Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Calza chiede un confronto tra la Fondazione e i sindaci

Il sindaco di Gragnano dopo l’elezione di Reggi e la scelta del Cda: «I patrimoni sono dei cittadini, auspichiamo collaborazione dei nuovi eletti con noi sindaci»

«Ora che si è concluso l’iter per l’elezione del nuovo presidente della Fondazione, posso formulare una proposta che ho evitato di avanzare in precedenza affinché non ne venisse travisato il senso o fosse interpretata come indebita ingerenza. Mi riferisco alla proposta di un incontro tra il presidente e i componenti del Consiglio della Fondazione nominati dagli enti locali e i sindaci del territorio. Ho letto con attenzione e interesse le dichiarazioni di Giuseppe Guzzetti, decano dei Presidenti degli enti ex bancari. Ho ben compreso che “le Fondazioni sono enti privati, come tali sottratti totalmente all’interferenza pubblica sia da parte dello Stato sia da parte degli enti locali”. Così come mi è chiaro che “i nomi segnalati dagli enti proponenti, una volta nominati negli organi della Fondazione, non rappresentano chi li ha segnalati ma devono avere come obiettivo la buona gestione autonoma”.

Tuttavia lo stesso Buzzetti riconosce che “i patrimoni sono dei cittadini” e che “il Presidente deve avere una buona squadra e guidarla alla comprensione dei bisogni veri della sua Comunità”. Ora io credo che i Sindaci, per inciso, gli unici, tra tante autorevoli personalità, che siano stati eletti direttamente dai cittadini, possano costituire validi interlocutori per chi amministra il loro patrimonio, quanto meno nella fase di valutazione e discernimento di quelli che sono i bisogni consolidati o emergenti delle nostre comunità locali. Se non altro perché è ad essi a cui normalmente si rivolgono coloro che si trovano più in difficoltà. Soprattutto nel settore socio-sanitario, oggetto di interventi a livello distrettuale, i sindaci sono chiamati sistematicamente ad affrontare le emergenze, da quelle abitative a quelle create dalla disabilità, dalla povertà economica, educativa, lavorativa e a trovare soluzioni, grazie all’aiuto prezioso degli uffici tecnici di supporto. Lo Statuto che chiama gli Enti Locali (Comune di Piacenza, Provincia, e gli altri Comuni) a eleggere componenti del Consiglio, li riconosce esso stesso rappresentanti delle proprie comunità.

Se è vero che lo Statuto non impone a chi guida la Fondazione di confrontarsi con i portatori di interessi che hanno contribuito alla formazione del Consiglio, è anche vero che lo Statuto medesimo non vieta questi tipi di confronto che anzi, aggiungo, ragioni di opportunità consiglierebbero, posto che comunque è riconosciuto che la compagine di Governo pur decidendo in autonomia è “tenuta a   collaborare con la parte pubblica”. Tralascio di soffermarmi su quali sentimenti possa suscitare nella scrivente l’affermazione per cui “in ogni caso, quel che conta davvero è che i sindaci. Non mettano le mani sulle Fondazioni” quasi che il privato, nel tempo, abbia offerto sempre luminosi e alti esempi di onestà e probità. Preferisco attribuire ad una frase infelice un corretto e accettabile significato e mi rimetto serenamente alle decisioni che il presidente adotterà».

Patrizia Calza, sindaco di Gragnano e consigliere provinciale

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