Economia regionale, Callori: «Il problema è vasto e Bonaccini nasconde la realtà»

Le dichiarazioni di Fabio Callori, candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali del 26 gennaio prossimo, sulla situazione economica dell'Emilia Romagna

Callori

«Stefano Bonaccini, candidato del Pd alla carica di presidente della Regione, ruolo che ha ricoperto nel quinquennio trascorso, afferma che l’economia dell’Emilia-Romagna va bene e che è la prima regione in crescita in Italia. Non è così come hanno certificato diversi media. E’ vero che all’apparenza stiamo reggendo l’impatto della crisi tuttora in atto, ma è soprattutto grazie alla qualità degli imprenditori emiliano romagnoli. Bonaccini ha purtroppo il vizio di propagandare primati che non sono veritieri e le crisi aziendali non mancano, soprattutto nelle province a più alto impatto industriale». Lo dichiara Fabio Callori, candidato di Fratelli d’Italia alle elezioni regionali del 26 gennaio prossimo. «A giugno, secondo il Sole 24 Ore, la richiesta di Cassa integrazione straordinaria (CIGS) sarebbe esplosa anche in Emilia-Romagna. E’ quindi da irresponsabili nascondere una situazione che può solo peggiorare se la Regione non assumerà iniziative per cercare di invertirla. Serve quindi un cambiamento epocale che certamente non ci si può aspettare da una classe dirigente regionale del PD che non è stata in grado di farlo nei cinque anni appena trascorsi. Leggiamo con preoccupazione, a questo proposito, la denuncia di lavoratori di una cooperativa di pulizie che opera nel piacentino, che avrebbero ricevuto solo un acconto sullo stipendio di novembre e sarebbero rimasti senza tredicesima. Capiamo la situazione di grande sconforto che avrebbe colpito addirittura 72 famiglie, mentre la cooperativa si sarebbe difesa sostenendo di non poter pagare i lavoratori perché a sua volta vanterebbe crediti inesatti da parte dei committenti», continua. «Non ci addentriamo qui sulla verità dei fatti, ma non possiamo non denunciare una situazione che incombe su questi lavoratori come su tanti altri in tutta la regione alle prese con crisi analoghe. Crisi che magari non sollevano l’interesse pubblico, ma che per tanti nuclei famigliari significano poter guardare al futuro con fiducia o con angoscia. Dall’altro lato c’è il discorso fondamentale delle vere e delle false cooperative. Non è un mistero che queste ultime rischiano di alterare gravemente l’economia, senza rispettare le regole e i contratti di lavoro. Un fenomeno che sembra molto esteso in Emilia-Romagna e per il quale la Regione ha fatto ben poco in questi anni»

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