La Procura accende i riflettori sulla vicenda Borgo Faxhall

Il sindaco Patrizia Barbieri nel giugno scorso annunciò in Consiglio comunale: «C’è stata superficialità sulla pratica, dovremmo portare tutte le carte alla Corte dei Conti e in Procura». E nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha fatto i primi accertamenti

Dalle parole, ai fatti. Il sindaco Patrizia Barbieri, nel giugno scorso – durante una discussione in Consiglio comunale sulla variazione di bilancio – intervenne su Borgo Faxhall, dopo essere stata incalzata dall'opposizione. «Sulla quella struttura – dichiarò il primo cittadino in quella occasione - c’è stata superficialità in passato e l’accordo con Coemi Property, a nostro giudizio, non è stato positivo. Dovremmo portare tutte le carte non solo alla Corte dei Conti, ma anche in Procura». Dopo qualche mese Barbieri in Procura ci è andata, portando un fascicolo alla magistratura. E la guardia di finanza, nei giorni scorsi, si è rifatta viva in Comune (nella sede di via Scalabrini) per alcuni accertamenti sulla vicenda. Gli inquirenti vogliono ora ricostruire l’intera (e intricata) storia del grande immobile di piazzale Marconi, che parte dall’inizio degli anni Novanta. Barbieri, nelle sue perplessità, si riferisce all’accordo raggiunto tra la Giunta Dosi e Coemi Property, la società immobiliare milanese che era proprietaria di Borgo Faxhall fino a poco tempo fa. Questa ha ceduto all’ente il comparto per compensare le sue inadempienze. Il Comune è così in possesso di 3300 metri quadrati a disposizione per i suoi uffici (sappiamo che l’intenzione è di trasferire qui la sede della polizia municipale). Ai tempi della Giunta Dosi fu proprio il centrodestra, all’epoca all’opposizione, a tuonare contro l’accordo raggiunto. Secondo la minoranza, il pubblico ci rimetteva. Il sindaco Barbieri ci vuole vedere chiaro e ora anche la magistratura.

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