Bonifiche, Caselli replica a Foti: «Nessun reclamo sugli esiti delle elezioni»

L'esponente della Giunta risponde in Aula a una interpellanza del consigliere, per il quale "non è affatto vero che nessuno abbia contestato la procedura di questa elezione"

Si sarebbe registrata “una diffusa spregiudicatezza, irresponsabilità e illegittimità, nonché l’assenza delle più elementari regole di trasparenza, nella fase che precede le elezioni per il rinnovo dei consigli di amministrazione dei Consorzi di bonifica”, in particolare nel caso di Piacenza: lo sostiene Tommaso Foti (Fdi-An), in premessa all’interpellanza, depositata il 7 dicembre 2015, con cui chiedeva alla Giunta di intervenire. Secondo Foti, dopo quel che è accaduto, la Regione avrebbe dovuto “disporre la nomina di un commissario ad acta con il compito di adottare con ogni urgenza il provvedimento di rinvio delle elezioni”. Il rinvio sarebbe stato “necessario a garantire la correttezza della procedura e ad individuare gli atti adottati in violazione di legge, al fine dei conseguenti adempimenti correttivi da parte degli organi ordinari e di ogni provvedimento utile alla conclusione della procedura, in conformita` alle vigenti disposizioni normative”.

Foti ricorda che “sono già stati denunciati alla Giunta regionale da mesi comportamenti ostruzionistici volti a limitare la partecipazione al voto”, come “il mancato inoltro del tempestivo avviso della celebrazione delle elezioni in occasione dell’invio dell’avviso di pagamento ai consorziati, nonché l'omessa adozione ed attuazione delle procedure volte a consentire il voto telematico”. Fra l’altro, “nel corso dell’iter di presentazione delle candidature il Comitato amministrativo del Consorzio dell’Emilia centrale ha rettificato con procedura d’urgenza quanto stabilito dal Consiglio di amministrazione sul punto, senza motivare né l’urgenza, né lo scopo della rettifica”.

Nella risposta data oggi in Aula, l’assessore Simona Caselli ha detto che "le presunti e gravi irregolarità denunciate, e la richiesta di procedere alla nomina di un commissario non possono essere condivise dalla Giunta, per stringenti ragioni di ordine giuridico". Il procedimento elettorale, infatti, "si è svolto e non è pervenuto alcun reclamo sul suo esito, e in seguito è già avvenuta la proclamazione degli eletti. Alla Giunta non pare sia avvenuta alcuna violazione della procedura. Perciò non può essere accolto l’invito a esercitare i poteri sostitutivi, da parte della Giunta regionale, non ravvisandosi i presupposti giuridici".

Secondo Foti, invece, "non è affatto vero che nessuno abbia contestato la procedura di questa elezione, ed è particolarmente grave che la Giunta regionale convalidi un percorso in cui chi era candidato ha potuto giudicare l’ammissibilità di un’altra lista". In generale, "dovrebbe essere chiaro che la legge regionale è sovraordinata rispetto agli Statuti dei Consorzi, e se mancano norme specifiche vanno applicate le norme generali, e così non è stato".

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