Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

«Cambiamo il decreto legge che impedisce di muoversi a Natale»

Emendamento di Foti, per portare il caso in Parlamento. «Dpcm iniquo, limita le libertà dei cittadini. Governo confuso, non ha nemmeno previsto sanzioni». Soresi: «Nessun incitamento alla rivolta, soltanto una questione di diritto»

Sara Soresi e Tommaso Foti

Un Natale così non s’ha da fare. Il deputato di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti, presenterà un emendamento al Decreto legge 158 del 2 dicembre - quello su cui si fondano le decisioni del discusso Dpcm “Natale” che impedisce i contatti nei giorni clou delle festività - con tre richieste: togliere tutti i tre giorni del divieto (25 e 26 dicembre e primo gennaio) oppure togliere soltanto il 25 e il 26, oppure solo il 25. L’emendamento sarà portato in Commissione salute e da qui in Parlamento. Una sfida non da poco, perché per votarlo occorrerà una sintonia politica - e i voti - bipartisan. Inoltre, se il decreto non verrà affrontato prima del 23 dicembre perderebbe di senso la conversione in legge medesima, «essendo gli effetti circoscritti ad un periodo che a quel punto sarebbe superato dal calendario” ha chiosato il parlamentare piacentino. Il Decreto deve essere convertito in legge entro 60 giorni.

Foti, al suo fianco anche la consigliere comunale FdI Sara Soresi - protagonista sui social e sulla stampa per aver detto che sfiderà il Dpcm per andare dai parenti stretti e che, se multata, impugnerà la sanzione - ha spiegato la propria posizione. Questo Decreto è un’assurdità e il «Governo non può fare nulla. E comunque, il Dpcm non prevede sanzioni. E’ iniquo perché limite la libertà di movimento delle persone. Se è vero che non c’è una multa, si può però rischiare una denuncia penale per non aver obbedito all’ordine dell’autorità. E questo è in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione, sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge».


Il parlamentare ha argomentato con un esempio l’incongruenza dei divieti del Conte bis: «Se io abito a Vallera e devo andare a trovare i miei genitori a Gossolengo il Dpcm me lo impedisce. Se, invece, devo andare da Borgotrebbia a Vallera sono libero di circolare. Posso cioè circolare per chilometri, ma non posso farne uno solo. Pensate poi al caso di Perino. IL Comune è Coli, cioè sette chilometri sopra Bobbia. Ora si può andare da Perino fino a Coli, 20 km, ma non e ne possono fare 10 fino a Bobbio».


Insomma, «Governo in confusione. Queste decisioni avrebbero avuto una enso se fossero state attuate all’interno di una provincia o di una regione, ma non tra Comuni». Tre le assurdità, inoltre, c’è quella legata alla volontà di evitare assembramenti. A parte il fatto che a Natale uno sta con i famigliari, nulla vieta a un parente di andare a casa dai suoi cari il 24 dicembre e fermarsi lì fino al 26, così come potrebbe accadere il 31 dicembre e tornare a casa il 2 gennaio: «Dov’ la differenza tra lecito e illecito?» ha chiosato Foti. «La mia - ha rivendicato Soresi – è stata di certo una provocazione, ma anche una ferma presa di posizione contro dei provvedimenti a tutti gli effetti carichi di ingiustizia manifesta e di disparità di trattamento tra i cittadini. Non incito a rivolte, è soltanto una questione di diritto che voglio sollevare rispetto a una norma che ritengo iniqua».

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