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La replica / Cerignale

«A Cerignale nessun rallentamento, l’attività deliberativa è aumentata»

Il commissario prefettizio di Cerignale e Corte Brugnatella Swich risponde alla candidata Pizzaghi: «Dichiarazioni prive di fondamento, come altre dell’ex sindaco Castelli»

«Il commissario prefettizio, come da normativa vigente, si è occupato solo dell’ordinaria amministrazione. Inevitabilmente lo sviluppo del paese è stato rallentato». L’affermazione di Fausta Pizzaghi, candidata sindaco dell’omonima lista a Cerignale, non trova la condivisione dello stesso commissario prefettizio, il viceprefetto Luigi Swich, che intende replicare. «È vero che il commissario fa l’ordinaria amministrazione - è il parere di colui che ha guidato i comuni di Cerignale e Corte Brugnatella nell’ultimo anno -, ma in questa è compresa una cosa che si chiama “Pnrr”, che è “impegnativissima” per qualsiasi ente pubblico. Noi ci siamo impegnati molto per aggiudicarci alcuni bandi del Pnrr, per la cui partecipazione e aggiudicazione occorreva una burocrazia enorme».

Per Swich le cose sono quindi andate molto diversamente. «Il commissariamento ha rallentato le attività? Proprio no, l’attività deliberativa è aumentata dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia per Cerignale che per Corte Brugnatella. A Corte Brugnatella però non ho sentito o letto dichiarazioni prive di fondamento. Questa della candidata Pizzaghi è una bugia, così come altre bugie sono state diffuse dall’ex sindaco Massimo Castelli durante il periodo del commissariamento. Evidente questa fase di commissariamento ha disturbato la sua attività amministrativa precedente, un po’ strana».

Cerignale ha circa trecento residenti, Corte Brugnatella poco più di cinquecento. Alla luce di questa esperienza da commissario di un anno, possono funzionare due enti locali così piccoli? «La popolazione “media” di un comune – risponde al nostro quesito Swich - per poter assicurare servizi efficienti e una tassazione bassa, è dai 6mila agli 8mila abitanti. Il conto è presto fatto: se si somma la popolazione di tutta l’Alta Valtrebbia, da Bobbio a Ottone, si raggiungono appena i 5mila abitanti. Questa riflessione andrebbe condivisa da tutti, non ci sono alternative». Insomma, per il viceprefetto la fusione dei comuni è l’unica risposta ad una pubblica amministrazione più efficiente in queste realtà di montagna.

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