Callori: «L'Emilia-Romagna invece di crescere, arretra»

«Anziché la lista della spesa dei buoni propositi urgono i modi per risolvere i problemi». Le dichiarazioni di Fabio Callori, candidato per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio

Callori

«Il centrodestra si deve identificare di più sui principi basilari di Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni è una sponda sicura, una sponda che include una visione liberale, democratica e che sottrae il nostro paese al ricatto e alla pesantezza di una visione puramente finanziaria di un’Europa e di un mondo governati dalle banche invece che dai popoli. Al tempo stesso è necessario coinvolgere il mondo civico, del volontariato, delle associazioni. Se rinunciamo ad avere una presenza moderata significativa, come va dicendo Giorgia Meloni in ogni piazza che tocca, lasceremo campo a una politica parolaia che alimenta la paura e la protesta, metteremo definitivamente al bando la politica che studia i dossier e siede con credibilità ai tavoli europei e internazionali. Ma la protesta lascia detriti e, lo abbiamo visto, non assicura un governo stabile. Vedo una fragilità assoluta, sia nel contesto nazionale sia nel contesto regionale. E constato che questo governo e questa maggioranza pensano solo alla legge elettorale, ai referendum, a vincere in Emilia Romagna, a "perdere bene" in Calabria, vengono affrontate questioni che al momento non hanno la priorità per gli emiliano-romagnoli che però determinano uno stallo permanente. Il risultato è che vengono messi da parte i grandi temi e le questioni di medio-lungo termine, perché tutto è annullato dalla scadenza elettorale più immediata. Oggi mi sento impegnato a mettere in campo proposte e idee su cui ritengo che si debba lavorare da subito per il bene della nostra Regione», dichiara Fabio Callori, candidato per Fratelli d’Italia alle prossime elezioni regionali del 26 gennaio.

«Ormai abbiamo la sicurezza che non ci sono le condizioni per un'agenda bipartisan: un governo con due soci che litigano su tutto non può certo confrontarsi con altri e questo si ripercuote nella nostra regione. La mia ambizione è scuotere l'immobilismo politico indicando temi concreti e urgenti. Ad esempio se non recuperiamo posizioni nell'occupazione giovanile a tempo indeterminato senza nascondersi nel precariato, per aggiustare le statistiche, come sa fare molto bene il nostro “ex” Governatore Stefano Bonaccini, la nostra Regione non crescerà mai come potrebbe. Giusta quindi la nostra proposta di un credito d'imposta di 3 anni per le assunzioni a tempo indeterminato, l'obbligo di pubblicazione da parte delle imprese dei dati sui salari per incentivare la parità retributiva».

«E’ impossibile non fare caso, prosegue il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, come la sinistra della nostra Regione ricorra meccanicamente al mito dell'efficienza sanitaria emiliano romagnola: questo è un primato che abbiamo perso e la colpa di chi è? Fu proprio Bonaccini ad avallare la scelta di chiudere i punti nascita, ora si sveglia e la rivendica come sua battaglia. Per non parlare del caso affidi. Bibbiano insegna che va ripensato l'intero sistema regionale: la tutela del minore deve essere al centro, non lo è mai stato. Questo è uno dei temi più complessi che la giunta dovrà affrontare».

«Per ultimo, ma non ultimo a livello d’importanza, conclude Callori, il tema “smog”, problema nel quale sta affogando Piacenza in questi giorni, e l’ambientalista “improvvisato” Bonaccini evita di parlarne. Vogliamo combattere lo smog? Bloccare le auto diesel, ad esempio, è – a mio parere – una misura irrilevante: gran parte delle polveri indesiderate causate dalle auto derivano dall'attrito delle gomme sul terreno e da quello del sistema frenante. Ma senza la forza d'attrito le auto non si muoverebbero d'un millimetro e allora non resterebbe che vietare alle auto di frenare. In ogni caso, le auto incidono al 30% sull'inquinamento urbano e intervenendo sulle auto questa è la massima riduzione possibile. Posto allora che i blocchi (targhe alterne, domeniche a piedi, ecc.) incidono, è possibile calcolare, sull' 1% dello smog, cercando di essere propositivi. E siccome tutti si riempiono la bocca con misure «strutturali», diciamole una buona volta quali potrebbero essere, avviare un processo di grandi opere e creare una rete di metropolitane. Se oggi tale rete fosse operativa, una buona metà di automobilisti preferirebbe la metro alle auto; che, dimezzate, comporterebbero una riduzione dell'inquinamento atmosferico del 15%. Col bonus aggiuntivo - e da non sottovalutare ai fini del benessere generale - di aver migliorato anche il traffico». 

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«Sicurezza, sviluppo economico, lavoro, tutela della nostra tradizione. Un vero e proprio progetto per rimettere i valori e il bene dei cittadini al centro dell'azione politica, Fratelli d’Italia, una volta conquistata la Regione, s’impegna di lavorare quotidianamente al fianco di ogni singolo emiliano romagnolo».

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