo tra chi si guarda negli occhi, non tra chi è obbligato da autoproclamate autorità morali a piegarsi. Cos’hanno a che fare gli europei e gli italiani con il caso Floyd? Perché dobbiamo sentirci colpevoli per qualcosa generato dalle contraddizioni d’oltremanica? Noi non abbiamo intenzione di inginocchiarci ed essere sottomessi ad un ente che di certo coinvolge più interessi economici e politici che il vero rispetto delle differenze culturali. Il calcio, gli europei, lo sport in generale dovrebbero essere liberi da lobby ed interessi economici sovranazionali».

«Ne siamo già circondati tutti i giorni – conclude la nota - almeno il pallone lasciamolo correre, lasciamo al campo la sentenza di chi è il migliore, non dovremmo appesantire il bel gioco e soffocarlo di restrizioni morali. Ecco cosa rappresenta per noi l’anonimo azzurro che saluta il sole in una calda giornata del ’34: un sogno di libertà e di leggerezza che nessuno ci potrà mai strappare».

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