«Ci vuole tutto il centrosinistra per vincere, a Piacenza come in Italia»

Pier Luigi Bersani (insieme a Maurizio Migliavacca) ha partecipato alla cena di autofinanziamento della lista “Passione Civica” che candida sindaco Sandra Ponzini

C’erano anche Maurizio Migliavacca e Pier Luigi Bersani alla cena di autofinanziamento alla cooperativa di Borgotrebbia. La lista “Passione Civica”, a sostegno del candidato sindaco Sandra Ponzini, si è data appuntamento per raccogliere le ultime forze in vista dell’ultima settimana di campagna elettorale. La lista è civica, ma è contrassegnata dall’importante ruolo di Mdp-Articolo 1, il Movimento fondato a livello nazionale da pochi mesi proprio dai piacentini Bersani e Migliavacca.

«Il Pd – ha detto Bersani, parlando con la stampa prima di prendere parte alla cena alla coop - non riesce a riassumere tutte le energie del centrosinistra, anzi, risulta respingente. Perciò mi sono convinto a “prenderla da fuori”, a star tutti insieme lì non ce la si fa. C’è tanta gente che va ripresa e messa in movimento, di fronte a rischi di regressione che in Italia ci sono». Dopo quindici anni di governo di centrosinistra a Piacenza come giudica la nostra città? «Il centrosinistra ha fatto fare dei passi enormi a questa città. Per la lunga storia delle amministrazioni ha avuto un grande balzo nel ’75: penso ai servizi sociali, alla cultura. In questa ultima fase ha tenuto un equilibrio molto apprezzabile. La città è migliorata sotto il profilo della riorganizzazione urbana e sotto il profilo degli insediamenti produttivi. Passi avanti ne sono stati fatti. Adesso la questione è questa: per rinverdire il centrosinistra bisogna prendere tutte le forze. Non funziona più così: ci vogliono tutte le forze di centrosinistra per vincere, a Piacenza come in Italia».

Rizzi è di centrosinistra? E il Pd? «Voglio credere sì. La domanda si pone più a livello nazionale. Da Renzi non ho mai sentito dire la parola centrosinistra, che poi “Il Pd sono io e ciao...”. C’è qualche “imbecille”, scusate la parola, che dice che il mio è antirenzismo o rancore. Se lui allargasse il campo non avrei nessun problema. Ma non è così, lo abbiamo visto al Referendum. Così non si va da nessuna parte. Cerchiamo di mettere tutti insieme le forze per una battaglia non settaria, che abbia un senso».

Ci si prepara per una campagna elettorale estiva? «Può perfino darsi che vi sia una campagna elettorale ad agosto. Sarebbe una cosa irresponsabile: le turbolenze maggiori dei mercati vengono sempre in agosto. Come si fa ad andare al voto, mettendo un punto interrogativo così sulla Finanziaria? Un governo e un partito non mettono un Paese all’avventura». I 5 Stelle fanno paura?

«Il centrosinistra deve preoccuparsi del risultato dei 5 stelle solo se non tira su le sue bandiere. Ho visto troppo da vicino le loro dinamiche. Il loro è un partito di centro dei tempi moderni, un partito pigliatutto, che non ha le correnti. Sul fisco e sulle immigrazioni occhieggia un po' a destra, sul sociale un po’ a sinistra, ha dentro una carica innovativa, ha dentro tanta rabbia, e così interpreta la realtà. Assorbendo l’elettorato di centrosinistra. Se però il centrosinistra fa il suo non ci sono problemi». È vero che Renzi la voleva sindaco di Piacenza? «No – scherza Bersani - mi sembrava un torto a Bettola candidarmi a Piacenza». 

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