Capitale della Cultura 2020, Scarpa: «Pianifichiamo bene la proposta piacentina»

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Federico Scarpa

«Ritengo impossibile, per una serie di motivi politici, sociali, economici e culturali, una sinergia stretta tra Parma e Piacenza relativamente alla Capitale della Cultura 2020. Già è un problema essere inseriti nelle prime dieci visto l’entusiasmo politico sfociato nel dire: “tutti noi abbiamo proposto la candidatura di Piacenza”. Quando vedo che tutti sono d’accordo su un tema così importante mi viene un brivido pensando alle tante occasioni mancate solo perché non erano state condivise da chi continuava a sostenere che occorre fare squadra. All’avvocato Umberto Fantigrossi vorrei rivolgere l’invito di un incontro pubblico con quattro o cinque persone di comune accordo, alcune autorità ed istituzioni cittadine e in quella sede sviscerare quello che lui intende con “mettere subito in pista un gruppo di lavoro misto”. Prima chiariamoci tra di noi e dopo penseremo a Parma.

Non possiamo certo sperare di vincere la competizione solo affidando le nostre competenze ai beni della Curia piacentina. Sono d’accordo con chi dice che noi siamo lo spaccato della provincia italiana, abbiamo tolto la parola “ideale” perché vista la situazione di degrado della città non sembra il caso di farlo diventare un elemento di vanto. Il Consorzio Servizi Infrastrutture e Logistica Piacenza condivide l’affermazione del consigliere Foti: “Se corriamo, corriamo per vincere; diversamente occorre pensarci bene” e accetta la sfida. Andrà a vedere le carte del gruppo ufficiale che sta gestendo tale operazione mettendo sul piatto le proprie esperienze e conoscenze. L’ingresso di Piacenza nelle dieci finaliste mette in moto un meccanismo virtuoso che ci vedrà senz’altro partecipi, ad alcune condizioni:

- Vorremmo verificare gli atti amministrativi con cui è stato dato l’incarico al dottor Paolo Verri

- La copertura finanziaria del lavoro svolto finora

- Previsioni ed impegno di spesa futuri

- E’ il momento di chiarire che incarichi ufficiali ha il dottor Paolo Verri dal Comune e come fa ad avere un incarico anche dalla Curia Vescovile. Certo gli interessi laici e cattolici possono e debbono convivere ma credo sia giusto dare un taglio netto al ruolo del Comune di Piacenza. È un invito che rivolgiamo al sindaco Barbieri e al Presidente della Fondazione Toscani, quanto poi al Presidente della Camera di Commercio Parietti ci asteniamo da ogni commento in quanto a fronte di una richiesta ufficiale d’incontro sulla ridicola posizione presa dalla Camera di Commercio sull’Aeroporto di San Damiano non ha ancora ritenuto di discutere le nostre proposte che comprendono fra l’altro un risparmio di decine di migliaia di euro relativamente ad un bando inutile». 

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