Calenda: «Salvini ci vuole spingere fuori dall’Europa, serve una mobilitazione»

In tanti in Sant’Ilario per ascoltare l’ex ministro Carlo Calenda che propone il suo manifesto “Siamo Europei”: «Rischiamo di essere declassati e poi finire fuori dall’Europa. Dopo le Europee credo che si andrà al voto nazionale, ma in Emilia-Romagna Bonaccini sta facendo bene e non prevarrà il centrodestra»

Carlo Calenda

Era da diverso tempo che il centrosinistra piacentino non “riempiva” così tanto di elettori e simpatizzanti un suo incontro pubblico. Nella mattinata del 16 febbraio Sant’Ilario era gremita per la visita a Piacenza dell’ex ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda. Ad ascoltarlo, oltre ai consiglieri regionali Gian Luigi Molinari e Katia Tarasconi che hanno organizzato l’incontro, gli ex sindaci Roberto Reggi e Paolo Dosi, l’ex deputato Marco Bergonzi, i sindaci Luca Quintavalla, Massimo Castelli, Patrizia Calza e Francesco Rolleri, i consiglieri comunali Cugini e Buscarini e il segretario provinciale dem Silvio Bisotti. «C'è un forte interesse – ha motivato l’incontro proprio Molinari, che ha anche offerto una “coppa Dop” piacentina a Calenda - a ciò che Calenda sta dicendo, vista la situazione passiva che stiamo vivendo. Lo voglio ringraziare perché oggi è veramente dura leggere i giornali oggi e guardare i tg. Ma quando sentiamo i suoi interventi ci sentiamo orgogliosi, perché abbiamo la speranza di non morire leghisti o grillini». Calenda sta girando l'Italia per promuovere il suo manifesto "Siamo Europei": un modo per sottolineare l’appartenenza all’Europa dell’Italia, a pochi mesi dalle Elezioni Europee che potrebbe cambiare l’assetto dell’Ue.

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Prima del suo lungo intervento in Sant’Ilario, Calenda ha risposto alle domande dei cronisti presenti. Freno a mano per il momento tirato sul tema delle autonomie regionali, che coinvolge anche l’Emilia-Romagna. «Invito alla cautela – ha detto la sua Calenda - meglio pensarci un minuto in più e farle bene queste autonomie perché altrimenti danneggia il centrosud. Perché è del tutto evidente che non possiamo permettere che ci sia una ulteriore separazione in termini di crescita economica, di welfare, tra il Nord e il Sud del Paese. Quindi è da vedere bene, capisco le ragioni del Nord, credo che ci sia l’intenzione di farla nella maniera più razionale possibile: penso soprattutto a Stefano Bonaccini, con cui ho parlato molto su questo tema». Da poco tempo l’ex ministro ha dato alle stampe una sua pubblicazione: “Orizzonti Selvaggi”. «“Gli orizzonti selvaggi” di questo Paese – ha aggiunto Calenda - sono le Europee. L’Italia per la prima volta dal dopoguerra rischia di essere spostata dai grandi Paesi a fondatori e declassata al livello di Polonia e Ungheria. Io credo che sia una strategia, Salvini vuole che l’Italia arrivi in un vicolo in cui non c’è altra soluzione che scegliere di uscire dall’Europa. Questo significherebbe il fallimento del Paese, il sottosviluppo e la povertà. Su questa battaglia i cittadini italiani si devono mobilitare». Ma dopo le Europee l’Italia tornerà al voto per le Politiche? «Sì, credo di sì. E non vincerà Salvini». Intanto si sta dando da fare per creare consenso, in attesa di sapere chi sarà il nuovo segretario del Partito democratico. «Ho trovato un’unità di intenti sul manifesto “Siamo Europei”, mi sono riscattato dal fallimento della mancata cena chiarificatrice tra Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti. Ora aspettiamo e portiamo rispetto al congresso Pd tra Martina, Zingaretti e Giachetti. Io mi sto dedicando alla mobilitazione per il mio manifesto. I tre candidati sono amici e persone molto capaci». Il centrosinistra è comunque in difficoltà, nel 2019 si vota in Emilia-Romagna, storica roccaforte che rischia però di cadere. «Non ci credo al sorpasso del centrodestra in Emilia – ha detto Calenda prima di parlare ai presenti in Sant’Ilario - Bonaccini è uno dei migliori amministratori che abbia avuto questo Paese. L’Emilia ha fatto progressi economici straordinari, sarebbe folle, non vedo una ragione per dare un segnale negativo».

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