«Città ferma ai progetti del 2017, l’azione della Giunta non si nota»

Il consigliere Dagnino (5 Stelle): «Nessuna novità dal sindaco sui grandi progetti, sentiamo le stesse cose della campagna elettorale di 4 anni fa, solo aria fritta. Anche su sicurezza e decoro urbano la città non è migliorata»

Sergio Dagnino

«Se prendi un piacentino per strada e gli chiedi cosa è cambiato negli ultimi tre anni e mezzo in città, ti risponde “niente”». Ci va giù pesante Sergio Dagnino, consigliere del Movimento 5 Stelle, che dà una sua personale lettura delle comunicazioni che il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri ha fatto alla stampa nel tradizionale incontro di fine anno, dove si traccia un bilancio delle cose fatte e degli obiettivi per i mesi a venire.  

«Pur comprendendo i problemi, le lungaggini, la burocrazia della pubblica amministrazione e quanto successo nel 2020 con la pandemia - riflette Dagnino - non c’è alcuna novità sui progetti della Giunta». «Una squadra di amministratori – attacca il grillino - che arriva e Andrea Pugni Sergio Dagnino-2vince le elezioni dopo 15 anni di centrosinistra avrebbe dovuto avere più entusiasmo, preparazione e voglia. Invece, ascoltando quanto detto dal sindaco Patrizia Barbieri per il 2021, sembra di risentire ancora la campagna elettorale del 2017». «Mi dispiace dirlo, ma la Giunta ha perso credibilità, perché traspare incapacità amministrativa. O erano impreparati a gestire il Comune, o non hanno prese le corrette misure».

Ma le critiche non vertono solo sui grandi progetti, secondo il pentastellato. «Anche sui due temi con cui l’Amministrazione ha vinto le Elezioni del 2017, ovvero “sicurezza” e “manutenzione e decoro urbano”, ci sarebbe da dire. Il malcontento dei piacentini prosegue dalla fase finale della Giunta Dosi e forse, con la Giunta Barbieri, siamo andati ancora più in là. Basterebbe tornare sull’argomento del verde pubblico…I cui problemi sono proseguiti anche nel 2021».

Insomma, per Dagnino è tutta «aria fritta». «A leggere le cronache dell’incontro di fine anno – incalza il consigliere pentastellato - mi sembrava una conferenza stampa di fine 2017. A sei mesi dall’insediamento ci può stare di spiegare, per l’ennesima volta, cosa si vuole fare. Ma arrivati al 2021…».

Concentrandosi sui temi, cosa lascia perplesso il Movimento 5 Stelle cittadino? «Sulla metropolitana leggera siamo favorevoli, ma è passato un anno da quando il sindaco ha lanciato l’idea e abbiamo sentito solo dire che il Politecnico di Milano sta preparando uno studio di prefattibilità». «Da dieci anni, ciclicamente, si parla del recupero dell’ospedale militare, lo diceva già Reggi, ma non sappiamo Giunta Barbieri-14quanto costa un suo recupero. E le intenzioni della Giunta sull’area non sono mai state espresse. Acquisirlo per non saperne cosa fare…Va inserito in una progettazione urbanistica seria, ma il percorso del Pug è in ritardo e arriverà a compimento quando questo mandato sarà terminato, senza che l’Amministrazione abbiamo dettato la sua idea di città. Cosa ci mettiamo nell’ex ospedale militare? Gli uffici del Comune? Una casa di cura? Spazi per l’università?». Dagnino va avanti nella sua disamina. «Sulla Pertite concretamente non è successo nulla: bonifica dell’area, pista di prova carrarmati, costi. Dopo vari incontri a Roma ne sappiamo come prima».

Ma dai 5 Stelle sono sotto attacco anche i capisaldi del programma del centrodestra. «Bisogna andare a “Chi l’ha visto” per capire cosa ha fatto l’assessore alla sicurezza Luca Zandonella. E sulla manutenzione e il decoro urbano forse non sapevano a cosa andavano incontro facendo proclami in campagna elettorale. L’ultima vicenda del piano neve lo dimostra chiaramente. I marciapiedi sono quelli di prima, lo sporco per le strade è rimasto, i cartelli stradali divelti e le panchine rotte pure. Alle prossime Elezioni chi si candida deve avere chiaro cosa fare, fin da subito, della manutenzione ordinaria e del verde pubblico, con le risorse economiche che ci sono a disposizione, che non sono tante».

Il centrodestra in lite (Misto e Liberali contro sindaco e assessori) rallenta l’azione dell’Amministrazione? «Il sindaco soffre questa continua polemica interna – è il pensiero di Dagnino -. Anche perché non è solo dentro a Palazzo Mercanti, ma viene anche da fuori, con noti personaggi che quotidianamente la bacchettano per il suo operato (i tweet polemici di Corrado Sforza Fogliani, nda). Già amministrare è difficile, farlo in queste condizioni lo è estremamente di più. La maggioranza deve verificare se ha i numeri per andare avanti, non si può rimanere appesi per uno o due voti sulle votazioni più importanti». Una cosa, a favore dei dissidenti, Dagnino si sente di dirla. «Se l’Amministrazione non condivide con la minoranza i suoi progetti, va detto che non sembra farlo neanche con i suoi stessi consiglieri di maggioranza».

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