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Bollette insolute dei nomadi, Tagliaferri: «Basta vivere sulle spalle dei contribuenti»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia se la prende con gli ospiti del campo di via Torre della Razza: «Se inclusione deve essere, osservino regole e leggi»

Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia in Regione, torna sul tema delle bollette Enel a carico degli utenti residenti nel campo nomadi di Torre della Razza rimaste insolute. «Il problema è grave e diffuso. Molte amministrazioni comunali si fanno carico di saldare il mancato pagamento dei servizi da parte dei nomadi che nomadi non sono più. In caso contrario, come si legge in un articolo apparso nei giorni scorsi sulla stampa locale, saranno gli altri utenti a pagare una parte delle insolvenze degli utenti morosi. Insomma, da qualunque parte la si guardi, il risultato è il medesimo. A saldare i debiti dei residenti del campo saranno i contribuenti. Mi piacerebbe ascoltare il parere del Pd sempre pronto a giustificare ogni abuso compiuto da queste persone e a criticare ogni proposta di chiusura dei campi, nonostante già alcuni anni fa anche la Giunta Bonaccini fosse concorde nel ritenere impensabile che i costi di queste aree ricadessero sul pubblico. Paradossalmente le bollette insolute dovrebbero saldarle le ‘anime belle’ che si ergono sempre a difesa dei nomadi, nonostante le violazioni di cui molti di loro si macchiano. Si parla molto di inclusione, e in questo senso sono stati stanziate risorse pubbliche a volontà. Ma inclusione, a casa mia, significa anche doveri e osservanza delle leggi e delle regole, non solo godere di elargizioni e servizi, vivendo nell’illegalità. Dunque, diciamo sì alla chiusura dei campi dell’illegalità, ma con l’assicurazione e l’obbligo da parte degli interessati a osservare le regole di una corretta convivenza sociale e civile, lavorando, pagando i servizi e mandando a scuola i propri figli. Ma tutta questa voglia di inclusione, sinceramente, nei nomadi non la vedo. Finché paghiamo noi e loro sono comunque difesi dall’ideologismo politicamente corretto della sinistra, sicuramente avranno ben poca spinta a cambiare modo di vita».

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