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«Chi vuole la fusione promette il paradiso, noi crediamo ancora in Pontedellolio»

Il comitato "Cittadini per il No" di Pontedellolio spiega le sue ragioni: «Vogliamo provare a scrivere una storia diversa, puntando su ciò che siamo»

«Domenica 16 ottobre 2016 - informa il Comitato del No  - i cittadini pontolliesi saranno chiamati alle urne per decidere se accettare o rifiutare la proposta di fusione con il Comune di Vigolzone. Si tratta certamente di un vero e proprio appuntamento con la storia per la nostra comunità. La scelta è tra fusione e autonomia, tra accentramento e decentramento, tra il credere ancora nei piccoli Comuni quale baluardo della democrazia e la loro soppressione in favore di enti più grossi e pesanti. In tanti quotidianamente vengono a dirci che “il mondo è cambiato” e che quanto fino ad oggi costruito non va più bene.

Tuttavia, ci è stato insegnato che ai grandi cambiamenti cui la società va incontro è possibile reagire in due diverse modalità: o li si subisce passivamente, adagiandosi sul solco che altri hanno tracciato per noi, oppure si prova a governarli attivamente, edificando da sé il cammino di pietre ove poggiare le nostre esistenze. Votare NO alla fusione per noi significa scegliere di credere ancora in Ponte Dell'Olio, nelle sue forze economiche, politiche, sociali e culturali, nelle energie e prospettive dei suoi giovani e nella esperienza dei suoi anziani, nelle capacità dei suoi imprenditori e artigiani e nella vitalità caparbia e altruistica delle nostre associazioni.

Intendiamo pertanto respingere questa promessa di “paradiso terrestre” che ci viene offerta, consci che agli improbabili slogan del “meno tasse, più servizi, più efficienza, riorganizzazione, ottimizzazione, ecc.” non può esservi alcun seguito, se non quello di creare aspettative non soddisfabili. Dietro alla maschera dorata dei contributi economici, infatti, si celano tutte le problematiche dell'accentramento all'italiana: maggiore burocrazia, maggiore inefficienza e una enorme diminuzione del potere di controllo della cittadinanza sull'operato degli eletti.

E se è vero che non vi è cosa più ingiusta del fare parti eguali fra diseguali (Ponte Dell'Olio non è Vigolzone, e viceversa), lo è altrettanto il fatto che ogni popolo, comunità o gruppo sociale dovrebbe sempre poter decidere da sé del proprio fato, autodeterminandosi in base alle rispettive esigenze, necessità e volontà generali. Il nostro paese ha bisogno di rimettersi in discussione e di ricostruirsi, non di essere cancellato. La fusione con Vigolzone, inoltre, è un mutamento tanto drastico quanto inutile, visto che già attualmente sono disponibili tutti gli strumenti giuridici ed amministrativi per collaborare, condividere, associare, gestire unitamente e ottimizzare i servizi, i dipendenti, i costi e le funzioni, mantenendo al contempo intatto il potere decisionale e l'autonomia dei singoli paesi: dalle più semplici convenzioni alle più strutturate Unioni di Comuni.

Il 16 ottobre tocca a noi votare e prendere una decisione: accettare di fonderci in cambio di una mera contropartita economica, oppure provare a scrivere una storia diversa, puntando su ciò che siamo, consapevoli del fatto che se Ponte Dell'Olio nel corso degli anni ha perso terreno rispetto ad altre realtà non è stato soltanto per meriti altrui, bensì in gran parte per responsabilità ed errori nostri. Siamo certi che il popolo pontolliese non mancherà a questo importante appuntamento».

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