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«Chi sta nelle “stanze dei bottoni”, è interessato a Piacenza?»

Lo sfogo del consigliere comunale della lista civica "Sveglia" Paolo Garetti. «Vedo molta confusione, è il momento di esprimere un candidato e una squadra capace»

«Sembra proprio - commenta Paolo Garetti, consigliere comunale della “Sveglia Movimento Civico” - che anche a Piacenza sia iniziata la campagna di “Poltrone e Sofà”. L’importante sono le “poltrone”, le cariche da distribuire, nessuno che parli di programmi. Chi fa più rumore e alza più polvere lo fa comunque in modo da non mostrarsi mai in prima persona secondo la strategia italiota “armiamoci e partite”.; il tutto senza fare mai alcun accenno ai programmi e alle strategie possibili per tentare di affrontare gli innumerevoli problemi irrisolti che la nuova Giunta si troverà tra le mani dal prossimo Giugno. Ogni tanto si invoca al “civismo” confondendolo con la pericolosissima “antipolitica” salvo poi smontare i rappresentanti della società civile che hanno avuto l’incoscienza/coraggio di dare la propria disponibilità per “inesperienza amministrativa”. Nella mia personalissima ottica vedo molta confusione; ma affidandomi all’Andreottiano adagio “pensare male è peccato ma spesso ci si azzecca”, ritengo che spesso tale confusione è fatta ad arte al fine sia di potere concludere compromessi zoppi pieni di promesse non mantenibili, sia di creare una situazione di emergenza nella quale, si sa, tutto poi sarà lecito; il tutto naturalmente senza alcuna attenzione agli effettivi bisogni di Piacenza. Chiedo quindi responsabilità da parte di chi deciderà i candidati sindaco. Abbiamo già avuto la disastrosa esperienza di squadre nate zoppe, sbagliare è umano, perseverare è diabolico. In una situazione così critica per gli Enti Locali, sempre più bistrattati ed utilizzati solo come Bancomat dal governo centrale (si parli di Stato che di Regione), si deve guardare al bene del Comune. Non sono più attuali i tempi in cui si poteva dire “pensiamo a vincere, poi qualcosa faremo”. E’ il momento di esprimere un candidato e una squadra capace, disponibile e pronta ad affrontare con responsabilità cinque anni tutti in salita con mille problemi e con una normativa di riferimento profondamente cambiata. Potrebbe essere una bella sfida ma bisogna avere il coraggio di tirarsi indietro se non si è sicuri di avere tutti i presupposti per farcela. La prossima squadra di governo ha davanti una montagna da scalare, non è il caso di partire in ciabatte e pantaloncini e soprattutto senza una squadra in cordata con fune ben legata e con mansioni ben precise». 

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