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Capezzone tifa Barbieri: «Dopo 15 anni bisogna cambiare»

Il parlamentare Daniele Capezzone ospite dei Liberali Piacentini, che sostengono Patrizia Barbieri

Barbieri e Capezzone con i liberali

L’associazione dei Liberali Piacentini “Luigi Einaudi” tira la volata al candidato sindaco del centrodestra Patrizia Barbieri, invitando a Piacenza un punto di riferimento per l’associazione: l’onorevole Daniele Capezzone, intervenuto in piazza Duomo. Accanto a lui i candidati dei Liberali inseriti nella lista civica “Prima Piacenza”: Antonio Levoni, Guido Gulieri, Carlo Giarelli. Il presidente dell’associazione, l’avvocato Antonino Coppolino, ha motivato l’appoggio a Patrizia Barbieri. «I Liberali sono vicini al candidato sindaco Barbieri, che riteniamo essere finalmente il candidato che Piacenza merita di avere. Lei può far riemergere la città, è il candidato che Piacenza non ha avuto per tanti anni. Ha meditato sulla possibilità di essere in corsa, ha valutato gli elementi per candidarsi e poi è partita per una degna campagna elettorale del centrodestra. La conosco da anni: è una persona decisa e concreta. Ha voglia di fare e lavorare. I liberali hanno perciò messo la faccia in una lista civica per sostenerla». Coppolino ha presentato poi l’ospite dell’evento.  «Daniele Capezzone è stato invitato perché è un amico, un liberale di centrodestra che dice cose che non passano dal mainstream della stampa nazionale».  

«È un piacere essere ospite dell' associazione – ha detto l’onorevole -, di Coppolino e dell’amico Sforza Fogliani, maestro di liberalismo e di vita in un’Italia che ha pochi maestri. Sono qua per fare l’in bocca al lupo al candidato sindaco. Ritengo sia doveroso sostenere Barberi per quattro ragioni. Bisogna sostenerla per igiene democratica: dopo 15 anni ci vuole novità per cambiare l’aria. Solo da una candidatura come questa inoltre può arrivare un “no” da Roma sui temi della immigrazione. Piacenza e la seconda città che accoglie di più in regione: bisogna poter dire “no, grazie”. La città è poi massacrata di tasse sugli immobili. Non si parla mai a livello nazionale delle tasse su negozi, case e capannoni. L’ultima ragione è che qua il centrodestra è unito. Ho sentito che ci sono dei Macron piacentini, poi magari si scopre che questo Macron locale è un micron e fa da stampella alla sinistra». 

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