Cisini: «La città non cresce, questa è la Giunta del “tuca mia gninta”»

Il grande ex della Giunta Dosi: «Situazione imbarazzante sul verde pubblico, il cambiamento promesso non si sta concretizzando, maggioranza molto litigiosa e non vedo progettualità per Piacenza». E sul suo impegno politico: «Non sono iscritto al Pd, da tempo nel centrosinistra manca un progetto che faccia battere il cuore»

Giorgio Cisini

Da assessore ai lavori pubblici e al verde pubblico di lamentele e segnalazioni dei piacentini ne ha ricevute e sentite tante. Oggi i due incarichi sono scorporati tra i suoi successori, Marco Tassi e Paolo Mancioppi. Negli ultimi mesi ha assistito da semplice spettatore ai problemi della gestione del verde pubblico cittadino, senza mai intervenire. Anche Giorgio Cisini, ex assessore della Giunta Dosi, Giorgio Cisini-14aveva il suo bel daffare con il verde. Ma la situazione che si è registrata con il cambio d’appalto, è andata ben oltre a ogni immaginazione. «Sicuramente – interviene solo ora Cisini, interpellato da IlPiacenza.it - ci sono stati un po’ di impasse e di ritardi nella formulazione del bando e quindi, a cascata, su tutto il resto. I tempi della pubblica amministrazione sono sempre dilatati, non per colpe degli amministratori. Ma la situazione limite alla quale si è arrivati quest’anno è imbarazzante. Fosse successa quando ero assessore, l’avrei vissuta molto male». L’ex assessore è però comprensivo. «Il verde non è la priorità per i cittadini, però dà molto fastidio quando si percepisce disinteresse e incuria. Io avevo a disposizione 75 centesimi all’anno, al metro quadro, per sfalciare l’erba. Tante volte dovevo decidere se vedere l’erba alta o gialla…Qualche critica c’era anche a quei tempi».

È su altro che, secondo Cisini, la Giunta attuale dovrebbe ragionare. «I nostri anziani prima viaggiavano gratis con il bus, questo non più, hanno deciso di risparmiare qualche soldino su questa cosa che, secondo me, era importante». «Questa Giunta si è scontrata con tutte le difficoltà che un’Amministrazione, di qualsiasi colore politico, può incontrare sul suo cammino. Anzi, poi loro si sono imbattuti in situazioni ancora peggiori, che fanno inorridire (l’arresto del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso, nda) e su cui non hanno colpe, anche se ovviamente non giova alla loro immagine».

Anche la Giunta Dosi viveva tensioni tra le diverse componenti del Pd. Secondo l’ex assessore, ora, si sta andando oltre. «È una maggioranza molto litigiosa, c’è ogni giorno una forza del centrodestra che spara contro “gli amici” e la Giunta, questo dal rimpasto dello scorso autunno. Questo mandato è partito col vento in poppa (tra i primi atti il ritorno di Corso Vittorio Emanuele a doppio senso, sconfessando proprio la scelta di Cisini, nda) e tutti pensavano che fosse semplice migliorare la città, e così la Giorgio Cisini in bicicletta-2pensavano anche molti piacentini. Ma amministrare, oggi, è molto complesso».

Ecco la grande contestazione che Cisini muove all’Amministrazione Barbieri: la mancanza di progettualità. «Oltre alle dichiarazioni – precisa - non vedo progetti che possono modificare lo stato attuale della città. Ricordo i titoli di giornale sulla volontà del centrodestra di spostare il terminal dei bus (trasferito dallo stesso Cisini accanto all’ex mercato ortofrutticolo, nda) tutto è rimasto lì…Facile fare proclami al microfono, ma all’orizzonte non si vedono progetti di cambiamento per Piacenza». La città è ferma. «Sono convinto che sul fronte delle manutenzioni si impegneranno, però non credo che basterà per migliorare e far crescere la città. Fino ad adesso Piacenza sta vivendo dei progetti del passato, dei lavori delle passate Amministrazioni. Non c’è niente di nuovo. Criticare è semplice, ma essere propositivi è un altro paio di maniche. A Piacenza siamo specializzati nella critica e nella polemica, meno nel costruire progettualità, anche sperimentando».

Ma Cisini è ancora nel Partito Democratico? «Non ho ancora fatto la tessera 2019 al partito – risponde - non frequento da tempo, per scelta». Una scelta dettata più dagli aspetti nazionali o locali? «Una scelta di vita, più che di situazioni…Ma “mai dire mai” a un mio ritorno in politica. La passione c’è stata e ora è un po' sopita. Ci vorrebbe un progetto politico che mi faccia un po’ battere il cuore. Sinceramente non mi aveva fatto battere il cuore il progetto politico del centrosinistra nel 2017 (con candidato sindaco Paolo Rizzi, Cisini fu l’unico assessore uscente a non ripresentarsi alle Elezioni, nda) così c’è poco a livello nazionale. Non c’è un programma del centrosinistra nazionale che mi veda entusiasta e partecipe. Della mia esperienza nella Giunta Dosi ne vado orgoglioso e le scelte che ho fatto le ho prese con coraggio, non mi pento». Ex Giunta che, secondo lui, sul fronte del coraggio, non ha niente da farsi perdonare. «In questa vedo invece che non c’è la stessa voglia di intervenire. Mi sembra la coalizione del “tuca mia gninta, lasa stè". Mi ricordo che annunciavano di voler “cambiare tutto”. Non mi sembra di vederlo, questo cambiamento promesso».

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