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L'assessore Giorgio Cisini

L'assessore Giorgio Cisini

«Non spreco soldi: ecco la Piacenza che vorrei nel 2016»

Intervista all’assessore ai lavori pubblici Giorgio Cisini: «Grazie ai “biscotti” sono calati del 6,5% gli incidenti sulle strisce pedonali. Dicono che spreco denaro pubblico? Non faccio opere inutili: forse qualcuno sta lanciando i primi petardi della prossima campagna elettorale»

«Molti vogliono trasformare e rendere migliore la città, poi appena sposti un cartello, a Piacenza tutti si arrabbiano». Parte da qua la nostra chiacchierata con l’assessore ai lavori pubblici, allo sport, all’ambiente e al verde Giorgio Cisini, in giunta Dosi dal rimpasto del gennaio 2014. «Non sto sui social – spiega lui - a vedere tutti i pettegolezzi che girano sul mio operato: pensate che ho fatto Whatsapp solo da qualche settimana, perché me l’hanno chiesto alcuni colleghi di giunta. Credo molto più nel girare tra le strade di Piacenza, durante il mercato, e sentire il parere delle persone che mi fermano».

- E cosa ne pensano i piacentini del suo operato ai lavori pubblici?

C’è qualcuno che mi ferma per lamentarsi sulla propria via e zona. Su 100 persone che incontro, 90 mi fanno i complimenti e solo una è una feroce critica, spesso politica, più che tecnica. Tanti ci riconoscono che vogliamo affrontare le cose più spinose. La città è grande, non ci rendiamo conto che parliamo di 400 chilometri di strade e spesso i tempi della burocrazia sono lunghissimi. Una cosa pensata oggi, forse riusciamo a farla fra due anni. È un sistema che ti impone di accantonare risorse e non spendere, e questo genera ansia. Fortunatamente ho una squadra di dirigenti e dipendenti che nulla hanno a che vedere con l’immaginario del dipendente pubblico che si legge sui giornali. Sono persone che lavorano fuori orario, gratuitamente, che fanno per tre e sono sempre disponibili per tamponare una falla o raggiungere un obiettivo. È un approccio al lavoro che mi piace: siamo una squadra». Giorgio Cisini-7

- Che situazione ha ereditato dai suoi predecessori in quel ruolo? Cosa si ricorda di loro?

Di Marco Gelmini ho apprezzato la determinazione con cui ha iniziato un percorso. Aveva lanciato molto in là la palla, compiendo una serie di errori dettati dall’impeto di fare le cose. L’ho criticato soprattutto quando voleva rifare via Garibaldi, utilizzando materiali incongrui per il centro storico. Lavorava da solo e cavalcava un’onda mediatica importante che l’ha portato a uno scontro violento con Reggi. Forse Rifondazione in giunta avrebbe prodotto più benefici su altri settori, sul sociale ad esempio. Con Brambati e Cacciatore sono stato di aiuto, visti i miei mandati da segretario dell’ordine degli architetti. Devo dire che sono stati anni straordinari: tutto il programma 2002 di Reggi – che sembrava un “libro dei sogni” - l’ho scritto io, e poi è stato realizzato in quei dieci anni. Avrei avuto ambizione di fare l’assessore all’epoca, non lo nego, ma quello che fu promesso è stato poi fatto. Con le risorse dell’epoca fare una rotonda era come oggi mettere una toppa su una buca. Si costruiva ovunque e c’erano oneri di urbanizzazione che coprivano le spese.  Cacciatore è una persona che ho sempre stimato: l’ho sentito diverse volte in questi due anni. Non avevo l’idea di sostituirlo, è capitato. Ho mantenuto molte promesse sue sullo sport, ma ho dovuto rivedere per ragioni economiche diversi suoi progetti di lavori pubblici.

- Nel 2015 si è molto discusso in città di “parigine” e “biscotti”…

La parigina è vista e vissuta come una multa. Molti non capiscono che il traffico è un mostro che si moltiplica di anno in anno su una struttura – la pianta romanica di Piacenza - che è sempre quella. A tanti danno fastidio, ma devono sapere che ho una richiesta di parigine infinita, dal centro storico a Mucinasso, dalla Besurica a San Lazzaro. Le ho introdotte sul Corso Vittorio Emanuele perché l’ufficio traffico non dispone di un vigile che possa fare da presidio fisso. La parigina sta lì e presidia un luogo che devo tutelare: nel momento in cui la tolgo il problema si rigenera. È il sistema meno invasivo e più efficace.

C’è un “cinema” anche intorno ai biscotti, soprattutto da quando li ho chiamati così in sostituzione della definizione “attraversamenti pedonali protetti”. Abbiamo avuto decessi e incidenti gravi sullo Stradone Farnese negli ultimi anni. La strada è dritta e larga, molte auto prendono velocità. Ho un report quotidiano su quel tratto grazie alle telecamere: vedo sorpassi, moto che impennano, corse notturne. I biscotti proteggono i 3-4 attraversamenti pedonali lontani dai semafori, visto che non possiamo tenere una pattuglia di vigili fissa con l’autovelox. Da quando li abbiamo posizionati per la città sono calati del 6,5% gli incidenti sulle strisce e sullo Stradone non abbiamo più avuto problemi. Nonostante tutte le chiacchiere da social e il parere degli automobilisti che si rompono le scatole, a sentire i pedoni le cose sono cambiate. Tutti vogliono trasformare la città in meglio, poi a quando sposti un cartello, a Piacenza si arrabbiano tutti…

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- Come sta andando la sperimentazione al semaforo di via Dante e via Nasolini?

