Bonaccini: «Il centrodestra ci ha portati quasi al default, i candidati del Pd sanno amministrare»

Il presidente della Regione è intervenuto a Vigolzone con i candidati piacentini del Pd. De Micheli: «Avere un violento che semina violenza come Salvini premier sarebbe una delle peggiori condizioni per il nostro Paese»

Bonaccini con i candidati piacentini, il segretario Bisotti e Beatrice Ghetti

Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, ha fatto tappa in Valnure. Prima, in veste di governatore, ha inaugurato le scuole medie di Pontedellolio, ristrutturate e riaperte da pochi giorni. In seguito, a Vigolzone, ha partecipato ad un incontro con i simpatizzati e iscritti del Pd della Valnure presso il bar “Le Perroquet”. Introdotto dal consigliere comunale Beatrice Ghetti, ha detto la sua sulla campagna elettorale in corso. Al fianco di Bonaccini, i quattro candidati "dem" piacentini: Patrizia Calza (uninominale Camera), Paola Gazzolo (uninominale Senato), Paola De Micheli (listino Camera) e Marco Bergonzi (listino Camera). «È evidente – ha detto Bonaccini ai sostenitori vigolzonesi - che c'è un vento di destra che spinge verso gli estremismi e il populismo in tutta Europa. Per non essere provinciali bisogna sapere che viviamo una stagione politica di questo genere. In regione, intanto, sono però quattro anni che cresciamo più di tutti a livello economico e i numeri non sono né di destra ne di sinistra. Entro tre anni arriveremo alla piena occupazione: nel 2014 la disoccupazione era al nove per cento. Inoltre non ho mai visto tante risorse come quelle arrivate da Roma in tre anni per rifare le scuole sul territorio, per la banda larga, per la ricostruzione dopo il terremoto. Metà dei sessanta comuni colpiti dal terremoto in Emilia usciranno dal cratere: significa che hanno completato tutta la fase di ricostruzione». Bonaccini ha fatto un ragionamento a tutto campo. «Vengono usate dai nostri avversari parole per rivolgersi alla pancia e alla rabbia del Paese. Quando crei le condizioni per lo scontro sociale allora rischi di raccogliere tempesta, quando invece i valori dell'antifascismo dovrebbero essere di tutti. Conosco i candidati dem del Piacentino: hanno esperienza, sanno amministrare in un momento che sembra che si voglia l’inesperienza a tutti i costi. La nostra è una coalizione unita: rispetto Liberi e Uguali, non parlo di “voto utile”, ma l'alternativa al centrodestra siamo noi. Il programma 5 stelle invece non dice dove troveranno i soldi, e dovrebbero prestare maggiore attenzione alle liste di candidati. Nessun 5 stelle ci può insegnare niente, sono qua a Vigolzone con la mia Seat Ibiza mentre loro continuano a parlare di onestà e sobrietà, valori che da soli non bastano per fare politica. Se non sei capace di amministrare fai dei danni drammatici». Critiche anche al centrodestra. «Dall'altra parte vedo una trazione molto populista, Salvini dalle mie parti è venuto a dire che la ricostruzione è stata un flop, ha offeso gli emiliani perché intanto che lui contesta la ricostruzione, i territori crescono di più e lo dicono i numeri. Si tende sempre a dare la colpa a qualcuno, al nemico. Sono terrorizzato dall'idea di ingovernabilità e ricordo il rischio default provocato dal centrodestra nel 2011 alla guida del Paese. I numeri non sono di destra né di sinistra».

«C’è bisogno di esempi – ha detto Patrizia Calza -, non di proclami. Tutti noi abbiamo preso seriamente i nostri incarichi amministrativi in questi anni. Dalle altre parti arrivano messaggi fumosi, ricette irrealizzabili e pericolose. E la flat fax favorisce i più ricchi, portando a conseguenze nefaste per la sanità pubblica». «Ricordo – ha aggiunto Paola De Micheli - due numeri: 150 milioni di euro sono i soldi che il Governo ha stanziato per Piacenza negli ultimi cinque anni. Sono serviti per risolvere dei problemi a strade, scuole, edifici comunali. Aggiungeteci quelli della Regione: così abbiamo dimostrato la vicinanza delle istituzioni al nostro territorio. E non abbiamo aumentato le tasse: quattro anni fa le tasse in Italia erano di 23 miliardi di euro più alte. Chi dice che le abbassa di 120 miliardi in un colpo ci riporta a quando il centrodestra prometteva queste cose e i comuni senza soldi si trovavano costretti ad alzare tutti i tributi per andare avanti. I nostri governi hanno ricostruito il Paese: c'ero quando nel 2011 l'Italia aveva il timore di non poter pagare le pensioni. E il governo era guidato da Berlusconi e la Lega. Avere poi un violento che semina violenza come Salvini premier sarebbe una delle peggiori condizioni per il nostro Paese».

«Mancano 7 giorni al voto – ha ricordato Paola Gazzolo - e possiamo provare insieme a mandare messaggi ai nostri elettori. In Valnure sono stata impegnata sui temi legati al dissesto idrogeologico e per il dopo alluvione. Se uno apre la scheda dovrebbe guardare a chi ha fatto qualcosa per il territorio. C'è in gioco il futuro di Piacenza, che è strettamente legato a quello del Paese».  «Ringrazio chi fa banchetti – ha detto Marco Bergonzi - e da via volantini. Sono orgoglioso della squadra del Pd. Qui c'è gente del territorio. Domenica può cambiare il destino del Paese: non bisogna affidarsi a un chirurgo che prende in mano il bisturi per la prima volta».  

Bonaccini ha voluto dire la sua anche sull’autonomia regionale. «La Lega sventolò le bandiere della Romagna e dell'Emilia chiedendo la secessione delle due zone, dividendo così la regione che cresce di più in Italia. Tutto abbiamo bisogno meno che separarci proprio adesso, ci indeboliremmo. Mercoledì firmo con i colleghi del Veneto e della Lombardia Zaia e Maroni la pre-intesa sull’autonomia, che poi sarà vagliata e varata dal futuro Parlamento. Ho lavorato con loro e son persone con cui si può avere un’ottima collaborazione. Però non c'era bisogno di far pagare il costo dei referendum sull'autonomia alle casse pubbliche, per una scelta del genere. L’autonomia sarà un momento storico perché vogliamo essere premiati, in quanto regione virtuosa».

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