Callori: «Sulla sicurezza voto gravemente insufficiente alla presidenza Bonaccini»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Fabio Callori in un’interrogazione, cita la classifica delle denunce ogni 100mila abitanti registrate nel 2019, dove le province di Rimini e di Bologna detengono il secondo e quarto posto, oltre a Parma, Ravenna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia sopra la media nazionale, con l’unica eccezione di Piacenza

Callori

«Uno dei primati dell’Emilia-Romagna che il presidente uscente Stefano Bonaccini non cita mai è quello delle denunce per i furti. Eppure i temi della sicurezza urbana e della criminalità organizzata competono proprio al Gabinetto della Presidenza della Regione, che tuttavia sembra limitarsi a studi e ricerche statistiche per altro molto datate, senza preoccuparsi più di tanto se le proprietà e la sicurezza dei cittadini sono messe a rischio quotidianamente». Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Fabio Callori in un’interrogazione, dove cita la classifica delle denunce ogni 100mila abitanti registrate nel 2019, pubblicata dal Sole 24 ore nei giorni scorsi, dove le province di Rimini e di Bologna detengono rispettivamente il secondo e quarto posto, ma anche Parma, Ravenna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia risultano sopra la media nazionale, con l’unica eccezione di Piacenza.

«Solo nell’ottobre 2016, inoltre, la Regione ha promulgato una legge per contrastare la criminalità organizzata di stampo mafioso (18/2016). Una vera ‘legge manifesto’ se è vero, come è vero, che non è servita a nulla, soprattutto sul tema della sicurezza urbana, della microcriminalità e della criminalità comune. Figurarsi, poi, che la pubblicazione dei dati è ferma al 2014. Da qui, emergono evidenti i limiti della Giunta Bonaccini in tema di sicurezza, ma anche le carenze del Partito democratico che avrebbe ‘scoperto’ le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna improvvisamente, nonostante per decenni personaggi e imprese, le cui attività sono oggi al vaglio degli inquirenti, siano stati destinatari di appalti pubblici o di sub appalti assegnati dal mondo cooperativo. C’è poi tutto il tema delle politiche dell’accoglienza indiscriminata e dell’inserimento dei migranti, dove sono stati impiegati milioni di euro che hanno concorso a trasformare la nostra regione in un territorio franco per chi vuole delinquere».

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A fronte di queste constatazioni, Callori chiede alla Giunta perché le rilevazioni statistiche della Regione siano ferme al 2014, per quali motivi non siano stati incrementati e potenziati i progetti per la sicurezza e per la formazione del personale della Polizia locale e quali siano le ragioni che hanno impedito di attuare iniziative concrete, per quanto di competenza della Regione, di concerto con le amministrazioni locali, per contrastare il dilagare dei fenomeni criminosi e per sostenere i cittadini colpiti.

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