Borgo Faxhall, rinviata la discussione in aula a lunedì

Il consigliere di Fd'I Tommaso Foti vuole altre relazioni dagli uffici comunali, chiedendo una sospensiva: «È una pratica che fa acqua da tutte le parti». Bisotti ha comunque esposto la sua relazione: «La riqualificazione del Berzolla sarà onerosa». La discussione riprenderà il 27 ottobre

È iniziato – ed è finito poco dopo – il dibattito sulle linee guida del progetto di riqualificazione dell’area di Borgo Faxhall, durante il consiglio comunale del 20 ottobre. «Tutto il consiglio dovrebbe bloccare questa oziosa discussione di una pratica – ha esordito Tommaso Foti (Fd’I) - che fa acqua da tutte le parti. Perché dobbiamo approvare delle linee guida programmatiche? L’intero progetto è fatto su misura per il privato e non per l’interesse pubblico. Io ho davanti solo pagine molto riassuntive, linee guida che non ho capito. Non ho compreso se volete fare una nuova convenzione e chi è il destinatario. Fermiamoci un attimo e bilanciamo gli interessi. Io non mi fido dei vostri conti sugli oneri di urbanizzazione, non c’è una firma legale. E se poi non vendiamo i due immobili – i palazzi di via Verdi e via Scalabrini, nda - come facciamo? Avete già certezze sulla vendita dei due palazzi? Mai visto appoggiare un atto amministrativo su una cosa futura e incerta. Voglio un rapporto scritto degli uffici, non c’è un solo parere dell’ufficio legale e dei responsabili. Come si fa a legare questa operazione alla vendita di due immobili? Sospendete la cosa e mettete a disposizione i documenti». Il consigliere di Fratelli d’Italia, con queste motivazioni, ha perciò presentato una richiesta di sospensiva all’aula. La richiesta di Foti non è stata approvata, ma la conferenza dei capigruppo – riunita dal presidente del consiglio comunale Claudio Ferrari – ha deciso - in seguito a un accordo tra maggioranza e opposizione - di rinviare comunque la discussione a lunedì 27 ottobre per dare modo agli uffici di presentare i documenti richiesti da Foti. Il consiglio si riunirà sulla questione di Borgo Faxhall anche in altre tre sedute – oltre a quella di lunedì prossimo – già calendarizzate. I capigruppo hanno lasciato all’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti l’opportunità di esporre la sua relazione già nel corso della seduta di oggi, per poi discutere gli emendamenti nel consiglio di lunedì.

«C’è una grande stratificazione degli atti – ha presentato il progetto di riqualificazione Bisotti -, ben 6 amministrazioni più un commissario straordinario si sono impegnati sul tema. Da quasi due anni, come è scritto nel nostro mandato, si è fatto ogni tentativo per dare una risposta adeguata alle esigenze pubbliche. Vogliamo dare una risposta a tutti gli attori coinvolti: Coemy, pendolari, commercianti, fruitori della zona. C’è urgenza di recuperare l’area, a forte rischio di degrado sociale, insediandovi servizi pubblici come il terminal degli autobus, rispettando le convenzioni e tenendo conto del piano caricatore, del riutilizzo dell’ex mercato ortofrutticolo e futura disponibilità dell’area ora in possesso delle Ferrovie. L’amministrazione chiede l’approvazione di linee guida basate su convinzioni precise. Il progetto dipende però dal buon esito dei bandi di vendita dei palazzi comunali di via Verdi e via Scalabrini. Dovremo ottenere anche il parere formale della Soprintendenza una volta ultimato il progetto in via definitiva. Se mancherà anche solo un requisito, il progetto verrà meno. Il percorso è stato condiviso da tutti gli uffici competenti, direzione legale, bilancio, mobilità»

