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Caragnano: «Il Pd è il partito della partecipazione, non dell’epurazione»

Il caso-Savinelli a Fiorenzuola: «La decisione che ho recentemente assunto di ritirare le deleghe conferite ad un membro dell'esecutivo provinciale non ha nulla a che fare con la permanenza all'interno del partito e con la possibilità di continuare a lavorare negli organi locali»

«Non sono solito intervenire su questioni locali – scrive Loris Caragnano, segretario provinciale Pd - ma con queste poche righe mi rivolgo ai tesserati, ai simpatizzanti e agli elettori del Partito Democratico chiarendo che la segreteria provinciale del Partito Democratico di Piacenza non ha allontanato, espulso o epurato proprio nessuno. Il PD non ha bisogno di martiri che si immolano offrendo provocatoriamente la “testa” ad un segretario draconiano. Il Partito Democratico ha bisogno di persone che si mettano a disposizione con altruismo e con disinteresse per offrire ai nostri territori dei progetti amministrativi partecipati e capaci di vincere le elezioni e soprattutto di amministrare al meglio". Caragnano interviene dopo che Paolo Savinelli, consigliere comunale a Fiorenzuola, non ha votato il bilancio 2015: il consigliere si è perciò allontanato dalla maggioranza di cui faceva parte.

"La decisione che ho recentemente assunto di ritirare le deleghe conferite ad un membro dell'esecutivo provinciale non ha nulla a che fare con la permanenza all'interno del partito e con la possibilità di continuare a lavorare negli organi locali. L'esecutivo provinciale è la squadra operativa nominata dal segretario provinciale (non eletta, ma nominata con atto fiduciario), farne parte non è un premio e tanto meno un riconoscimento, ma vuol dire assumersi la responsabilità di lavorare per sviluppare temi ed iniziative su tutto il territorio provinciale e contribuendo a realizzare le linee di mandato presentate dal segretario. Dal giorno del mio insediamento ho detto e ripetuto in tutte le sedi che il mio esecutivo avrebbe dovuto lavorare e supportare le amministrazioni appoggiate dal Partito Democratico, aiutandole ad essere più incisive e stimolando il confronto interno al partito necessario ed insostituibile per affrontare al meglio gli appuntamenti elettorali del 2016 e del 2017. Far parte degli organismi provinciali non è obbligatorio e quando ci si trova davanti all'impossibilità di proseguire sullo stesso sentiero non rimane che separarsi, senza fare drammi e nel rispetto della libertà di opinione di ognuno.

Invito pertanto tutti gli iscritti ed i componenti dei vari organi locali e provinciali ad abbassare i toni e a cessare di dipingere un Partito Democratico che non è quello reale, che non espelle, che non epura, ma che anzi valorizza i percorsi aperti e condivisi. Il nostro statuto ed i regolamenti interni prevedono tutti gli strumenti a garanzia delle cosiddette “minoranza”, siano esse politiche, amministrative o semplicemente di opinione, mettendo a disposizione i meccanismi per convocare assemblee, riunioni, proporre ordini del giorno o promuovere confronti politici ed amministrativi. Non si tiri quindi in ballo a sproposito il Partito Democratico per un dibattito che si è voluto conclamare in sede consiliare, senza aver esplorato tutte le possibilità che il PD avrebbe potuto offrire per un sano e costruttivo confronto interno.

Il Partito Democratico è un partito serio, che si impegna per interpretare la realtà locale e nazionale, facendo proposte che possano incontrare le esigenze dei cittadini e che possano risolvere nodi politici ed amministrativi fondamentali. Per questo motivo è necessario che la discussione venga riportata all'interno degli organi preposti. Diversamente chiedo si cessi di tirare in ballo il PD per questini che riguardano legittime e rispettabili ambizioni personali e che si porti rispetto per coloro che lavorano nel partito, per il partito e per tutti i cittadini della provincia di Piacenza e che non si meritano di essere trascinati in un dibattito che fra l'altro non sta avvantaggiando nessuna delle componenti oggi all'attenzione della cronaca, ma che sta galvanizzando invece le opposizioni che fino ad oggi hanno dimostrato la loro inconcludenza nei comuni che stanno amministrando».

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