Caorso, incastrato nella pressa. Incidente alla Styleboiler

Stava operando su una pressa bloccata, ma la macchina ha improvvisamente ripreso a funzionare e gli ha intrappolato il braccio. Si è temuto il peggio per G.D.T., operaio di 42 anni della Styleboiler di Caorso. Trasportato dal 118, ha riportato un trauma da schiacciamento, nessuna lesione grave

Incidente sul lavoro alla Styleboiler di Caorso, ieri dopo pranzo. Un operaio di 42 anni, G.D.T., stava sbloccando la pressa, quando questa ha ripreso a funzionare, incastrando il braccio dell'uomo. È stato subito dato l'allarme e per il dipendente intrappolato si è subito temuto il peggio. Ma il braccio dell'operaio, nonostante sia stato sottoposto per alcuni minuti a fortissima pressione, ha riportato solo un trauma da schiacciamento, senza fratture o lesioni gravi.
Nel solo 2007, in Italia si sono registrati 918 casi, ben 240 in più della Germania, seconda in classifica.

Dopo aver disattivato le macchine, l'azienda ha subito chiamato l'ambulanza che, tempestivamente, ha trasportato il contuso all'ospedale di Piacenza per gli accertamenti medici. Sul posto, sono sopraggiunti anche i carabinieri di Caorso, coordinati dal maresciallo Saverio Sergi.

Si tratta di un infortunio sul lavoro finito bene, dopo una serie di incidenti, alcuni con decesso, che ci pongono in vetta alle classifiche europee. Qui, più che inadempienze alle normative di sicurezza, si è trattato di un incidente casuale, dovuto alla ripresa spontanea del funzionamento della pressa.

Secondo quanto stabilito dalla dinamica dei fatti, le procedure di emergenza in caso di blocco di un macchinario sono state rispettate. Saranno i carabinieri, comunque, a svolgere gli accertamenti del caso.
Di sicurezza sul lavoro e di morti bianche si continua ancora a parlare. Secondo i dati divulgati in agosto dal Censis, siamo il Paese dove si muore di più per incidenti sul luogo di lavoro. Nel solo 2007, in Italia si sono registrati 918 casi, ben 240 in più della Germania, seconda in classifica.
Molti, per l'Inail, anche gli incidenti non denunciati. Sarebbero 200 mila, in dieci anni, e corrispondono agli infortuni sul lavoro occorsi ad impiegati ed operai assunti in nero e per questo non dichiarati.

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