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La vicenda

Borgo Faxhall, scatta la prescrizione per il processo

Non luogo a procedere per l’ex assessore Bisotti e l’ex dirigente comunale Giannessi, sono scaduti i tempi. L’immobile venne acquisito dal Comune nel 2016

Termina con una prescrizione il processo legato alla compravendita del complesso di “Borgo Faxhall”. Dopo sette anni è intervenuta la tagliola che stabilisce la sentenza di “non luogo a procedere” per Silvio Bisotti e Taziano Giannessi, rispettivamente ex assessore ed ex dirigente all’urbanistica. I due erano accusati di falso in atto pubblico, truffa aggravata e abuso d’ufficio. I 3300 metri quadrati dell’immobile vennero acquisiti dal Comune da “Coemi Property” al termine del 2016. Finirono poi sotto la lente d’ingrandimento dopo che un tecnico del Comune rilasciò alcune dichiarazioni alla magistratura in merito ad alcune presunte pressioni ricevute. In seguito anche l’allora sindaco Patrizia Barbieri portò nel 2018 in Procura gli atti e i documenti, attenzionando anche la magistratura amministrativa. Bisotti terminò la sua esperienza da assessore insieme alla Giunta Dosi nel 2017, Giannessi nel frattempo è andato in pensione. La magistratura aveva puntato il dito contro la stima di 400mila euro, indicata dal Comune, per la riqualificazione dei 3300 metri quadrati di uffici acquisiti dall’ente in quell’atto. Secondo la magistratura, ne sarebbero serviti molti di più: circa 1,8 milioni di euro. E le prime stime del Comune erano poco sotto il milione di euro, poi modificate (su pressione di Bisotti e Giannessi a quel tecnico e responsabile, sosteneva la Procura). Inoltre sarebbero stati stimati in modo eccessivo i valori degli uffici e dei terreni acquisiti. 

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