Callori (FdI): «Cormorani una minaccia per fauna ittica e pescatori, la Giunta intervenga»

Le attività e le aziende impegnate nel settore della pesca avrebbero risentito di gravi e negative conseguenze secondo il consigliere, che sollecita l’esecutivo a far fronte alla “minaccia” di questa specie

Callori

«Una strategia integrata di controllo, in collaborazione con gli enti locali, che abbini l’abbattimento selettivo dei cormorani alle ulteriori misure di prevenzione necessarie». Lo chiede Fabio Callori di Fratelli d’Italia in un’interrogazione, in cui invita la Giunta a contenere la diffusione di questi predatori, consentendone l’abbattimento, e a risarcire i pescatori dei danni causati dalla specie.

Particolarmente tolleranti ai cambiamenti ambientali, tali uccelli stanno mettendo in pericolo «la sopravvivenza della fauna ittica nelle acque interne del nostro Paese in tutte le regioni del nord e della fascia centrale (Toscana, Umbria e Marche), già seriamente compromesse da questa minaccia. Gli allevamenti - continua il consigliere - hanno dovuto attrezzarsi per cercare una soluzione e anche la pesca sportiva sta risentendo negativamente della vicenda. In calo, inoltre, la pescosità dei fiumi, laghi e canali interessati dalla presenza di questo volatile, senza dimenticare che “le numerose aziende di produzione di articoli da pesca, che sono tra l’altro leader a livello mondiale, stanno accusando ripercussioni».

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Callori ricorda poi che a livello nazionale è nato nel 2011 il Comitato permanente per la difesa della fauna ittica, costituito dai rappresentanti della pesca sportiva con l’obiettivo di “sensibilizzare le istituzioni rispetto alla gravità della situazione nelle aree nord e nel centro del Paese per la diffusione del cormorano cinese”. Diverse le associazioni ambientaliste che sostengono come l’azione predatoria dei cormorani sia una seria minaccia «per il mantenimento di un giusto equilibrio della fauna ittica di molti fiumi, laghi e canali, nonché di molte coste europee. Infatti, sono già diversi - conclude Callori - i paesi che hanno dovuto affrontare i pesanti danni economici ed ambientali provocati dalla specie».

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