Con il semaforo in funzione - e senza rialzo - c’erano frequenti incidenti. Abbiamo rallentato il traffico posizionando il dosso. Poi i miei uffici non volevano sperimentare lo spegnimento del semaforo, ma mi sono imposto. Non chiedetemi perché è riuscita, non lo so, ma le cose sembrano andare meglio, forse perché stanno tutti più attenti nell’affrontare l’incrocio. Il semaforo lo lascio, rimane acceso solo quando entrano ed escono gli studenti dalle scuole. La situazione è consolidata, riceviamo apprezzamenti e per il momento continuiamo così.

- Quello di via Manfredi ogni due gocce d’acqua si blocca e si crea un caos…

È un impianto vetusto con problemi strutturali: c’è un groviglio di fili ovunque. Nel 2016 terminiamo il rifacimento di tutto l’asse di viale Dante: con la bella stagione sistemeremo una volta per tutte anche quel semaforo.

- E quello tra via Boselli e via Martiri della Resistenza? Si parla spesso di fare una rotonda…

Quando avremo un milione di euro da dedicare a quel tratto…lo faremo. Da via Martiri arriva una strada di 4 corsie: è impensabile per un’auto arrivare così agilmente e in velocità a una ipotetica rotonda. Potremmo restringere la strada a due corsie e spegnere il semaforo, ma ci vuole un milione, che di certo non abbiamo. Il progetto rimane nel cassetto: ce lo chiedono tutti ma non possiamo farlo. Abbiamo altre priorità. Si potrebbe invece fare una rotonda in via Pietro Cella all’altezza di Largo Morandi, anche se il progetto è un po’ complicato. Ancora più concreta è la possibilità di correggere con una rotonda l’uscita dalla tangenziale di via Farnesiana. Quel tratto è pericoloso, ma l’Anas – che ha competenza - non ci dà risposta. Non so se riusciremo – visti i tempi – a portare a compimento prima delle fine del mandato questo progetto.

- Sul Corso Vittorio Emanuele cosa avete deciso di fare?

Siamo arrivati al dunque: siamo pronti per iniziare la sperimentazione del Corso a senso unico – in direzione centro città - tra circa 15 giorni. Non si potrà inoltre svoltare per via Venturini, ad eccezione dei residenti, che saranno provvisti di pass Ztl per questo tratto. Aspettiamo la fine dei lavori alla ciclabile di viale Malta, che rende la via a senso unico. Ognuno guarda al suo zerbino, ma abbiamo 15mila auto al giorno che passano qui e generano pericolo per la città. Penso tutte le mattine ai ragazzi della zona sud di Piacenza che vanno a scuola in bici e si ritrovano in questo imbuto, dove vi sono autobus, dehors, parcheggi, soste in doppia fila.  Usare la bici dovrebbe essere una moda. Dobbiamo insegnare a loro che non è bello andare a scuola con il Suv dei genitori. Lo facciamo per aumentare la vivibilità dell’area.  Giorgio Cisini-10

- Quando verrà spostato il terminal dei bus a Borgo Faxhall?

Il terminal è quasi pronto. Inizieremo a sperimentare a marzo, ovvero quando gli studenti saranno a casa per le vacanze di pasqua. Abbiamo 16 stalli in grado di ospitare 32 autobus. Da lì in poi trasferiremo tutti i servizi, come la biglietteria.

- I nostri lettori ci hanno segnalato più volte che anche lei parcheggia l’auto un po’ qua e là…

Non ho mai preso tante multe – 3 o 4, che ho regolarmente pagato – come da quando faccio l’assessore. Per svolgere il mio ruolo ho diversi uffici in tante zone della città (via Verdi, via Beverora, Polisportivo) e uso i miei mezzi senza chiedere rimborsi, anche quando a riunioni a Bologna. Molto spesso inviterei a vivere al mio fianco la giornata frenetica che faccio. Purtroppo ho un’auto riconoscibile, un esemplare che si nota: è evidente che spesso faccio come posso…Ho riunioni ovunque, cantieri da seguire e per non perdere pezzi di lavoro importanti per la città, è capitato di lasciare la macchina dove non dovevo. Ho preso le multe e le ho pagate. Dovrei dare l’esempio, però dico anche che si sono anche accaniti sulla mia auto, me l’hanno “rigata” diverse volte, ma non drammatizzo. Nel momento in cui sbaglio, so chiedere scusa.

- Più volte avete promesso la “bretella” di collegamento tra viale Malta e via Primo Maggio. Quando verrà realizzata?

Le cose, finalmente, stanno procedendo. Vorrei farla entro il 2016, ci sono tutte le condizioni giuste. Darà molto sollievo al centro, inoltre coglieremo l’occasione per buttare già entrambe le costruzioni fatiscenti del Demanio del parcheggio di viale Malta, allargando di 200 posti gratuiti l’area.

- Confedilizia sostiene che il suo assessorato sprechi un po’ troppi soldi, per poi piangere miseria.

Non mi riconosco in un’affermazione del genere, c’entra sicuramente la politica in questo. Siamo a un anno e mezzo dalle elezioni, iniziano i primi petardi della campagna elettorale. Tutte le amministrazioni sono in difficoltà rispetto allo Stato centrale perché c’è un sistema che ti impedisce di fare le cose. Il Patto di Stabilità ci inchioda in molte situazioni e a Piacenza lo rispettiamo: siamo virtuosi. Lavori inutili non penso di averne fatti. Abbiamo fatto dei gran parcheggi, valorizzato la città, fatto manutenzione nel migliore dei modi. Insomma, in quell’intervento ho colto di non essere apprezzato da Confedilizia, tutto qua.

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