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Centri estetici, Foti chiede maggiori controlli e il rispetto delle norme

Il consigliere regionale: "In tutte le province dell’Emilia Romagna, a partire da quella di Piacenza, risultano aperti ‘centri estetici’, o chiamati tali, nella maggiore parte dei casi gestiti da cittadini stranieri, in particolar modo cinesi, che non rispettano la disciplina legislativa di riferimento”

"In tutte le province dell’Emilia Romagna, a partire da quella di Piacenza, risultano aperti ‘centri estetici’, o chiamati tali, nella maggiore parte dei casi gestiti da cittadini stranieri, in particolar modo cinesi, che non rispettano la disciplina legislativa di riferimento”. Parte da questo assunto una risoluzione sottoscritta dal consigliere regionale piacentino  Tommaso Foti (Fdi-An) per impegnare la Giunta regionale a promuovere un incontro con le autorità competenti e le associazioni di categoria, finalizzato ad assumere, nell’ambito delle competenze regionali, ogni iniziativa utile a sollecitare un’attività di controllo capillare nei ‘centri estetici’ attivi in regione, per verificare, innanzitutto, che il personale abbia conseguito le qualifiche e le abilitazioni previste dalle normative in materia. "Da accertamenti - spiega il consigliere - sarebbero emersi casi in cui il personale, che svolge l’attività di estetista, era privo del certificato di qualifica professionale o dell’attestato di abilitazione professionale richiesto dalla normativa vigente e “molto spesso”- segnala- “nei centri estetici gestiti da stranieri le attività sono svolte senza il rispetto delle normative igienico-sanitarie”. Foti, infine, dopo aver richiamato la normativa nazionale e quella regionale, in particolare la delibera di Giunta 1089/2015 con le nuove disposizioni per la formazione dell’estetista, evidenzia la necessità di “contrastare l’abusivismo” in questo settore, poichè “le modalità di lavoro seguite, senza il rispetto delle normative in vigore, costituiscono un atto di concorrenza sleale nei confronti degli esercenti che rispettano le leggi.

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