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Christian Fiazza (Pd) è il nuovo presidente del consiglio comunale di Piacenza

La maggioranza per due voti riesce ad eleggere Christian Fiazza alla terza votazione. Decisivi i "Moderati" Colla e Rocchi e l'appoggio di Colosimo (Piacenza Viva). La minoranza chiede di sapere le motivazioni delle dimissioni di Ferrari ed esce dall'aula al momento del voto

È Christian Fiazza il nuovo presidente del consiglio comunale di Piacenza, chiamato a sostituire il dimissionario Claudio Ferrari. La staffetta in casa Partito Democratico era scontata, in virtù di un accordo siglato nel 2012 all’interno della principale forza che regge la giunta in Comune a Piacenza, ma la maggioranza ha superato di poco il quorum necessario. Prima del voto, la “mossa” interna è passata sotto le forche caudine della minoranza. «Non è una bella pagina – ha esordito Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - la presidenza del consiglio comunale è diventata una posizione di “ammezzato” che non ha la garanzia di poter concludere il mandato.  Ricordo il "contratto" con Ernesto Carini per lasciare l’incarico nella passata consigliatura. È evidente che questa maggioranza che ha vinto le Elezioni si sta immiserendo in una lottizzazione del consiglio comunale. Quando si dà una parola la si mantiene, però il metodo è sbagliato sin dall’inizio. Non siamo un hall di un albergo che interviene a seconda della chiamata che arriva: allora dovremmo applicare la stessa regola ai presidenti delle commissioni, cambiamoli a turno. Christian Fiazza-5

«Voglio sapere – ha tuonato Marco Tassi del Pdl - i motivi di queste dimissioni: è stato sfiduciato dal consiglio, ha problemi personali, cosa c’è dietro? Cosa ha fatto di male Ferrari per lasciare il posto ad un altro?». «Partita giocata male dalla maggioranza – ha detto Mirta Quagliaroli,capogruppo 5 Stelle - ai cittadini appare come un gioco di poltrone. Mi dispiace che nell’opposizione non si riesce a fare fronte comune e proporre una candidatura alternativa. Noi nella questione non entriamo e non partecipiamo al voto».

«Quello che sta succedendo qua – è l’intervento di Paolo Garetti (Lista Sveglia) - è una pessima fotografia per la città: un nuovo presidente con una maggioranza risicata che si unisce alla corsa disperata che l’Amministrazione sta facendo per completare 2/3 del suo programma entro la fine del mandato».  «Ringrazio per il suo operato Claudio Ferrari – ha dichiarato il capogruppo Pd Daniel Negri - ho apprezzato la sua volontà nel mediare tra i gruppi, svilire le polemiche. Io candido Christian Fiazza come presidente: ho visto il suo impegno e lo propongo, anche se tutti hanno già saputo dai giornali della sua candidatura». «Non giustificate – ha replicato Massimo Polledri (Lega Nord) - il cambio: ditelo che è un accordo di potere. Un minimo di motivazione Ferrari doveva aggiungerlo nelle sue dimissioni. State consegnando a Fiazza un ruolo debolissimo». Ma a soccorrere la maggioranza, alle prese con il pallottoliere, ci ha pensato un esponente dell'opposizione che si è staccato dal resto della compagnia. «Ferrari meritava un trattamento diverso – ha rimarcato Marco Colosimo (Piacenza Viva) -, un’uscita di scena migliore. Comunque io voterò per il nuovo presidente – Fiazza, nda – perché contano le persone, non le logiche partitiche, in questi casi».  

«Voteremo Fiazza: lo votiamo – ha spiegato a nome dei “Moderati” Lucia Rocchi - per motivi di carattere tecnico e motivi morali. Abbiamo superato, non cancellato, motivazioni politiche che ci avrebbero fatto votare diversamente. Il nuovo presidente deve avere conoscenze delle norme, autorità, atteggiamento uguale con tutti i consiglieri e un rapporto distante dall’Amministrazione. Il candidato è proposto del Pd, e abbiamo trovato nel suo profilo le qualità necessarie. Non possiamo non votare un candidato del centrosinistra con le caratteristiche giuste. Tuttavia il candidato non doveva essere appannaggio solo della maggioranza – figuriamoci di un solo partito – ma deve essere condiviso. E un cambio di presidenza non dovrebbe avvenire a metà della legislatura, cosa che lo fa sembra un affare. Per questo abbiamo avuto dei dubbi fino all’ultimo: con sofferenza siamo convinti della nostra decisione, ma invitiamo il Pd a riflettere sul rapporto tra l’interesse del partito e dell’interesse del consiglio». Al termine del dibattito i componenti del centrodestra – ad eccezione di Colosimo – hanno abbandonato l’aula. Fiazza alla terza votazione è stato eletto presidente del consiglio. Raccogliendo 19 voti – con lui Pd, Moderati, Gruppo Misto e Colosimo della minoranza – succede a Ferrari alla guida dei lavori dell’aula. Non hanno partecipato i 5 stelle, oltre al centrodestra che – come già detto – ha lasciato la seduta. Nelle prime due votazioni era necessario arrivare a 2/3 dei voti: Fiazza è riuscito alla terza votazione – che prevedeva un quorum di 17 voti – a superare la quota fatidica per diventare presidente. «Ringrazio la maggioranza – le prime parole da presidente dell'esponente Pd originario di Sant'Antonio – a partire dai Moderati, che criticano in modo costruttivo: spero di poter svolgere un ruolo super partes. Ringrazio anche la minoranza e Ferrari per il lavoro di questi anni. Sono stato scelto con un metodo antipatico forse, ma ringrazio chi ha guardato al di là del metodo e ha guardato al merito della scelta». Claudio Ferrari ©Gatti/IlPiacenza

«Ringrazio per le belle parole - ha preso la parola solo alla fine il dimissionario Claudio Ferrari, che ha ripreso il suo posto di "semplice" consigliere di maggioranza - i consiglieri intervenuti su di me. Fare il presidente fa vedere le cose in modo diverso e fa capire come è importante l’aula per la città. Ci sono stati screzi e polemiche, ma i rapporti personali sono un’altra cosa».

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