Caso Englaro, Polledri: il diritto alla vita deve essere sempre garantito

Parla Massimo Polledri (Lega Nord): “Se la sentenza della Cassazione verrà attuata questa rappresenterà la prima condanna a morte in epoca repubblicana. L'alimentazione artificiale è una forma di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzato ad alleviare le sofferenze”

Sul caso Eluana Englaro si è aperto un dibattito etico e giuridico di grande portata. Pubblichiamo per intero le riflessioni che Massimo Polledri (Lega Nord Piacenza), ha inoltrato a mezzo comunicato agli organi di informazione.

“Vorrei compiere alcune brevi osservazioni sul caso Eluana Englaro e sul dibattito intorno, questa volta,  al provvedimento governativo volto a chiarire e disciplinare i casi in cui è assolutamente necessario garantire  l'alimentazione e l'idratazione artificiale, chiarendo fin da subito che queste sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze.
  Si tratterebbe della prima condanna a morte in epoca repubblicana  

Non si discute del dolore della famiglia Englaro, ma occorre però riflettere che se, in questo vuoto legislativo, la sentenza della Corte di appello di Milano - che autorizza l'interruzione dell'alimentazione artificiale - dovesse essere a breve attuata questa rappresenterà la prima condanna a morte in epoca repubblicana (peraltro basata su una volontà presunta).

Il tema è importante per il caso umano, che oggi si presenta, ma inciderà anche sulle scelte che tutti gli operatori, medici, giudici, politici, si troveranno ad affrontare in futuro. È importante quindi sancire e ribadire che il diritto alla vita deve essere sempre garantito.

Questo è, appunto, lo spirito del provvedimento che trova un importante riscontro nella  Convenzione  delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del dicembre 2006.
La convenzione ha individuato, infatti, i percorsi per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità e ha inteso garantire il pieno rispetto della dignità e i diritti di libertà ed autonomia della persona con disabilità nel rispetto del diritto alla vita.

La ratio del provvedimento governativo sarà dunque quella di affermare che il diritto alla vita è connaturato alla persona umana e occorre adottare tutte le misure necessarie a garantire l’effettivo godimento di tale diritto da parte delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri”.
 



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