Cinque Stelle: «Sul nuovo ospedale manca una proposta seria»

I consiglieri del Movimento Cinque Stelle, Andrea Pugni e Sergio Dagnino ribadiscono il loro "no" alla realizzazione del nuovo ospedale 

Andrea Pugni

«La questione riguardante la realizzazione del nuovo ospedale civile, dopo essere stata al centro dell’attenzione durante la campagna elettorale, ritorna agli onori della cronaca dopo qualche mese di silenzio. Oggi come allora, ribadiamo la nostra contrarietà all’operazione, che, così come viene presentata, appare una mera operazione immobiliare (tesi sostenuta durante la campagna da altri candidati tra cui, nella fase iniziale, l’attuale sindaco)». Scrivono in una nota Andrea Pugni e Sergio Dagnino, consiglieri comunali grillini.

«L’intera iniziativa - continuano - sostenuta con forza dalle associazioni di categoria presenta diversi punti oscuri. Mancano studi veri e reali sull'impatto nei confronti di viabilità, commercio e ambiente. Non risulta che la Regione Emilia Romagna abbia messo a bilancio i fondi per la sua costruzione. Manca un vero progetto (come si può fare un preventivo di spesa senza aver deciso l’area sul quale realizzarlo?). La cifra ipotizzata, varia da 200 a 250 milioni, come se fosse la stessa cosa».

«Si può parlare di una proposta seria?  La cittadinanza vuole maggiori servizi, non altro cemento. Non si è parlato dell’eventuale recupero del vecchio nosocomio (come monito ricordiamoci sempre lo stato in cui versa l’ex clinica Belvedere). La scelta dell’area è indicativa della confusione che si respira a tutti i livelli. La location della caserma Lusignani non è adatta sia in termini di superficie sia sotto l’aspetto del posizionamento. L’area della Pertite risulta anch’essa non idonea per la scelta consapevole e palese di 30.000 cittadini. Spuntano ora le idee di realizzarlo o in zona stadio oppure in un’area di un privato (Opera Pia Alberoni)».

«Al di là della complessità evidente di effettuare scelte così complesse - concludono - si evince una totale confusione da parte degli attori in campo. Un progetto così importante dovrebbe nascere con tutt’altri presupposti. Solo in quel caso (condivisione delle scelte, coinvolgimento dei cittadini, valutazioni ambientali, di mobilità, ecc..) potremmo ritornare in argomento con nuovo entusiasmo. Oggi, coerentemente con quanto abbiamo sempre sostenuto ribadiamo il nostro no alla realizzazione del nuovo ospedale».

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