Bonaccini ha raccolto 156mila voti personali e disgiunti

Decisivo il candidato alla presidenza nel centrosinistra. Il voto in Emilia Romagna nell’analisi post elettorale dell’Istituto Demopolis

Stefano Bonaccini (FOTO ANSA)

Con una crescita di oltre otto punti rispetto alle Europee del maggio scorso, dal 39,5 al 48%, il centrosinistra ha vinto le elezioni regionali in Emilia-Romagna, ottenendo la conferma del Governatore uscente e superando la coalizione delle liste di centrodestra, di fatto stabile intorno al 45%. In calo, dal 13 al 4,8% il Movimento 5 Stelle.  

L’analisi delle variazioni elettorali, effettuata dall’Istituto Demopolis, conferma la ripresa del Partito Democratico, che vede un incremento dei propri voti, dai 535 mila delle Regionali 2014 ai 700 mila delle Europee sino ai 750 mila odierni. La Lega di Salvini, dopo aver quasi triplicato i consensi dal 2014 alle Europee del maggio scorso, ottiene oggi in Emilia Romagna 690 mila voti, perdendo 70 mila elettori negli ultimi mesi.

Demopolis ha studiato la provenienza del consenso a Stefano Bonaccini, rispetto al voto espresso alle ultime Europee: su un milione e 200mila elettori odierni di Bonaccini, 57 su 100 avevano già votato il Pd nel maggio scorso. Tredici avevano optato per altre liste di centrosinistra. Tre avevano scelto Forza Italia. Undici elettori su 100 avevano votato alle Europee il Movimento 5 Stelle. Il flusso elettorale più significativo, 16 su 100, giunge da quanti nel maggio scorso si erano astenuti, confermando una forte motivazione a recarsi alle urne dell’elettorato di centrosinistra, attribuibile in buona parte anche all’azione del movimento delle Sardine. 

«Il netto successo di Bonaccini su Lucia Borgonzoni – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – si è caratterizzato anche per la forte incidenza del voto personale e disgiunto». Il neo governatore ha ottenuto 156mila voti in più delle liste della propria coalizione, frutto in parte di un consenso personale al solo presidente, ma anche in parte di un voto proveniente da quanti hanno scelto contestualmente una lista degli schieramenti avversi.

L’Istituto diretto da Pietro Vento ha verificato infine, per il programma Otto e Mezzo, la percezione dell’opinione pubblica sul significato della competizione elettorale: per il 45%, la maggioranza relativa degli intervistati da Demopolis, il voto in Emilia Romagna assume oggi una valenza nazionale; per il 22% l’assume solo in parte. Per un terzo degli italiani, invece, si è trattato soltanto di una sfida regionale.

L'ANALISI DI DEMOPOLIS

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