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Buoni spesa ai furbetti, il Pd: «Sono previsti controlli a campione prima dell'elargizione?»

Ora il Comune procederà a una seconda distribuzione di risorse dopo quella della prima ondata Covid del 2020. Il Pd: «In seguito ad alcuni controlli l’85% delle domande erano prive di requisiti»

Bonus spesa, il Partito Democratico, per voce dei suoi consiglieri Stefano Cugini, Giorgia Buscarini, Giulia Piroli e Christian Fiazza, tramite un’interrogazione chiede più controlli a campione sulle domande di aiuto all’ente pervenute dalle famiglie piacentine.  «Il Comune di Piacenza – spiegano i dem - ha ricevuto un nuovo stanziamento governativo sui bonus spesa per i cittadini in condizioni di difficoltà, pari a 549.667 euro. Grazie alla precedente erogazione (marzo/aprile 2020), è stato possibile dare risposta alle richieste di 1.900 famiglie, motivo per cui è lecito ritenere che saranno importanti anche i numeri di questa tornata».

«Dal comunicato sul sito istituzionale del Comune (ultima modifica del 14 gennaio), si apprende che “nei giorni successivi alla chiusura del bando, ovvero dopo venerdì 19 febbraio, verrà svolta l'istruttoria delle domande e compilata la graduatoria. Successivamente, da parte della ditta Pellegrini Spa, saranno inviati i buoni spesa agli aventi diritto”. Nel capoverso sopra riportato risulta chiaro come l’invio dei buoni spesa avverrà a seguito di istruttoria delle domande e compilazione della graduatoria ma nulla è specificato riguardo i controlli aGruppo Pd, Piroli Fiazza Cugini Buscarini-2 campione che si auspicano preventivi alla distribuzione delle risorse economiche pubbliche».

«La particolare enfasi posta (giustamente) dall’assessore Sgorbati sulla natura dell’aiuto, che deve essere rivolto a chi ne ha effettivamente necessità e sulla intollerabilità dell’agire scorretto di chi, non avendone titolo, abusa del diritto altrui alla solidarietà. La cronaca di metà dicembre scorso, che ha testimoniato il fenomeno dei “furbetti” dei buoni spesa, intenti in massa ad approfittare del contributo con autocertificazioni mendaci o voucher fotocopiati, smascherati dal Comune che, attraverso le prime verifiche messe in campo, su 70 domande controllate, ne avrebbe individuate ben 60 (l’85%) prive dei requisiti».

I quattro consiglieri del Pd hanno così presentato una interrogazione al sindaco e alla Giunta. «Le verifiche sui requisiti, per quanto riguarda l’erogazione di buoni spesa 2020, hanno preceduto - per quanto solo a campione - la fase di invio degli stessi o sono state svolte ex post, come lascerebbe intendere la lettura degli organi di stampa dove si riporta dell’alto numero di furbetti scovati (a metà dicembre 2020)? Chiediamo se queste verifiche siano oggi terminate e, nel caso, quale fosse il dato numerico delle domande prive di requisiti e l’importo dei buoni spesa erogato a non aventi titolo».

«Quali sono le procedure che il Comune di Piacenza conta di mettere in atto per recuperare soldi pubblici erogati innappropriatamente (nel caso di verifiche ex post) e quale speranza di successo in termini percentuali? In relazione alla seconda ondata di distribuzione di buoni spesa, la cui richiesta sarà possibile compilando l’apposito modulo on line dalle ore 13 di lunedì 18 gennaio fino alle ore 13 di venerdì 19 febbraio 2021, è previsto il controllo a campione dei requisiti preventivo rispetto all’invio dei buoni stessi? Stiamo parlando di soldi pubblici – concludono i consiglieri dem - e della sottrazione eventuale di risorse da parte di soggetti non aventi diritto a persone effettivamente bisognose, in palese abuso del diritto altrui alla solidarietà».

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