«Avevamo tre esigenze – chiarisce l’assessore nella sua relazione -: che la stazione del trasporto pubblico extraurbano deve essere posta in un’area limitrofa alla stazione dei treni di piazzale Marconi; la valorizzazione delle gallerie commerciali e in ultimo che il numero dei parcheggi pubblici garantisca le esigenze dei pendolari e dei compratori dei negozi e dei lavoratori. L’amministrazione ha praticato un rapporto stringente con Coemy per arrivare a una soluzione. Il totale della compensazione dei propri impegni – con la retrocessione degli oneri di urbanizzazione non più scorporabili, visto che i lavori concordati non sono mai stati fatti – è di 4,5 milioni. Il progetto prevede il trasferimento di tutti gli uffici comunali di viale Martiri della Resistenza, largo Anguissola, via Beverora, via Verdi e via Scalabrini a Borgo Faxhall. La costruzione del terminal, rispetterà i vincoli e le distanze dalle mure Farnesiane. La stazione verrà ceduta all’agenzia Tempi Spa, che dovrà ricconoscerne il costo al comune. (il Comune è socio al 60%, la Provincia dovrà sborsare il restante 40%). Interverremo con opere nuove nel comparto, tutte cose compatibili con il Psc, sull’area dell’ex mercato ortofrutticolo e al Berzolla».

«Il progetto – ha continuato Bisotti - prevede il mantenimento del blocco A, e l’autostazione arriverà ad un massimo di 5 metri dalle mura: verranno mantenuti i parcheggi utilizzati dai pendolari e quelli vicini al vallo (190 posti) delle mura. Realizzeremo un uovo parcheggio su via Primogenita, con 148 posti nuovi, e altri spazi poco più a sud del Berzolla, una volta demolito un immobile di Tempi. Con una rivistazione del trasporto e degli accessi, tutta via dei Pisoni sarà quasi esclusivamente dedicata al trasporto pubblico locale.  Il Berzolla è del Demanio, è inoltre tutelato, ma fra poche settimane con un atto relativo al “Decreto del Fare” verrà ceduto gratuitamente al Comune e verrà valorizzato. C’è dell’amianto che verrà smaltito, lo sappiamo, sarà un recupero oneroso con cui dovremo fare i conti. Il Berzolla non è bello da vedere e non possiamo metterci mano subito: purtroppo è così».

Una volta terminato l’intervento dell’assessore, Daniel Negri (capogruppo Pd) ha inoltrato una nuova richiesta di sospensiva, d'accordo con una parte della minoranza. «Sulla pratica in progetto – ha rilevato Negri - ci vuole un periodo di approfondimento, una dilatazione dei tempi».

«La sospensiva – ha subito preso la parola Marco Tassi (Pdl) - riguarda approfondimenti che andavano già fatti in commissione. La minoranza aveva fatto precise richieste, avremmo dovuto analizzare meglio il progetto. Noi recuperiamo 3300 metri quadrati invendibili, da rimettere a norma. È una proposta irricevibile. Prima delle linee guida andavano fatto rilievi, l’unico interesse pubblico in ballo è il terminal dei bus, non capisco la vostra urgenza e fretta, è tutto da approfondire».  «Votate contro la sospensiva – ha risposto piccato Foti - poi Bisotti fa la relazione e chiedete una sospensiva voi? Allora significa che l’assessore è stato poco chiaro. Con Coemy occoreva fare una messa in mora, l’altra parte lo stesso. Nella convenzione stipulata era previsto anche un arbitrato, e i tempi dell’arbitrato non sono di una decina d’anni come per un contenzioso legale. Il problema non è discutere di questo in tanti e separati consigli comunali, il problema è che si rischia con questo progetto di non passare oltre in altre sedi».

«L’avvio può rappresentare – ha detto Filiberto Putzu (Fi) - un domino per azioni favorevoli. Apprendo solo ora che il Berzolla verrà ceduto, e questo infatti dimostra la necessità di approfondimenti. Il rinvio va accordato e ci vogliono un giusto numero di consigli comunali per esprimere le proprio opinioni». Con 25 voti a favore è perciò passata la richiesta di sospensiva di Negri, contrari solamente Marco Tassi e Giovanni Botti (Pdl) e Tommaso Foti (Fd’I).  Il consiglio si riunirà lunedì 27 ottobre (e in altre tre sedute) per tornare sul tema: gli uffici presenteranno alcune relazioni richieste dal consigliere di Fratelli d’Italia.

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