Centrodestra: «In Comune abbiamo ereditato una situazione peggiore di quella che pensavamo»

I capigruppo di Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Liberali Piacentini a sostegno del sindaco Barbieri denunciano «le ipocrisie della sinistra. Macchina comunale influenzata dalle scelte negative del passato»

Il centrodestra si sente in dovere di mandare un messaggio ai cittadini di Piacenza, agli elettori e all'opposizione, in particolare al centrosinistra targato Partito Democratico. In una nota i capigruppo di Forza Italia (Sergio Pecorara), Lega Nord (Stefano Cavalli), Gian Carlo Migli (Fratelli d'Italia) e Antonio Levoni (Liberali Piacentini) fanno quadrato intorno al sindaco Patrizia Barbieri e denunciare una situazione difficile del Comune di Piacenza.  «Merita il nostro plauso, oltre che un sincero ringraziamento, l'incessante impegno profuso dal sindaco Barbieri per fare fronte ad un'emergenza continua in Comune, determinata sia da vicende giudiziarie che hanno coinvolto un numero significativo di dipendenti, sia da diverse pratiche amministrative rimaste sospese e/o inevase, ereditate dalla precedente amministrazione. Abbiamo il dovere di dire ai piacentini come stanno le cose», è un attacco in piena regola, soprattutto "al passato", quello dei capigruppo del centro-destra.

«Abbiamo toccato con mano - aggiungono Cavalli, Pecorara, Migli e Levoni - come l'assenza di precisi indirizzi amministrativi negli anni precedenti abbia negativamente influito anche sul funzionamento della macchina comunale, con diverse decisioni assunte in modo auto referenziale dai responsabili dei servizi».

Per i capigruppo di Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Liberali Piacentini «nonostante ben precise disposizioni impartite agli uffici dalla Amministrazione Barbieri, di certo non lesive dell'autonomia di alcuno, vi sono ancora oggi settori della macchina comunale in cui vengono effettuate spese ed impegni di spesa quanto meno opinabili, sicuramente non condivisi, né condivisibili».

«Per tacere del fatto che alcune responsabilità che, neppure troppo surrettiziamente, si vogliono imputare alla giunta di centrodestra, puerile tentativo di ribaltamento della verità dei fatti da parte di coloro che non si sono rassegnati di avere perso le elezioni, sono inesistenti. Come è, ad esempio, possibile imputare - si chiedono Cavalli, Pecorara, Migli e Levoni - una qualche corresponsabilità all'attuale giunta per il significativo passo indietro di Piacenza nella classifica sull'ambiente, quando la stessa si riferisce al 2016, anno in cui al governo della città c'era la sinistra?».

«Che dire poi - aggiungono gli esponenti del centrodestra - di un bilancio che per i prossimi due anni si sarebbe dovuto reggere sull'introito dell'aumento dell'addizionale Irpef che oggi risulta inapplicabile, prima ancora che per effetto di una scelta politica, per via delle norme contenute nella legge finanziaria? Forse che 2,5 milioni di euro da recuperare sono noccioline? Che dicono i sinistri responsabili di questa situazione?».

«Hanno forse un senso - continua la nota - le prese di posizione dei consiglieri del PD, volte a sollecitare decisioni immediate su temi molto delicati (quali, ad esempio, Borgo Faxhall, nuova piscina, parcheggio di Piazza Cittadella, area ex Acna) lasciati per anni a bagno Maria e mai conclusi  dall'amministrazione di sinistra di cui facevano parte? Di certo noi andremo avanti, forti del consenso popolare, ben determinati ad attuare gli opportuni e promessi cambiamenti, ma non per questo non possiamo non denunciare di avere trovato una situazione ben peggiore di quella ipotizzata. Molta, troppo polvere, è stata gettata sotto i tappeti del Comune - sostengono Cavalli, Pecorara, Migli e Levoni - da parte di chi era convinto di continuare a restare in sella. Bene, quella polvere verrà spazzata via, unitamente a tutte quelle incrostazioni politico-burocratiche formatesi negli anni: le decisioni della Giunta Barbieri saranno, infatti, sempre più orientate a raggiungere gli obiettivi che le forze politiche che la sostengono si sono date nella recente campagna elettorale. Senza sconti per alcuno».

Durissima la conclusione dei capigruppo del centrodestra. «Se l'opposizione, a partire da quella di sinistra, pensa che noi si receda di un centimetro da un'impostazione ad essa alternativa, si sbaglia e di grosso. Fino ad oggi abbiamo evitato di scendere sul terreno della polemica, ritenendo che gli elettori avessero adeguatamente giudicato chi ci ha preceduto. Da oggi - concludono gli esponenti del centrodestra - ribatteremo colpo su colpo ai nostri detrattori se non altro perché, dopo i disastri combinati negli anni precedenti, appare sconcertante che gli stessi si erigano a censori». 

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