rotate-mobile
Lunedì, 4 Marzo 2024
La richiesta

«Un giardino intitolato a Carlo Tassi per il bene che ha fatto ai piacentini»

La richiesta alle istituzioni del figlio Marco e della vedova Patrizia Bozzini, a pochi mesi dal trentennale della scomparsa dello storico parlamentare del Movimento Sociale Italiano

«Un giardino - o un altro riconoscimento simile - intitolato a Carlo Tassi, nella sua città, Piacenza». Lo chiede esplicitamente la famiglia dello storico parlamentare del Movimento Sociale Italiano e avvocato, scomparso il 3 agosto 1994 in un incidente autostradale. Il trentennale della sua scomparsa si avvicina, perciò il figlio Marco Tassi (già assessore e consigliere comunale cittadino) e la vedova Patrizia Bozzini, presentano questa richiesta alle istituzioni locali. A Piacenza c’è già “via Tassi”, dedicata a Camillo Tassi, perciò l’intitolazione di una strada pubblica - come ha fatto il comune di Cortemaggiore - è impossibile.

«Il giorno del suo funerale - ricorda il figlio Marco, avvocato come il padre - c’erano 5mila persone. Papà nella sua vita è stato un benefattore, quello che ha guadagnato lo ha speso a favore della gente. Aveva una fede cristiana incrollabile, già in tenera età ci diceva che ci avrebbe lasciato solo il nome e nient’altro». «A lui - prosegue nel tratteggiare la figura paterna - si rivolgevano molti piacentini per risolvere i problemi. Restituiva dignità alle persone, era di una specchiata onestà, coerente con le proprie idee. Viene ritenuto uno dei migliori avvocati penalisti d’Italia, per l’impeccabile conoscenza del diritto. Faceva l’avvocato per beneficienza a molti piacentini, stiamo parlando di migliaia di persone». Il figlio ricorda anche alcune battaglie locali: «impedì la realizzazione della discarica di Agazzano e s’impegnò per il ponte bailey di Bettola in sostituzione di quello storico ammalorato. Non guardava agli schieramenti politici, era un parlamentare per il territorio».

La famiglia lo vorrebbe ricordare, la prossima estate, per il trentesimo anniversario, con una funzione religiosa, nella parrocchia di Sant’Antonino in città e a Montereggio di Farini (dove è sepolto, luogo d’origine della famiglia), un convegno in suo ricordo e anche una mostra fotografica. Però c’è anche la richiesta agli enti locali: «Ci piacerebbe un giardino, o comunque un altro luogo, intitolato a lui». «Carlo se ne è andato da quasi trent’anni - parla anche la vedova - ma quasi giornalmente incontro persone che si ricordano di lui. Qualcuno ha la sua foto nel portafoglio e mi ricorda di essere stato aiutato. Era un uomo e un politico molto amato, me ne parlano tutti come se fosse ancora vivo».

Alla guida della città ora c’è il centrosinistra con il sindaco Katia Tarasconi. La proposta è fattibile? «Non ho osato chiederlo quando ero amministratore locale o quando erano alla guida i miei amici del centrodestra - evidenzia Tassi -, però ricordo che Tarasconi, da assessore al commercio e alla toponomastica nella Giunta Reggi, non si oppose politicamente alla richiesta di intitolargli una via. Lo propose la Lega, ma Tarasconi fece presente l’impossibilità di avere due vie a Piacenza con lo stesso cognome. Per questo motivo adesso, a qualche mese di distanza dal trentesimo anniversario, faccio questa richiesta al Comune».

Tassi, pensa che la provenienza politica di suo padre possa rappresentare ancora un problema per un omaggio del genere? «Non voglio pensare alle polemiche, mio padre era una persona stimata anche dagli avversari politici».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Un giardino intitolato a Carlo Tassi per il bene che ha fatto ai piacentini»

IlPiacenza è in caricamento